Italia

Wi-Fi su tutto il territorio nazionale. Via libera al decreto che ridurrà il digital divide

In un mercato Tlc che appare ancora schiacciato dai monopoli, a quasi 10 anni dalla sua liberalizzazione, apre una nuova breccia di speranza il decreto appena emanato dal Ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi, che di fatto estende l'ambito di applicazione del Wi-Fi (la tecnologia ormai diffusa in aeroporti, stazioni, centri commerciali e, appunto, parchi cittadini) a tutto il territorio nazionale. 'Gli italiani che vivono nei piccoli comuni - ha spiegatoLandolfi - sono circa 11 milioni: molti di loro non hanno l'accesso a Internet a banda larga perché l'investimento per le grandi aziende sarebbe antieconomico"

Il Wi

Come è stato sottolineato nella conferenza stampa, il Wi-Fi è un sistema molto più economico del cavo, fatto di piccole antenne alte come una penna, che sfrutta frequenze condivise utilizzate anche per altri scopi, come il telecomando per aprire il cancello del garage.




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Il decreto appena emanato consente quindi "a tutti gli operatori che lo vogliano di raggiungere utenti altrimenti esclusi".

Il decreto prevede la possibilità

Il Wi-Fi (IEEE 802.11) lavora sui 2.4, 5.1 e 5.4 GHz in regime di libero uso: il decreto prevede la possibilità di effettuare collegamenti tra access point dello stesso operatore e di diversi operatori, nel rispetto delle regole di interconnessione. Dovranno però essere garantite la sicurezza delle reti contro gli accessi non autorizzati e le prestazioni a fini di giustizia. Tra i vari operatori, saranno anche possibili accordi di roaming, così come avviene per la telefonia mobile. Attualmente sono oltre 1300 gli hot spot Wi-Fi presenti nel nostro Paese. Tra le città italiane, al primo posto c'è Roma, con 118 punti di accesso, seguita da Milano che ne ha circa la metà. "Il nostro compito ha spiegato ancora il Ministro era eliminare gli ostacoli normativi alla diffusione del Wi-Fi, ora spetterà agli operatori utilizzarli al meglio".

Le condizioni per l'intervento delle aziende

Il decreto, infatti, non può che limitarsi a creare le condizioni per l'intervento delle aziende, a cui spettano investimenti e programmazione degli eventuali interventi. Il provvedimento ha raccolto il parere favorevole sia dall'Associazione nazionale dei piccoli comuni che dalle sigle che rappresentano gli Internet provider, candidati naturali a investire in questa tecnologia per competere nel mercato della banda larga. Per Assoprovider, l'Associazione dei Provider Indipendenti aderente a Confcommercio, il decreto sul Wi-Fi "attua una revisione della normativa ed elimina finalmente il vincolo di operatività nei locali aperti al pubblico o aree confinate a frequentazione pubblica che di fatto ha impedito il pieno utilizzo di questa tecnologia". Assoprovider ritiene che grazie alla nuova normativa sarà finalmente possibile restituire dignità e valore economico a quelle aree che fino a ieri erano pesantemente discriminate dalla mancanza cronica di quei servizi a larga banda ormai essenziali non solo ad imprese e enti pubblici ma anche allo sviluppo del telelavoro, agli istituti scolastici, agli studenti e a moltissime altre categorie, tra cui i disabili e gli invalidi. Questo decreto - prosegue Assoprovider - dimostra come finalmente sia stata compresa e interpretata al meglio la possibilità di ridurre il digital divide e di creare nuovi spazi di sviluppo per il sofferente mercato delle TLC.

La società italiana

Ma anche, più in generale, per l'economia e la società italiana, tristemente costrette a viaggiare con due marce diverse. Assoprovider - conclude la nota - nell'ottica di una maggiore diffusione e omogeneizzazione geografica delle pari opportunità di accesso ad Internet, ha avviato un'iniziativa che, attraverso una mappatura della copertura reale della banda larga sul territorio realizzata insieme alle Pmi del commercio, del turismo e dei servizi, consentirà agli operatori Wi-Fi di concentrare maggiormente gli sforzi per portare internet via radio anche in quelle aree del paese dove l'esigenza è più sentita ed il divario maggiore. Anche l'AIIP " Associazione Italiana Internet Provider " esprime il suo apprezzamento in relazione al decreto "che può dare impulso all'offerta di servizi innovativi". L'analisi del testo del provvedimento dichiara Stefano Quintarelli, Presidente di AIIP "mette in evidenza l'intenzione del legislatore di tutelare il diritto di accesso e di interconnessione che, insieme all'interoperabilità, costituiscono i principi fondamentali per lo sviluppo del mercato delle telecomunicazioni". L'atteso Decreto Landolfi costituisce dunque "un passo fondamentale nella direzione di una riduzione del digital divide, della diffusione di Internet anche nei piccoli centri".

Alessandra Talarico Per ulteriori approfondimenti, consulta: Archivio delle news sul Wi-Fi © 2005 Key4biz.it

(05 ottobre 2005)

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