Italia
Antitrust: Sì a collaborazioni tra imprese rivali per le NGN, ma servono paletti per tutelare concorrenza e neutralità nella gestione della rete
L’Autorità Antitrust non è “pregiudizialmente contraria” a ipotesi di collaborazione tra imprese rivali per la realizzazione di una rete NGN. Servono tuttavia dei paletti per evitare “pratiche nocive per la concorrenza” e per garantire la “neutralità nella gestione della rete”.
Lo ha affermato stamani il presidente Antonio Catricalà, a margine della presentazione della relazione annuale alla Camera - sottolineando che dovrà essere l’Antitrust a “valutare le regole di governance".
La spesa
Catricalà ha quindi auspicato l’intervento di più soggetti privati e di società pubbliche, che ritengano profittevole la spesa, nella realizzazione di una rete in fibra ottica che consenta al paese di recuperare il forte gap infrastrutturale fin qui accumulato rispetto alle maggiori economie mondiali.



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Quest’anno, ricorre il ventennale dell’attività dell’Agcm ma, ha sottolineato Catricalà nella sua relazione, “Non è il tempo per le celebrazioni”: “La perdurante situazione di crisi – ha continuato - mette a dura prova i sistemi economici del Vecchio Continente e pone sotto tensione gli assetti istituzionali comunitari. La dimensione delle forze in gioco supera la capacità di intervento dei singoli Stati e l’assenza di coordinamento lascia spazio agli arbitraggi speculativi”.
Il salto di qualità nel processo
“Proprio per questo – ha aggiunto - il salto di qualità nel processo di integrazione non è più rinviabile. Gli eventi di queste ultime settimane ci hanno dimostrato che il superamento delle visioni ristrette - cui il Governo italiano sta
fattivamente contribuendo - è l’unica opzione per contrastare gli effetti negativi della globalizzazione”.
Catricalà ha quindi richiamato il Governo a rompere gli indugi e a varare immediatamente una legge sulla concorrenza per “consentire alle nuove imprese e a quelle già esistenti di crescere e produrre ricchezza” e per riformare il contesto di mercato “oggi ostile al pieno esercizio dell'iniziativa economica”.
Nel nostro Paese, ha sottolineato, “…i costi degli input produttivi sono più alti della media europea: 28% in più per l'energia elettrica, 6% in più per i fidi, 100% per la responsabilità civile automobilistica'.
L'adeguamento dei costi ai livelli europei, secondo Catricalà “darà respiro alla grande industria e ai distretti; consentirà prezzi più bassi; renderà probabile l'aumento dei consumi delle famiglie'.
“Perché ciò accada – ha aggiunto - è necessario iniettare nel sistema dosi massicce di concorrenza”.
Dall’inizio del 2009 l’Autorità ha concluso 12 procedimenti istruttori per intese illecite. In 6 casi ha accertato l’esistenza di infrazioni, irrogando sanzioni per quasi 50 milioni di euro; in altri 5 ha accettato gli impegni presentati dalle parti; in un caso, infine, l’istruttoria ha dato esito favorevole alle imprese inquisite.
Per quanto riguarda gli abusi di posizione dominante un solo procedimento si è concluso con sanzione mentre 5 sono terminati con l’accettazione di impegni delle imprese sotto indagine.
Nel settore editoriale e della società dell’informazione va ricordata l’istruttoria nei confronti di Google. Per la prima volta un’Autorità antitrust ha aperto una procedura nei confronti del nuovo gigante dell’economia mondiale, con effetti che saranno di livello globale. Se la consultazione pubblica non smentirà la bontà degli impegni assunti da Google, si consentirà agli editori di selezionare le notizie che il motore di ricerca potrà proporre nel suo portale e si garantirà la trasparenza nelle condizioni praticate per la raccolta pubblicitaria.
I procedimenti di tutela dei consumatori conclusi nel periodo di riferimento sono stati 355, di cui 315 con accertamento di violazioni. Le sanzioni sono superiori a 40 milioni di euro. Si sono conclusi a seguito di moral suasion altri 92 procedimenti. I mercati di maggiore intervento sono le comunicazioni e i servizi creditizi e finanziari.
I consumatori sono più consapevoli
“Il gran numero delle denunce pervenute – si legge nella relazione Agcm - è indicativo del fatto che i consumatori sono più consapevoli dei loro diritti e dello scudo offerto dall’Autorità, ormai punto di riferimento consolidato per le persone che si sentono colpite da vessazioni commerciali”.
Leggi la Relazione annuale Agcm.
(15 giugno 2010)
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