Italia
Decreto Romani. Layla Pavone (IAB Italia): ‘Rivedere norme su piattaforme di UGC e promuovere Codice di autoregolamentazione’
Con particolare riferimento all’ambito di applicazione della Direttiva Ue cosiddetta “TV senza frontiere”, IAB Italia ha ribadito, in audizione davanti alla Commissione Lavori pubblici, comunicazioni del Senato, la necessità di recuperare lo spirito originale del Legislatore europeo e la proposta di prevedere l’esclusione delle piattaforme online che veicolano contenuti generati e messi a disposizione dagli utenti (UGC), tenendo conto del reale valore che la Rete ha assunto nella gestione della vita quotidiana di milioni di cittadini.
Nell’audizione, che fa seguito a quella tenutasi lo scorso 22 gennaio presso le Commissioni Cultura e Trasporti della Camera dei Deputati, Layla Pavone, Presidente di IAB Italia, ha commentato che “La Direttiva europea affronta temi di vitale importanza per favorire la crescita di internet, all’estero come in Italia; pertanto, in qualità di Associazione che rappresenta oltre 120 aziende operanti nel settore della comunicazione digitale, apprezziamo l’apertura dimostrata dal Vice Ministro Paolo Romani che, nei giorni scorsi, si è detto disponibile a rivedere lo schema di decreto anche per quanto concerne il web”.
La Pavone
“Abbiamo accolto con favore – ha detto ancora la Pavone - la convocazione di oggi in Senato, quale ulteriore segnale di attenzione e consapevolezza delle Istituzioni italiane del valore della Rete per l’innovazione e la ripresa economica del nostro Paese. Ci auspichiamo che il confronto con le Commissioni competenti prosegua su questa linea, in maniera aperta e costruttiva”.



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L’audizione è stata inoltre l’occasione per rinnovare la proposta di IAB Italia di aprire un tavolo di confronto istituzionale, per la promozione un Codice di Autoregolamentazione volto a combattere tutte le forme di illegalità sulla Rete.
I propri associati nella definizione
Secondo IAB Italia – che si è confermata disponibile a coinvolgere attivamente i propri associati nella definizione di regole efficaci, flessibili e bilanciate – il ruolo delle Istituzioni dovrebbe essere quello di facilitare il dialogo tra i vari attori coinvolti, affinché i diversi interessi in gioco (Proprietà Intellettuale, Privacy, Libera Impresa e Libertà dell’Espressione) possano trovare un giusto bilanciamento, in un quadro di buone pratiche che prevedano delle forme di cooperazione per condurre efficacemente la lotta a ogni forma di reato. (r.n.)
(03 febbraio 2010)
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