Italia
Agcom: ecco le nuove regole sui servizi radiotelevisivi in rete. Ancora nulla di fatto per la tutela del copyright
Soddisfazione per un provvedimento 'che ha inteso non affossare il mondo di internet', mentre per il presidente Fimi Enzo Mazza, sorprende il fatto che ancora una volta venga rinviata la delibera sulle proposte di lotta alla pirateria.
"Apprezziamo il passo indietro di Agcom che ha inteso non affossare il mondo di internet con la burocrazia. Sarebbe stato assurdo liberalizzare prima l'accesso alla piattaforma Wi-Fi e poi imbrigliare forme di comunicazione mediatica moderne, democratiche, innovative e socialmente utili, spesso realizzate con pochi mezzi finanziari". Ad esprimersi in questi termini è il presidente dell'Adoc Carlo Pileri che, attraverso un comunicato stampa, ha commentato la decisione dell'Autorità garante che ha deciso di rendere meno restrittive le nuove regole per web tv e web radio.
Le nuove disposizioni approvate ieri
Secondo le nuove disposizioni approvate ieri dal Consiglio dell'Autorità, dopo una accesa discussione sui vari punti che compongono il decreto Romani sui servizi media audiovisivi, i regolamenti si applicheranno solo ai soggetti professionisti con ricavi radiofonici e televisivi superiori a 100 mila euro annui. Non è previsto alcun regime di autorizzazione, ma gli operatori dovranno comunque comunicare l'apertura di un'attività, avvalendosi del silenzio-assenso. Non è altresì previsto nessun canone annuale, ma solo una tantum di 500 euro per i servizi web tv e di 250 euro per quelli radiofonici.



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Nessun vincolo burocratico è previsto per tutti gli altri soggetti operanti sulla rete, mentre slittata a nuova seduta (probabilmente quella calendarizzata per il prossimo 17 dicembre) l'attesa discussione sulla tutela del diritto d'autore su internet.
Lo scenario per le emittenti operanti sulla rete
Nuove regole che cambiano lo scenario per le emittenti operanti sulla rete, e che se da una parte trovano consensi e plauso, dall'altra non possono che registrare malumori come quelli espressi, in fase di discussione, dai commissari di opposizione Nicola D'Angelo e Michele Lauria che, pur apprezzando i riscontri positivi, hanno votato contro il provvedimento che estende ad internet le normative tipiche delle tv tradizionali.
Contrarietà, come dicevamo, anche per quanto riguarda il regolamento per la tutela del diritto d'autore sul web e per il quale i commissari, e non solo D'Angelo e Lauria, avrebbero deciso di prendere in attenta considerazione le regole europee per tentare di ripianare le divergenze.
Tra i punti critici: l'obbligo di comunicare all'Autorità i dati sul traffico, l'oscuramento dei siti senza passare attraverso l'autorità giudiziaria e il blocco delle porte IP utilizzate per lo scambio di file coperti da copyright.
Sull'argomento, e in particolar modo sull'ennesimo rinvio del provvedimento Agcom sulla pirateria, è altresì intervenuto il presidente della Fimi Enzo Mazza: "Siamo sorpresi del fatto - ha commentato Mazza - che ancora una volta venga rinviata la delibera sulle proposte di lotta alla pirateria. Da anni l'Italia, con un regolamento dei monopoli blocca i siti di scommesse per tutelare le bische di Stato e ora ci si pone il problema se é costituzionale bloccare i siti dei ladri di contenuti in rete, quando ciò è espressamente previsto dalle norme italiane sul commercio elettronico ? E' incredibile. Diciamo allora che l'Italia vuole lasciare campo libero alla pirateria per cavalcare un mero populismo politico e smettiamo di prenderci in giro".
(26 novembre 2010)
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