Italia

AIIP denuncia: i provider italiani non sono sceriffi della rete

Riceviamo e pubblichiamo una nota diffusa da AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) per rendere noto che il tribunale penale di Treviso ha notificato ad alcuni operatori di accesso a Internet - fra cui molti associati AIIP - un decreto di sequestro preventivo che impone di inibire l'accesso ad un sito localizzato in Cina, tramite il filtraggio della navigazione degli utenti italiani. Premesso che AIIP da sempre è sostenitrice del più assoluto rispetto della legalità e coopera per questo con l'Autorità giudiziaria competente, si deve però denunciare con forza l'ennesima distorsione che confonde il ruolo dei fornitori di accesso a Internet, con quello di sceriffi della rete. E questo, a prescindere dal merito specifico della vicenda, cui gli associati AIIP sono del tutto estranei.

Il tribunale penale di Bergamo

Come ha già affermato il tribunale penale di Bergamo - sezione del riesame - lo scorso settembre 2008, non è legittimo "sequestrare" un sito impedendo alle persone di accedervi.




Telecom Italia. Marco Patuano risponde...
Telecom Italia fara' tutto il necessario per tutelare gli interessi...

Smartphone: niente piu' sconti per...
Potrebbe essere alla fine il modello di business che ha consentito a...

Smartphone: Android e iOs senza rivali....
Android e iOs si confermano i sistemi operativi mobili piu' diffusi al...

Nomine Agcom: la lista aggiornata a...
Di seguito i curricula citati dalla stampa nel corso delle ultime settimane...

Comunicazioni elettroniche: dal Governo...
Modifiche al Codice delle comunicazioni in arrivo. Oggi il Consiglio dei...

Quote rosa in Agcom. Lettera aperta...
Scriviamo questa lettera perche' qualche mese fa le parole del Presidente...

Pubblicita' ingannevole, il caso Private...
Pubblichiamo di seguito un contributo tratto da Portolano Cavallo INFORM@,...

Google: 1,2 milioni di link cancellati...
Le violazioni del diritto d'autore sono la causa principale della rimozione...

Regione Lazio: Fabiana Santini, "Nuove...
Si e' conclusa oggi, con la chiusura del Marche' du Film, l'attivita' di...

Nanoelettronica, mercato mondiale da...
L'ICT sta cambiando il nostro mondo. In un momento come questo, che ha...

Fibra ottica. Rene' Obermann (Deutsche...
Il rollout della fibra ottica in Europa e' ostacolato da un eccesso di...

Facebook: nessuna ripercussione su Morgan...
La controversa Ipo di Facebook non dovrebbe avere ripercussioni su Morgan...

Internet: ETNO e 60 Ceo del Middle East...
Gli attuali modelli di business di Internet vanno ripensati alla luce della...

GARR: Radioastronomia italiana...
Dopo un periodo di fermo forzato dovuto ai lavori di ripristino dell'antenna...

Tech MakeOver: famiglie italiane e...
A conferma della grande curiosita' e dell'entusiasmo degli italiani di...

Playstation 4: continuano le voci di...
Non si placano i rumor e le indiscrezioni sulla Playstation 4, stavolta...

Sony e la pubblicita' nei vi...
A quanto pare non saremo lasciati in pace neppure mentre giochiamo. Sony...

Cine e Corea si danno battaglia anche...
Una curioso "caso diplomatico" sarebbe alla base delel tensioni tra i...

Videogiochi: 38 Studios licenzia i...
Continua a peggiorare la situazione della software house responsabile...


Purtroppo, questa ragionevole interpretazione delle norme sul sequestro preventivo era stata già disattesa per la prima volta dal tribunale di Milano ed ora - anche da quello di Treviso. Infatti, ancora una volta viene posto a carico degli operatori l'adempimento ad obblighi che la legge non prevede e che si traducono in una ingiusta limitazione dei diritti degli utenti la cui navigazione internet viene, di fatto, analiticamente verificata per poter adempiere all'ordine della magistratura.

Un sito non equivale a filtrare l'accesso

Sequestrare un sito non equivale a filtrare l'accesso ed è una misura inefficace oltre che inutilmente vessatoria per imprese e cittadini. E' un dato tecnico indiscutibile che gli operatori vorrebbero poter rappresentare al tribunale della libertà, ma che non possono fare, perché la giurisprudenza ritiene che non abbiano interesse a impugnare un provvedimento di cui - pure - subiscono le conseguenze. Il risultato pratico è che ben difficilmente l'indagato cinese si preoccuperà di contestare i metodi adottati dal tribunale di Treviso, e dunque si consoliderà una giurisprudenza sbagliata, inutile e dannosa. AIIP torna a mettere a disposizione il proprio patrimonio di competenze per collaborare - come ha sempre fatto - con le Istituzioni e le autorità competenti, convinta del fatto che il rispetto della legge sia un valore fondamentale per chi opera nel mercato delle telecomunicazioni.

(16 giugno 2009)

© 2002-2012 Key4biz

 

 

 

 

 

 

Il nostro Network
Key4biz.it | Radiokey.biz | Comunicatistampa.tv | Supercom.tv | Mondotv.biz | Mondointernet.biz | Mondotlc.biz | Bibliotech.info | Recensiti.biz | TVdigitali.eu | Vincitorievinti.it