Italia

Italtel: al via il rilancio strategico dopo la chiusura positiva della vertenza sindacale

Italtel è stata "messa in sicurezza", grazie alla chiusura positiva dell'accordo tra la società e tutte le sigle sindacali, firmato nei giorni scorsi al Ministero dello Sviluppo Economico. L'intesa, oltre a sancire la tutela dei livelli occupazionali dei 1850 lavoratori dislocati nelle sedi di Milano, Palermo e Roma, prevede un piano d’investimenti da parte della proprietà e del sistema creditizio per consentire la crescita del business di Italtel sui fronti dei mercati internazionali, nella ricerca industriale e nella realizzazione di alleanze strategiche con altre realtà imprenditoriali.

I prossimi due anni

L'accordo prevede inoltre, per i prossimi due anni, l’impiego della cassa integrazione straordinaria per un massimo di 170 lavoratori e l’utilizzo del contratto di solidarietà, che coinvolge 700-800 dipendenti, con una riduzione minima dell'orario settimanale.




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Soddisfazione è stata espressa dal ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, secondo cui la chiusura positiva della vertenza rappresenta "...un altro tassello importante sul fronte della tutela del sistema produttivo e industriale del nostro Paese".

Le forze sindacali

Un risultato, ha aggiunto Romani, raggiunto "...grazie all’impegno della proprietà e al concorso di tutte le forze sindacali", che ha permesso di salvaguardare i livelli occupazionali e di mettere le basi per il rilancio strategico dell’azienda. A settembre, la società aveva annunciato di aver completato l’iter del piano di rifinanziamento con l’approvazione della concessione di linee di credito per 341 milioni di euro e dell’aumento di capitale per 70 milioni di euro e, contestualmente, la nomina di Umberto de Julio a Presidente e di Stefano Pileri alla carica di Amministratore Delegato. Le banche coinvolte nel rifinaziamento al 2017 di Italtel sono Unicredit, GE Capital Interbanca, Banco Popolare e UBI e BPM. L’aumento di capitale da 70 milioni di euro, viene invece supportato da Telecom Italia e Cisco. (a.t.)

(10 gennaio 2011)

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