Italia
Internet banking: il mercato è maturo. Cresce il numero di utenti attivi delle banche online
Tra il 2003 e il 2006 i clienti attivi online delle banche sono incrementati del 150%, raggiungendo i 4,5 milioni.
La crescita ha seguito il modello di diffusione dell’innovazione, con l’ingresso dei segmenti centrali di utenza solo a partire da metà 2005. La parte più dotata di risorse e competenze guida lo sviluppo ed è il riferimento per chi si deve ancora avvicinare al mercato, in attesa di innovazione nelle prassi di comunicazione.
Il 2003 e il 2006 il numero
Tra il 2003 e il 2006 il numero di coloro che consulta i siti delle banche online è passato da 5 a 8 milioni. La crescita è stata esponenziale fino a metà del 2005 (+125%), poi si è assestata al 10%. In chiusura del 2006 si registra un nuovo vigore, con un incremento del 16% tra autunno e inverno.



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Il dato apre un duplice scenario per il 2007: dati di consumo allineati nella prima metà dell’anno confermano che l’internet banking è entrato in una fase di maturità, mentre segnali di un diverso modo di fruire dei siti indicherebbero l’opportunità di innovare e dare inizio a un nuovo periodo di crescita.
Gli Internet Brand del finance online sono stati capaci
Dall’analisi di medio periodo emerge come nel corso dei quattro anni monitorati gli Internet Brand del finance online sono stati capaci di svilupparsi attraverso il legame con i segmenti di utenza dotati di maggior risorse (economiche e cognitive), mentre i brand tradizionali sono cresciuti insieme all’ingresso sul mercato della componente più giovane e centrale.
“Un nuovo periodo di crescita sostenuta per l’Internet Banking”, dice Paolo Barbesino, Partner Commstrategy, “è legato a quanto le banche sapranno ingaggiare gli individui che vedono le proprie competenze accresciute attraverso l’uso della rete. Recentemente si è assistito al rapido sviluppo di operatori finanziari che, al di fuori del sistema bancario, hanno incontrato il consenso degli evoluti della rete, riuscendo a intercettare comportamenti orizzontali, come lo scambio di moneta da utente a utente. Quando i player bancari hanno provato ad agire integrando la cultura di Internet e lo sviluppo tecnologico, i risultati sono stati positivi. Questo atteggiamento deve diventare comune, per completare l’attraversamento del ponte che porta dalla digitalizzazione del banking al banking digitalizzato”.
La parte più informata e competente degli utenti di banking online mostra già i primi segni di un modo diverso di concepire la gestione delle finanze personali, partendo dalle potenzialità offerte dall’accesso continuo e ubiquo alle informazioni personali e rilevanti, generate non solo in verticale (da editori e banche) ma anche in orizzontale (da altri utenti).
L’internet banking è utilizzato dal 77,6% degli intervistati. La filiale è il secondo canale per utilizzo (52,3%), seguito dagli sportelli ATM (43,6%).
Il phone banking e il mobile banking sono utilizzati in maniera meno diffusa (rispettivamente il 6,9% e il 3,0%). Coloro che fanno della lettura di informazione finanziaria un’abitudine quotidiana si mostrano più propensi ad accedere ai servizi informativi e dispositivi in mobilità.
Gli utenti che consultano
Sui siti di informazione finanziaria gli utenti che consultano le pagine relative all’andamento dei mercati, l’area delle notizie professionali (con commenti e analisi, 76%) e in misura circoscritta la parte delle notizie dagli altri utenti (6%).
Il 63% degli intervistati attribuisce elevata importanza ai pareri su prodotti e servizi finanziari degli altri utenti.
“Circa la metà dei rispondenti commenta e raccomanda prodotti finanziari nella propria cerchia di familiari e amici, mentre un ancora esiguo 6% è coinvolto nella produzione di questi contenuti online”, afferma Cristina Papini, Sales & Project Manager di Nielsen//NetRatings. “Questo 6% legge abitualmente informazione finanziaria online, si aggiorna sui servizi anche attraverso la pubblicità e usa intensamente sia l’internet che il mobile banking: ha quindi tutte le risorse e le competenze per il ruolo di opinion leader nella rete”.
Il social-networking non sembra lontano dall’incontrare il mondo del finance.
(08 ottobre 2007)
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