Italia

Che ne sarà di Telecom Italia? Bernabè risponde a Repubblica: ‘Separazione rete strada impervia, inesplorata, fantasiosa’. Ma il problema rimane

Lo aveva ribadito più volte Franco Bernabè, il suo no allo scorporo della rete di Telecom Italia, il gruppo che è tornato a dirigere dal 2007, e lo ha ripetuto di nuovo in una lettera pubblicata questa mattina dal quotidiano La Repubblica, inviata dall’ad in risposta all’editoriale - comparso lunedì sull’inserto economico-finanziario Affari e Finanza – in cui Massimo Giannini paragonava il manager al tenente Giovanni Drogo del ‘Deserto dei tartari’, “…agguerrito e isolato, a difendere quella specie di Fortezza Bastiani che è ormai diventata la povera Telecom ”.  

Il manager altoatesino vigila

“Come l'eroe di Buzzati – scriveva Giannini - anche il manager altoatesino vigila su un avamposto solitario, che sta perdendo soldi, valore e rilevanza strategica. E come l'eroe di Buzzati, non sa bene neanche lui chi siano i suoi alleati e i suoi nemici”.




Accesso disaggregato: la Ue non esclude...
Si fa attendere la risposta dell'Italia alle due lettere inviate da...

"I legislatori dialoghino di piu' con...
La necessita' di armonizzare le prassi regolatorie a livello europeo e,...

Capitale umano e innovazione, quanto...
Saverio Tridico, Direttore Public & Legal Affairs di Vodafone Italia...

Tlc: in vista del WCIT-12, le telco...
Il sostegno economico allo sviluppo futuro delle reti di comunicazione...

Telecom Italia partner del Festival...
Per il quarto anno consecutivo, Telecom Italia e' partner del Festival...

Studio Bocconi: il Gruppo Poste Italiane...
Il Gruppo Poste Italiane si afferma come case history nel panorama economico...

Agcom: Risoluzione del Pd, "Confronto...
Stringono i tempi e si avvicina la scadenza dell'attuale Consiglio Agcom...

ACTA potrebbe saltare: si allarga il...
Dopo la francese Hadopi, l'americana SOPA, adesso e' l'ACTA (An...

Nuove iniziative di marketing e tutela...
Le nuove iniziative di marketing vedono sempre piu' protagonista il...

Pubblicita': video on-demand, un potente...
Il video on-demand (VOD) diventera' presto il principale medium per la...

Giornata Mondiale della Proprieta'...
Si celebra oggi 26 aprile la Giornata Mondiale della Proprieta'...

Innovazione, ricerca, ICT. Il modello...
Gabriele Falciasecca, Presidente di Lepida Spa, la societa' in house della...

Generare business di successo in chiave...
La rivoluzione sociale in atto, determinata dalla crescente diffusione...

Apple: e' la Cina la vera sorpresa di...
Dopo una serie di sedute in negativo, che avevano spinto in molti a credere...

Microsoft: Conficker continua a essere...
Sono quasi 220 milioni le infezioni rilevate negli ultimi due anni e mezzo...

eCommerce: siglato accordo tra Adiconsum...
Il commercio elettronico rappresenta un'opportunita' per il consumatore...

EKGaming propone di ridividere gli...
Da anni i publisher di videogiochi cercano in tutti i modi di contrastare,...

Microsoft pronta a lanciare un servizio...
Pare Microsoft si stia preparando a presentare un nuovo servizio musicale,...

Nintendo iniziera' a guadagnare dal...
Finalmente, a piu' di un anno dal lancio, Nintendo ha ipotizzato che da...

Facebook prossimo al miliardo di...
Il board di Facebook ha fatto sapere che secondo gli ultimi dati, il social...


 

Il gruppo e i suoi lavoratori

Un accostamento definito “suggestivo” da Bernabè che ha innanzitutto difeso il gruppo e i suoi lavoratori: Telecom “non è una fortezza” ed è “sbagliato e offensivo” affermare che operi “ai confini del regno”. I suoi dipendenti, ha aggiunto, “non si interrogano sul proprio ruolo e sono ben coscienti che la loro missione è quella di fornire infrastrutture e servizi sempre più innovativi ed efficienti per sostenere la competitività del sistema Paese e per rendere la vita più semplice ai cittadini”.   Sul fatto poi che la società stia perdendo soldi e valore, Bernabè risponde coi numeri a sua disposizione: “nonostante la crisi, il margine operativo lordo organico si è stabilizzato intorno a 11,3 miliardi mentre il margine operativo netto dei primi nove mesi dello scorso anno e' aumentato passando da 4,1 a 4,3 miliardi”, ha scritto ancora Bernabè, sottolineando che nel piano strategico 2009-2011 sono stati previsti investimenti in infrastrutture per 6,7 miliardi di euro.   Secondo la valutazione di Giannini, i soci italiani di Telecom - Generali, Mediobanca e Intesa - sono insoddisfatti dell’andamento dell’azienda, gravata da debiti per oltre 35 miliardi e con margini in calo costante sul fisso e sul mobile. “Nonostante questo, non scuciono un euro per aumentare il capitale, ma in compenso continuano a pompare ricchi dividendi. Bernabè si sbatte, ma più di tanto non sa o no può fare. Persegue ostinatamente la sua strategia di stand alone. Ma ormai il capolinea è vicino”.

  “A noi – ha risposto Bernabè - è chiarissimo cosa Telecom Italia debba fare ed è esattamente quello che abbiamo fatto e che continueremo a fare: mantenere l'integrità dell'azienda a dispetto di quelli che suggeriscono una sua amputazione”. Oltre al fatto che la separazione della rete è una strada mai percorsa in nessun altro paese, e non volendo considerare che l’idea cozza, “oltre che con i limiti del buon senso”, anche contro quelli della realizzabilità - “tenuto conto che i circa 34 miliardi di euro di debiti di Telecom Italia si sostengono proprio anche grazie al valore e ai flussi di cassa generati dalla rete”, Bernabè ha quindi difeso l’operato del gruppo sul piano regolatorio. “Alla questione regolatoria - ha spiegato - è stata data una risposta precisa, puntuale ed efficace con la sottoscrizione da parte di Telecom degli impegni resi vincolanti con l'Autorità per le comunicazioni e con la creazione di Open Access”.  

La separazione della rete

Telecom, insomma, non seguirà “…strade impervie, inesplorate, fantasiose e fortemente a rischio, quali la separazione della rete o altre soluzioni non concrete”.   Lo stesso, tuttavia, vale la considerazione finale di Giannini, che si chiede come farà la società a risolvere l’emergenza Sparkle, che costerà – tra sanzioni e sovrattasse - "circa 600 milioni di euro". Secondo il giornalista per coprire questo buco bisognerà vendere la quota del 50% in Telecom Argentina e, a questo punto, conclude, Telecom “varrà sempre meno, e sarà ancora più sola e più vuota. A chi conviene lasciarla deperire così?”.

(31 marzo 2010)

© 2002-2012 Key4biz

Il nostro Network
Key4biz.it | Radiokey.biz | Comunicatistampa.tv | Supercom.tv | Mondotv.biz | Mondointernet.biz | Mondotlc.biz | Bibliotech.info | Recensiti.biz | TVdigitali.eu | Vincitorievinti.it