Francia

France Telecom: un altro dipendente si toglie la vita. È il 25° da febbraio 2008

Si fa sempre più drammatica la situazione a France Telecom: un altro dipendente, il 25° in meno di due anni, si è infatti tolto la vita. La notizia è stata riferita da radio France Info. L’uomo, un ingegnere di 48 anni in permesso per malattia su consiglio del medico del lavoro, si è tolto la vita impiccandosi nella sua abitazione nella città di Lannion. Si tratta del secondo suicidio nella città, dove alla fine di agosto si era tolto la vita anche un altro tecnico, che lavorava nello stesso centro di ricerca e sviluppo.

Le prese di posizione del governo

Si tratta del 25° suicidio in 20 mesi: a nulla sono valse le prese di posizione del governo e le dimissioni del vicepresidente Louis-Pierre Wenes. I sindacati continuano a chiedere le dimissioni dell’ad Didier Lombard, che però continua a ricevere il sostegno del governo, ancora il principale azionista della societ, un tempo orgoglio della Francia.




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Schiacciata dai debiti, France Telecom ha avviato negli ultimi anni una massiccia ristrutturazione che si è tradotta in 22.000 ‘dimissioni volontarie’. Attualmente il gruppo conta oltre 100 mila dipendenti, ma il clima è diventato negli ultimi tempi sempre più pesante: molti infatti sono stati costretti a cambiare mansione o città per mantenere il proprio posto di lavoro, sulla base del piano di mobilità forzata ‘Time to Move’, che costringe i quadri a trasferirsi ogni 3 anni.

Le polemiche

Il piano è stato congelato, ma non è bastato a placare le polemiche: i dipendenti e i loro familiari continuano a denunciare il clima di terrore e i metodi ‘impersonali’ adottati dall’azienda, che avrebbe in alcun modo calcolato le ripercussioni psicologiche causate dai cambi di mansione e di città in persone spesso quasi vicine alla pensione. Accuse che sembrano confermate da un video circolato nelle scorse settimane nel quale Didier Lombard si rivolge ai lavoratori con toni brutali e sprezzanti, invitandoli ad “adattarsi alla realtà di oggi”. Indignazione anche per le parole di Lombard, che nelle scorse settimane si era riferito alla catena di suicidi come a una ‘moda’, salvo scusarsi successivamente adducendo un errore di trascrizione dei suoi appunti. Oltre al governo – che ha chiesto alla società di mettere in atto tutte le misure necessarie per fermare ‘la spirale infernale dei suicidi’ – è intervenuta sulla vicenda anche la Conferenza dei Vescovi francesi che ha invitato “i protagonisti coinvolti in questo grave problema sociale” a impegnarsi “per frenare questa disperazione di fronte alla quale non ci si deve rassegnare”.

(15 ottobre 2009)

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