Italia

Editoria: le radio e tv locali Aeranti-Corallo trasmetteranno centomila spot per chiedere il ripristino delle provvidenze

Si è tenuta ieri 3 marzo, presso l’Hotel Nazionale di Roma, la conferenza stampa di AERANTI-CORALLO nel corso della quale sono state presentate le iniziative delle imprese radiofoniche e televisive locali di AERANTI-CORALLO per protestare nei confronti del Parlamento e del Governo per la soppressione delle provvidenze editoria per il settore, operata nell’ambito della legge di conversione del decreto legge cosiddetto “Milleproroghe”. Saranno complessivamente trasmessi, nell’arco di dieci giorni, centomila comunicati attraverso i quali le emittenti manifesteranno tale protesta. Nel corso della conferenza sono anche stati presentati sia lo spot video, sia quello audio.

Le citate provvidenze consistevano:




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nella riduzione tariffaria del 50% dei costi delle utenze telefoniche; nel rimborso del 40% dei costi delle utenze elettriche e dei costi dei collegamenti satellitari; nel rimborso del 60% dei costi dei canoni di abbonamento delle agenzie di informazione radiotelevisiva.

La Fnsi – Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Le provvidenze editoria hanno contribuito negli anni alla realizzazione di redazioni nelle emittenti locali capaci di fornire informazione sul territorio. In questo contesto, AERANTI-CORALLO ha sottoscritto nell’anno 2000 con la Fnsi – Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il sindacato dei giornalisti, il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) per i giornalisti delle radio e tv locali. Tale Ccnl è stato rinnovato da ultimo il 27 gennaio e viene applicato a oltre 1600 giornalisti sull’intero territorio nazionale. La soppressione delle provvidenze editoria mette a rischio le attività di informazione delle radio e tv locali, già in difficoltà per la crisi economica, con la conseguente perdita di molti posti di lavoro dei giornalisti ivi impiegati; tale perdita di posti di lavoro si estenderà inevitabilmente anche alle agenzie di informazione radiotelevisiva. Tale soppressione, proposta inaspettatamente senza alcun preventivo confronto con AERANTI-CORALLO e con il sindacato dei giornalisti Fnsi, avviene, peraltro, con efficacia retroattiva a decorrere dal 1° gennaio 2009, cagionando gravi problemi alle imprese, in un periodo di forte crisi delle vendite pubblicitarie, che confidavano su tali provvidenze cui avevano diritto in base alla legge. La retroattività del provvedimento e la disparità di trattamento operata con le testate di partito, che conservano il diritto alle provvidenze, comporta, a parere di AERANTI-CORALLO, l’incostituzionalità della norma. AERANTI-CORALLO chiede che il provvedimento possa essere ripensato, al fine di recuperare un sostegno che non rappresenta, peraltro, un onere rilevante per lo Stato, mentre per le imprese radiotelevisive locali costituisce una misura di garanzia del pluralismo informativo e dell’occupazione nel comparto.

(04 marzo 2010)

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