Italia
FIMI sollecita il Ministro della Pubblica Istruzione a inserire l’insegnamento della musica nelle scuole primarie
In una lettera inviata al Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, Enzo Mazza, presidente della FIMI - la Federazione aderente in Confindustria che raggruppa le principali case discografiche italiane - ha chiesto che l'apprendimento pratico della musica, della sua storia e delle sue evoluzioni, sia inserito nel documento nazionale per il ciclo primario delle scuole, che sarà predisposto nei prossimi giorni e che entrerà in vigore a partire dal prossimo anno scolastico.
“La musica , in tutte le sue forme - ha spiegato Enzo Mazza - rappresenta un'importante testimonianza della cultura italiana ed europea. Questo settore ha quindi bisogno, oggi più che mai, di politiche pubbliche mirate al rilancio della formazione ed educazione musicale, fondamentali in un Paese dove il 50% del mercato è costituito da musica italiana, una delle percentuali più elevate al mondo”.
Il presidente dei discografici
“L'auspicio - ha concluso il presidente dei discografici - è che nel documento che delineerà i curricula della scuola primaria, da 4 a 13 anni, la musica sia tenuta in forte considerazione, anche alla luce degli sforzi compiuti dal Prof Luigi Berlinguer, finalizzati alla educazione musicale degli studenti, attraverso il lavoro del Comitato Nazionale per l'apprendimento pratico della musica”.



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La FIMI è nata nel 1992, aderente a Confindustria e IFPI (Federazione dell'industria fonografica internazionale), rappresenta le maggiori imprese produttrici e distributrici del settore discografico per un totale di oltre 2500 marchi tra i più famosi del Mondo.
La rappresentanza dell’industria musicale
Compito primario è la rappresentanza dell’industria musicale nel dialogo con le istituzioni pubbliche (Comunità Europea, Governo, Pubblica Amministrazione) e private (Associazioni di categoria imprenditoriali e professionali), con SIAE e IMAIE. Inoltre, partecipa in Italia e all’estero alle iniziative di valorizzazione della musica e dell’imprenditoria musicale (ad esempio Midem, Salone della Musica).
FIMI tutela e promuove le attività connesse all’industria discografica in generale, concentrando le sue attività nell’ambito istituzionale, promozionale e negli studi e ricerche.
Nel 1996 FIMI e IFPI hanno costituito FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale), cui anno aderito le aziende più rappresentative del settore per combattere attivamente anche in Italia il fenomeno della pirateria nel settore musicale. La pirateria è un reato e quindi una frode nei confronti del consumatore, ma anche una grave minaccia economica, sociale e culturale che danneggia non solo gli autori, i compositori e gli interpreti, ma anche lo sviluppo dell’industria discografica legale e la sua possibilità di creare nuovi posti di lavoro, oltre a sottrarre investimenti alla ricerca e alla nascita di nuovi artisti. La pirateria è un fenomeno sociale e istituzionale che va affrontato in termini legislativi, giuridici e culturali e sono questi gli ambiti in cui FIMI e FPM operano in collaborazione e sintonia con le autorità e le istituzioni.
(26 luglio 2007)
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