Italia

Equo compenso: Guidi (Anie) ‘Il nuovo decreto stravolge il regime vigente e penalizza fortemente i consumatori’

Il presidente di Confindustria Anie (imprese elettrotecniche ed elettroniche) Guidalberto Guidi ha reso noto di aver accolto con “sconcerto e incredulità” il decreto di rideterminazione del compenso per “Copia privata”, che la legge già prevedeva in via provvisoria, pubblicato il 14 gennaio dal ministero per i Beni artistici e culturali. Il decreto, adottato a conclusione di una lunga e complessa istruttoria che ha visto la partecipazione di tutte le categorie interessate, interviene a più di sei anni di distanza dal decreto legislativo n. 68/2003, che era stato emanato in attuazione della normativa comunitaria e individua “…un punto di equilibrio tra il riconoscimento del compenso che è dovuto a chi crea opere dell’ingegno e le esigenze, altrettanto importanti, degli utenti e del settore dell’innovazione e sviluppo tecnologico” , ha spiegato il ministro Bondi, preannunciando la costituzione di un tavolo di lavoro, cui parteciperanno tutti i soggetti interessati per monitorare l’evoluzione del mercato dei supporti e degli apparecchi assoggettati a compenso, anche ai fini dell’aggiornamento triennale del decreto.

Il nuovo decreto “…stravolge

Secondo Guidi, tuttavia, il nuovo decreto “…stravolge il regime vigente introducendo sostanzialmente una tassa il cui importo cresce proporzionalmente alla capacità di memoria degli apparecchi elettronici”.




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“L’industria high-tech è fortemente impegnata in uno sforzo innovativo per offrire ai consumatori apparecchi sempre più performanti a costi di acquisto decrescenti. Questo decreto, al contrario – ha sottolineato Guidi - introduce un meccanismo perverso che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell’apparecchio e incide, in definitiva, esponenzialmente sul prezzo dei prodotti. È, a quanto ci risulta, l’unico esempio al mondo di penalizzazione dell’innovazione”.

I consumatori che si trovano costretti

Il nuovo meccanismo, ha aggiunto, penalizza fortemente i consumatori che si trovano costretti a pagare “almeno tre balzelli (sui contenuti acquistati, sull`apparecchio, sul supporto digitale) per esercitare il proprio diritto ad effettuare una copia di un contenuto digitale acquistato legalmente”. L’estensione del decreto a tecnologie quali cellulari, pc, decoder, game consolle, che non hanno come funzionalità principale la duplicazione di contenuti digitali, rappresenta – secondo Guidi, “…un’ulteriore penalizzazione”. “23 Paesi su 27 non prevedono alcun compenso sui telefoni cellulari, i pc sono tassati in un solo Paese e nessun Paese tassa le consolle”, ha aggiunto, sottolineando che particolarmente iniqua, in particolare, “…è la situazione che si viene a creare per i telefoni cellulari che nell’ipotesi di utilizzo per la fruizione di video e contenuti musicali prevedono già il pagamento di apposite licenze da parte dell’utente”. Suscita, infine, ulteriore perplessità, ha concluso Guidi, “…la scelta del ministero, di non escludere a priori gli apparecchi e supporti professionale dall`ambito del decreto e di lasciare viceversa a Siae il compito di concludere di sua iniziativa eventuali accordi con le categorie interessate”.

(15 gennaio 2010)

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