Italia
NGN. Bernabè risponde al ministro Scajola: ‘Disposti a valutare ogni proposta di coinvestimento, purché sia solida’
Telecom Italia, nel mezzo del turbine di indiscrezioni relative al futuro assetto azionario, è aperta a valutare proposte “da parte di soggetti privati o da parte di istituzioni ed enti pubblici centrali e locali” per lo sviluppo delle reti in fibra ottica. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo, Franco Bernabè, nel corso di un convegno organizzato dalla Fondazione Riformismo e Libertà.
“In primo luogo - ha affermato l’ad del maggiore gruppo telefonico italiano - siamo disponibili a definire le condizioni tecniche ed economiche e a sottoscrivere accordi con altri operatori, compatibilmente con il rispetto della disciplina antitrust, per sperimentare soluzioni di coinvestimenti per la copertura di una città di medie dimensioni”.
Le proposte di collaborazione
Quindi, ha aggiunto, verranno valutate le proposte di collaborazione, provenienti da soggetti pubblici e privati, purché si tratti di proposte solide e in grado di generare reale valore.



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Una rete in fibra ottica che copra l’intero territorio nazionale costerebbe dai 10 ai 15 miliardi di euro - un investimento ingente e a redditività differita - e Telecom Italia non può mettere in campo da sola tutte le risorse, di cui almeno il 70% è rappresentato da lavori di posa e opere civili.
Le istituzioni per gli investimenti
Bernabè, da canto suo, considera “importante” l’apertura del governo relativamente a eventuali partnership pubblico-private e ad accordi con le istituzioni per gli investimenti in nuove reti, e “particolarmente interessanti” i due progetti avviati dall’amministrazione pubblica in Trentino: il primo prevede la posa di fibra ottica per raggiungere il 100% delle centrali e permettere il passaggio al full IP attraverso anche l'utilizzo delle infrastrutture della Pubblica Amministrazione. Il secondo prevede la realizzazione di una società pubblico-privata che si occuperà della copertura degli edifici e da cui Telecom e gli altri operatori acquisteranno infrastrutture passive per collegare i propri clienti.
Sulla stessa falsariga del Trentino si muove anche la Lombardia, in attesa dell’Expo 2015, quando si apriranno importanti opportunità per Telecom e per l’intero settore.
Telecom Italia, ha ribadito Bernabè, “…sulla rete di nuova generazione non è ferma ma al contrario sta andando avanti e intende farlo dialogando con gli altri interlocutori interessati”.
Sulla base dell’ultimo piano industriale, Telecom Italia si è impegnata a sviluppare la rete di accesso di nuova generazione a Roma e Milano.
Il lancio di un’offerta commerciale in queste due città, secondo Bernabè, darà preziose indicazioni per lo sviluppo della nuova rete anche in altre aree e consentirà “…di rivedere e migliorare le stime relative allo sviluppo della domanda per i servizi a banda ultralarga”.
La disponibilità delle risorse finanziarie
Riguardo la disponibilità delle risorse finanziarie, l’ad ha ribadito che la società “…non ha difficoltà a generare cassa, ad approvvigionarsi sul mercato. Le nostre decisioni - ha detto ancora Bernabè - sono dettate dalla convenienza economica e dall'obiettivo di creare valore per gli azionisti”.
Il punto centrale, però, è anche un altro: “riscontri di mercato – ha detto Bernabè - mostrano che oggi la gente ha difficoltà a pagare i 7 euro in più” richiesti per passare alla fibra ottica.
“Ci muoviamo quindi con prudenza”, ha detto, valutando ogni proposta, ma decidendo soltanto in base alla “solidità economica del progetto e alla coerenza del medesimo con gli sviluppi del mercato”, al fine di creare valore anche “…per il settore e per il paese”.
(25 gennaio 2010)
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