Francia
France Telecom: è ufficiale, la società accusata di omicidio colposo in relazione al suicidio di un dipendente
Il tribunale di Besancon, nell’est della Francia, ha confermato l’apertura di un dossier per ‘omicidio colposo’ nel confronti di France Telecom e di responsabile del gruppo per la regione Bourgogne Franche-Comte , in relazione al suicidio di un dipendente nell’estate del 2009.
È la prima volta che i giudici decidono di ritenere la società telefonica, in quanto persona giuridica, responsabile della morte di un dipendente: sono infatti 35 i dipendenti del gruppo che si sono tolti la vita tra il 2008 e il 2009. Altri 10 si sono suicidati dall’inizio di quest’anno.
I giudici addebitano alla società “disattenzione
Nella motivazione, i giudici addebitano alla società “disattenzione, negligenza e mancato rispetto degli obblighi di prudenza”: bisognerà ora stabilire se vi siano prove sufficienti per aprire un procedimento giudiziario, ha riferito il sostituto procuratore Jean-Christophe Vaulot-Pfister.



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La notizia era stata anticipata già la scorsa settimana, quando erano stati resi noti dal quotidiano Le Parisien, gli esiti di un rapporto dell’Ispettorato del Lavoro, secondo cui per la morte di Nicolas Grenoville, 28 anni, poteva prefigurarsi il reato di “omicidio colposo per negligenza”: la società, secondo il documento, poteva essere considerata penalmente responsabile della violazione dell'articolo 121-3 del codice penale per "...aver deliberatamente messo in pericolo la vita altrui".
La vita nell’agosto 2009
Il ragazzo si è tolto la vita nell’agosto 2009, dopo essere stato sottoposto a uno dei tanti trasferimenti forzati nell’ambito del piano di mobilità dei dirigenti, senza l’adeguata formazione e con in più l’onere di dover raggiungere obiettivi molto gravosi.
Dopo la morte di Nicolas, che in una lettera lasciata ai familiari aveva chiaramente specificato che la sua depressione era riconducibile a una situazione lavorativa degradante, la polizia francese ha deciso di aprire un’indagine, seguita dall’apertura di un dossier anche da parte dell’ispettorato del lavoro.
In Francia, l’accusa di omicidio colposo può portare a tre anni di carcere e può tradursi, nel caso di una società, in una sanzione.
France Telecom è il terzo operatore tlc europeo per giro d’affari dopo Deutsche Telekom e Telefonica.
In quanto ex monopolio statale- il gruppo è stato privatizzato nel 1997 - il 65% dei dipendenti mantiene ancora lo status di dipendente pubblico, che vieta il licenziamento in acso di calo della domanda in varie regioni e segmenti di business.
Un piano di trasferimenti forzati
La società, tuttavia, ha dato vita a un piano di trasferimenti forzati, obbligando i dipendenti a lasciare la propria città o ad accettare mansioni degradanti pur di continuare a lavorare.
Un portavoce del gruppo ha smentito gli addebiti del tribunale, sostenendo che non ci possono essere legami diretti tra la decisione del giovane di togliersi la vita e il lavoro. Il nome del dirigente del dipartimento presso il quale Nicolas lavorava e ritenuto anche lui responsabile, non è stato reso noto.
In risposta all’ondata di suicidi e al crollo dell’immagine presso l’opinione pubblica, a ottobre 2009 France Telecom ha ‘dimissionato’ il vice amministratore delegato Louis-Pierre Wenes e nominato un nuovo Ceo - Stephane Richard - che ha sostituito dal 1° marzo Didier Lombard, accusato da molti dipendenti di aver tenuto una atteggiamento sprezzante nei confronti del loro disagio. Accuse confermate anche da un video nel quale spiega ai dipendenti – in particolare a quelli delle divisioni periferiche - che “è finita l’epoca della pesca delle cozze”, e che “chi pensa di poter riposarsi sugli allori, e starsene tranquillo, si sbaglia”.
(19 marzo 2010)
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