Italia

Rapporto Assinform 2006. 'La via italiana al digitale': maggiore competitività delle PMI, export e sostegno ai new media

Ho avuto l’opportunità di assistere all’Assemblea 2006 di Assolombarda e vorrei condividere con voi una sintesi delle cose che ho percepito come importanti in riferimento al nostro tema dell’innovazione. Devo dire che sui temi toccati dalla maggior parte dei relatori, istituzionali, del mondo associativo e altri, c’è stata ampia convergenza. Innanzitutto l’importanza delle infrastrutture. In secondo luogo l’importanza di un modello organizzativo che migliori la produttività del nostro Paese. L’altro punto ampiamente dibattuto e analizzato è stata l’analisi dei trend della nostra economia; ultimo punto, l’innovazione, citata da tutti come elemento estremamente importante.

Una profonda differenza nel modo

Però io credo che ci sia una profonda differenza nel modo in cui sono stati approfonditi i vari temi. Per esempio nel caso delle infrastrutture si sono delineate con dettagli anche abbastanza significativi le varie soluzioni: la Brescia-Bergamo-Milano, la TAV, la tangenziale esterna milanese. Dal punto di vista dell’organizzazione sono state identificate delle soluzioni che devo dire anche in questo caso brillanti, come per esempio l’idea di avere un credito di imposta del 50% per le commesse affidate ad istituzioni pubbliche o di ricerca relative all’innovazione. L’analisi dell’economia sta dando anche in questo caso dei segnali molto precisi: il presidente Luca Cordero di Montezemolo ha indicato che le sue stime porteranno a una crescita del PIL dell’1,2/ 1,3%.




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Nessuno, invece, si è soffermato nel dare delle ricette specifiche nel campo dell’innovazione.

Un punto estremamente importante

E questo credo che sia un punto estremamente importante. Il fattore positivo è che tutti l’abbiano citata, tutti hanno sostenuto come ormai l’innovazione è diventata elemento fondamentale per aumentare la produttività del nostro Paese, ma non ho sentito, perlomeno nell’Assemblea di Assolombarda, nessuno entrare in dettaglio nella proposta di soluzioni che si possono portare per migliorare la produttività del nostro Paese facendo leva sull’innovazione, elemento fondamentale di competitività. Io credo quindi che il Ministro e il Sottosegretario abbiano un compito molto complesso che è quello di sintetizzare e semplificare un’agenda dell’innovazione che possa essere usata da tutti al fine di sollevare un dibattito critico, che forse ancora oggi non c’è. E credo che da questo punto di vista la nostra associazione ha o può avere un ruolo estremamente importante e può aiutare il lavoro del Ministro e il lavoro del Sottosegretario proponendo delle idee per rendere disponibili i contenuti dell’economia digitale alla politica. Chiarire questo punto può quindi apportare un contributo significativo al lavoro dei prossimi mesi. Le aree di intervento fondamentali che propongo sono le seguenti. Innanzitutto aumentare la competitività delle piccole e medie imprese attraverso l’IT. L’innovazione delle PMI è certamente rappresenta un grandissimo progetto nazionale di sviluppo del Paese e in questo campo dovremmo fare innanzitutto 3 cose: Migliorare gli incentivi con cui una PMI può avvicinarsi ai progetti di innovazione.

Le banche per ottenere dei finanziamenti

Attirare ancora di più le banche per ottenere dei finanziamenti per i progetti di innovazione Noi come operatori del settore dell’IT dobbiamo semplificare la nostra offerta e portare dei casi reali con benefici evidenti. Dico spesso che noi dobbiamo fare di tutto per eliminare la percezione di essere l’industria delle promesse per diventare l’industria delle soluzioni. La seconda area di intervento che io propongo è quella di rafforzare la capacità di lavorare all’estero per le aziende dell’IT. Solo il 13% delle esportazioni è ad alto contenuto tecnologico, contro il 20% della Francia e il 28% della Germania. Solo l’8% delle aziende IT italiane hanno attività all’estero. Quali sono le azioni che noi come associazione potremmo sostenere: Attivo sostegno dell’accesso delle aziende italiane ai mercati esteri anche con il coinvolgimento dell’ICE e degli appropriati ministeri;

Una proposta in ambito legislativo ed esecutivo di politiche pubbliche a sostegno degli investimenti; Ultimo ma non meno importante, sostenere dei progetti specifici di internazionalizzazione dei marchi globali che rappresentano con successo il Made in Italy nel mondo e che ricorrono all’IT come fattore strategico. Questo potrebbe portare secondo me la nostra industria a lavorare sempre di più all’estero. Il terzo elemento è quello dell’economia dei beni digitali. Molti servizi tradizionali si stanno spostando ormai sul digitale: l’informazione, l’editoria, la pubblicità, la Tv, la musica, i giochi. Questa economia deve essere sostenuta, devono essere, come diceva giustamente il Ministro prima, identificate le regole. Oggi non è possibile pianificare il nostro sviluppo economico senza una seria politica di sviluppo per l’economia dei beni digitali che ha delle caratteristiche specifiche. Anche qui delle azioni fondamentali: Sviluppare un’industria dei beni digitali locale. Io prima sentivo dire che è importante la sinergia fra Milano e Roma. Certo lo è, ma è importante soprattutto la sinergia di tantissime realtà locali. Rendere quindi possibile una digitalizzazione delle informazioni analogiche e cartacee che ancora oggi è pervasiva nella burocrazia e anche nei settori per esempio come quello del turismo o come quello delle opere d’arte.

Una legislazione ben precisa

Ci deve essere una legislazione ben precisa di protezione e regolamentazione della creazione, della distribuzione e dell’accesso dei beni digitali. Non dobbiamo nasconderci dietro quel falso atteggiamento intellettuale che identifica una razionalità nella pirateria. La pirateria non ha razionalità ed è un fenomeno che riduce la potenzialità del nostro Paese. Degli esempi di soluzione per concludere. L’Italia ha bisogno di una sua forte proposizione e caratterizzazione digitale. Io la chiamerei la “via italiana al digitale”: è un modo caratterizzante con cui noi dovremmo utilizzare le tecnologie informatiche per fare avanzare quelli che sono gli asset specifici della nostra realtà. Quindi come azioni fondamentali suggerisco di considerare i servizi integrati per il turismo, che consentano di sviluppare applicazioni di impatto per far fare al turista un’esperienza integrata con il territorio, con i suoi tesori artistici, con la sua storia e con i beni culturali. Un’industria dei beni culturali in rete che permetta attraverso l’interoperabilità di creare veramente quello che è il sottostrato economico sul quale potranno fiorire sempre nuove idee, nuove opportunità. E l’inserimento dunque delle nostre industrie nel Made in Italy nella supply chain mondiale. Per concludere io credo che anche noi, qua a Milano abbiamo un ruolo estremamente importante. Milano, accanto ad altri poli eccellenti nel Paese può rivestire con il suo presente e con il suo futuro un ruolo cruciale nello sviluppo dell’innovazione, perché a Milano abbiamo il mix vincente e credo indissolubile tra quella che è sempre stata una realtà manifatturiera importante e una realtà del terziario che può aiutare sempre di più a migliorare la parte del manifatturiero guardando al futuro attraverso l’innovazione. Grazie e buongiorno a tutti. Consulta il profilo Who is Who di Marco Comastri

Lo sviluppo Rapporto Assinform 2006

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(26 giugno 2006)

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