Italia

Ex Eutelia: Letta, ‘I dipendenti siano pagati entro il 5 dicembre. Minacce al giornalista che denuncio l’irruzione contro i lavoratori

Tutte le pubbliche amministrazioni che hanno contratti di fornitura in corso con il gruppo Omega sono state invitate dal sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, a “rispettare e conservare le commesse, così da assicurare una prospettiva di continuità e sviluppo alla professionalità dei lavoratori”. I lavoratori anche stamattina hanno protestato per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati e la sospensione della procedura di mobilità davanti a Palazzo Chigi, dove ieri si è svolta una riunione con le parti sociali sull’andamento del negoziato del gruppo Omega, in particolare sulla vertenza che riguarda le società Agile e Phonmedia.

La precisa richiesta ai dirigenti

L’incontro si è chiuso con la precisa richiesta ai dirigenti di Omega da parte del Governo di “interrompere le procedure di mobilità e pagare i lavoratori entro il 5 dicembre”.




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Azienda e sindacati hanno concordato di tornare a Palazzo Chigi il 7 dicembre per verificare il rispetto degli impegni assunti e per definire il proseguimento della vertenza.

Una nota

Il Governo, si legge in una nota, “ha espresso solidarietà ai lavoratori, confermando l’impegno per una soluzione che riporti tranquillità e operatività nelle aziende”, mentre il sottosegretario Letta si è “attivato con il Tribunale di Roma, sezione fallimentare, per sollecitare l’esame delle istanze presentare dai lavoratori”. “E' un'azione che apprezziamo” ha affermato il responsabile del settore informatico della Uilm, Adolfo Rocchetti, che però ha fatto sapere che il sindacato non è intenzionato a ritirare la richiesta di stato d’insolvenza dell’ex Eutelia, che presuppone un intervento del governo per concedere l’amministrazione controllata ad Agile, azienda che “…ha dimostrato ancora una volta la sua inaffidabilità a livello industriale e finanziario”, ha aggiunto Rocchetti. “Come abbiamo sostenuto con vigore nell'incontro di ieri sera a Palazzo Chigi, la procedura per lo stato d'insolvenza della società deve produrre l'effetto che il sindacato auspica, cioè l'amministrazione controllata dell'Agile, ex Eutelia”. Secondo la Uilm “…occorre al più presto togliere dal controllo di un management insolvente ed inaffidabile l'assetto industriale e finanziario della società ora in crisi”. L'unica soluzione – sulla quale si è espresso favorevolmente anche il ministro dell’economia Giulio Tremonti – sembra dunque il commissariamento della società. “Anche se non è di mia competenza diretta, c'è un impegno, perché è difficile credere che accada questo in una società quotata”. “Penso – ha spiegato ieri Tremonti, ospite della trasmissione di Rai 2 Annozero - che alla fine la soluzione giusta è il commissariamento o un intervento forte che metta un po' a posto una società che a quel che mi dicono ha buoni contratti pubblici”.

Le sigle sindacali che però premono anche

Oltre alla politica, sull’ipotesi commissariamento convergono anche le sigle sindacali che però premono anche per la presentazione di un piano industriale adeguato, che assicuri un futuro dignitoso ai lavoratori e all’azienda, che pure aveva rapporti di prim'ordine sia con il mondo della pubblica amministrazione (ministeri, Rai ed enti locali) sia con il privato (banche e aziende): per il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Giorgio Cremaschi “…non ci solo strade diverse dal commissariamento”. Per la Uilm “…L'azienda è insolvente, non è in grado di gestire un piano industriale e malgrado le sollecitazioni rifiuta l'impegno a pagare le retribuzioni arretrate. E' una vergogna”. Anche l’Ugl giudica “insoddisfacente” il piano industriale. Ieri, intanto, ha ricevuto chiare minacce di morte il giornalista di Articolo 21 Federico Ruffo, autore per il programma Crash di Rai Educational del filmato che ha documentato all’alba del 10 novembre l'irruzione in azienda di un gruppo di vigilantes spacciatisi per poliziotti e guidati dall’Ad di Agile, Samuele Landi, con l’intento di sgomberare i lavoratori che per protesta avevano occupato la sede della società. Sul muro dell'abitazione del giornalista, che dal suo blog ha manifestato la sua ferma volontà ad andare avanti con la denuncia, è stato scritto con vernice rossa “Ruffo sei morto”. “Non credo che, se qualcuno ti vuol fare del male, te lo viene a scrivere sul muro di casa, voglio sperare si tratti dell'iniziativa di qualcuno che non aveva nulla da fare... Mi rifiuto di pensare ci sia qualcuno legato all'azienda che pensa di risolvere la questione con delle minacce sul muro”, ha affermato Ruffo, che si è detto preoccupato soprattutto per l’incolumità della sua famiglia.

Un appello ai giornalisti

“Faccio un appello ai giornalisti: dopo il blitz tutti hanno cominciato a occuparsi del caso Eutelia e spero che continuino a parlarne... Questa gente – ha aggiunto - ha bisogno di attenzione, nel momento in cui smettiamo di occuparcene muoiono loro e muore anche l'azienda”. Solidarietà a Ruffo è giunta subito da Articolo 21: “Nessuno – ha affermato il portavoce Giuseppe Giulietti - prenda sotto gamba questa vicenda perché un'azienda in cui si è potuta concepire una carica di vigilantes contro lavoratrici e lavoratori sul posto di lavoro è sempre un'azienda a rischio”. La vicenda che vede coinvolti i 2.000 lavoratori di Agile inizia negli anni '90 quando la Olivetti Solutions viene venduta prima alla multinazionale Wang e poi a Getronix. Nel 2006 la famiglia aretina Landi compra Getronix e numerose altre aziende, come la Edisontel (del gruppo Edison) e la Bull. Dalla fusione di queste imprese viene creato il marchio Eutelia. I bilanci dell'impresa iniziano, però, ad andare in rosso e attirano l'attenzione della Guardia di Finanza che apre delle indagini. A giugno 2008 viene annunciata la crisi, parte la cassa integrazione per i lavoratori e poi i contratti di solidarietà. A gennaio 2009 viene annunciata la dismissione del settore informatico. A giugno la famiglia Landi cede il ramo dell'IT ad Agile, piccola srl di Potenza a sua volta rilevata a da Omega spa. Da allora le commesse iniziano a sparire.

(27 novembre 2009)

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