Italia

Legge elettorale e riforma Tv: ‘Volemose bene’, pace fatta tra Berlusconi e governo?

Tanto rumore per nulla? Pare proprio di sì visto che, dopo il gran polverone sollevato negli ultimi giorni dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, è lui stesso a intervenire per sedare gli animi e sottolineare che “Bisogna assolutamente avere un dialogo con la sinistra”. Il capo dell’opposizione in un suo intervento a Roccaraso, intervenendo sui rapporti col governo in merito alla legge elettorale, aveva sottolineato come non ci fosse “…alcuna possibilità di dialogo con forze politiche che mettono in atto una decisone criminale” come quella di approvare il ddl Gentiloni.

Una ferma presa di posizione

Parole che avevano suscitato una ferma presa di posizione da parte della maggioranza e spinto il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni a intervenire sugli organi di stampa.




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Ma è stato il portavoce dell’ex premier, Paolo Bonaiuti, a chiarire che non c’è alcuna intenzione di mettere in discussione gli attuali rapporti con le forze di governo per approvare la legge elettorale.

Il portavoce

“…Ma quale resa al conflitto di interessi?”, ha detto il portavoce, aggiungendo “…E’ proprio vero che i prodiani non vogliono assolutamente l'accordo sulla legge elettorale. Con una ondata di dichiarazioni stanno infatti cercando di collegare la disponibilità sulla legge elettorale manifestata già da tempo dal presidente Berlusconi al progetto anti-Mediaset del Ministro Gentiloni, che rimane sì un obbrobrio giuridico e una operazione distruttiva, ma che mai nessuno ha tirato né tirerà in ballo in questo tentativo di dare al nostro Paese un sistema di voto ampiamente condiviso”. “…Questa distorsione della realtà non salverà il governo Prodi – ha concluso Bonaiuti - che si è dimostrato incapace di affrontare qualunque problema: dal declino economico alle tasse, dalla sicurezza dei cittadini ai rifiuti”. Il Pd ha accolto positivamente quanto dichiarato da Bonaiuti, pur sostenendo che non possa esserci nessuno scambio tra la riforma della legge elettorale e il ddl Gentiloni. Il centrosinistra era arrivato a definire la posizione dell’ex premier un “ricatto inaccettabile”. Il dialogo può quindi proseguire: purché, si ribadisce, senza scambi di alcun genere. “Desolanti i termini usati ieri da Berlusconi a proposito del ddl Gentiloni per la riforma della Tv”, ha commentato, in un’intervista concessa alla stampa, il Ministro Gentiloni.

Il governo, ha detto, reagirà “andando avanti sulla strada della riforma Tv”, vista l’urgenza dettata anche dal rischio che “…la Corte di Giustizia Ue infligga sanzioni forti se non approviamo nuove regole”. Questa la ragione per cui il Ministro ha fatto sapere di aver nuovamente scritto al presidente della Camera Bertinotti, “ricordandogli l'urgenza di portare in aula il mio disegno di legge, già votato in commission”. Ha poi usato parole di apprezzamento per il premier Prodi che, nella conferenza di fine anno, ha chiesto scusa agli italiani a proposito del ritardo nel varo della legge Tv e sul conflitto di interessi. E dopo aver escluso a questo proposito, “scambi sottobanco”, ha puntato il dito su “…il brutto vizio del centro sinistra di dimenticare il tema del pluralismo informativo una volta arrivato al governo”. Si tratta, ha precisato, di “…un limite quasi culturale. Capisco che l'economia e la sicurezza debbano essere ai primi posti dell'agenda del governo. Però il pluralismo è linfa di una democrazia”.

Il Ministro

Quanto alla legge elettorale: è “ridicolo” secondo il Ministro, “pensare a un'intesa” senza Berlusconi. Un accordo, ha detto, è possibile “…su un sistema proporzionale che abbia un livello accettabile di sproporzionalità” E la bozza Bianco è “dunque molto vicina alla soluzione possibile”. Non è mancato il riferimento alla Rai: “…Tutto il parlamento – ha sottolineato - dovrebbe sentire il dovere di cambiare l'attuale assetto e la modalità di nomina dei vertici”. La riforma, ha precisato Gentiloni, “…dovrebbe avvenire prima della scadenza dell'attuale consiglio di Viale Mazzini, a giugno”.

(15 gennaio 2008)

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