Unione Europea
Diritto d’autore: la Commissione Ue propone l’estensione della remunerazione per i musicisti
Una nuova proposta della Commissione Ue intende garantire agli interpreti la possibilità di continuare a beneficiare di un compenso anche per le loro prime registrazioni, a diversi anni di distanza.
Alcuni dei cantanti più popolari in Europa ci intrattengono con la loro musica da decenni. Cliff Richard, Charles Aznavour, Nana Mouskouri e Julio Iglesias, ad esempio, hanno ormai quasi mezzo secolo di carriera alle spalle. Le attuali leggi sul diritto d'autore assicurano però la remunerazione degli interpreti solo per 50 anni, cosicché un cantante vede cessare il versamento dei diritti per le sue esecuzioni più lontane nel tempo proprio nel momento in cui potrebbe averne più bisogno.
Un reddito supplementare che potrebbe andare...
La proposta assicurerebbe agli artisti un reddito supplementare che potrebbe andare dai 150 ai 2000 euro all’anno. Si tratta di cifre di poco conto per i cantanti ancora capaci di riempire uno stadio, ma che farebbero una bella differenza per i musicisti ingaggiati a prestazione, ossia quelli che vivono di contratti per singole registrazioni e sono pagati a tariffa fissa.



Accesso disaggregato: la Ue non esclude...
Si fa attendere la risposta dell'Italia alle due lettere inviate da...
"I legislatori dialoghino di piu' con...
La necessita' di armonizzare le prassi regolatorie a livello europeo e,...
Capitale umano e innovazione, quanto...
Saverio Tridico, Direttore Public & Legal Affairs di Vodafone Italia...
Tlc: in vista del WCIT-12, le telco...
Il sostegno economico allo sviluppo futuro delle reti di comunicazione...
Telecom Italia partner del Festival...
Per il quarto anno consecutivo, Telecom Italia e' partner del Festival...
Studio Bocconi: il Gruppo Poste Italiane...
Il Gruppo Poste Italiane si afferma come case history nel panorama economico...
Agcom: Risoluzione del Pd, "Confronto...
Stringono i tempi e si avvicina la scadenza dell'attuale Consiglio Agcom...
ACTA potrebbe saltare: si allarga il...
Dopo la francese Hadopi, l'americana SOPA, adesso e' l'ACTA (An...
Nuove iniziative di marketing e tutela...
Le nuove iniziative di marketing vedono sempre piu' protagonista il...
Pubblicita': video on-demand, un potente...
Il video on-demand (VOD) diventera' presto il principale medium per la...
Giornata Mondiale della Proprieta'...
Si celebra oggi 26 aprile la Giornata Mondiale della Proprieta'...
Innovazione, ricerca, ICT. Il modello...
Gabriele Falciasecca, Presidente di Lepida Spa, la societa' in house della...
Generare business di successo in chiave...
La rivoluzione sociale in atto, determinata dalla crescente diffusione...
Apple: e' la Cina la vera sorpresa di...
Dopo una serie di sedute in negativo, che avevano spinto in molti a credere...
Microsoft: Conficker continua a essere...
Sono quasi 220 milioni le infezioni rilevate negli ultimi due anni e mezzo...
eCommerce: siglato accordo tra Adiconsum...
Il commercio elettronico rappresenta un'opportunita' per il consumatore...
EKGaming propone di ridividere gli...
Da anni i publisher di videogiochi cercano in tutti i modi di contrastare,...
Microsoft pronta a lanciare un servizio...
Pare Microsoft si stia preparando a presentare un nuovo servizio musicale,...
Nintendo iniziera' a guadagnare dal...
Finalmente, a piu' di un anno dal lancio, Nintendo ha ipotizzato che da...
Facebook prossimo al miliardo di...
Il board di Facebook ha fatto sapere che secondo gli ultimi dati, il social...
|
Secondo la proposta, la protezione delle esecuzioni musicali registrate e dei loro supporti dovrebbe passare da 50 a 95 anni. Oltre agli esecutori, delle nuove norme beneficerebbero anche i produttori. Entrambi avrebbero diritto ad un compenso ogni volta che una registrazione viene trasmessa per radio o fatta ascoltare in luoghi pubblici come bar e centri commerciali.
I problemi finanziari che alcuni esecutori
Una durata di 95 anni risolverebbe i problemi finanziari che alcuni esecutori si trovano ad affrontare in tarda età e armonizzerebbe le norme sul diritto d’autore in campo musicale con quelle in vigore per le opere letterarie. Una maggiore sicurezza finanziaria inciterebbe cantanti e musicisti a rimanere in Europa, invece di trasferirsi in paesi in cui le norme sul copyright sono più rigorose.
Verrebbero protette per un periodo più lungo anche le composizioni scritte insieme da più autori – il caso più frequente nella musica leggera. I diritti per questi pezzi scadrebbero solo 70 anni dopo il decesso dell'ultimo autore superstite.
La proposta è accompagnata da una consultazione sul diritto d'autore nell'economia della conoscenza, che intende trovare il modo migliore per assicurare la divulgazione delle conoscenze a beneficio dell’economia in un mondo in cui i contenuti sono sempre più spesso disponibili in forma digitale. Si tratta di sapere se le attuali norme sul diritto d’autore proteggono a sufficienza i “prodotti della conoscenza”, come i risultati delle ricerche scientifiche, e se autori ed editori siano incentivati a diffondere tali prodotti.
(28 luglio 2008)
© 2002-2012 Key4biz