Italia
NGN. Schloter (Fastweb): ‘Avanti anche senza Telecom Italia’. E Assoprovider propone coinvolgimento associazioni nella newco
Avanti tutta sulla rete NGN anche senza Telecom Italia. Così, a margine dell'Italian Conference organizzata da Deutsche Bank a Milano, Carsten Schloter, presidente di Fastweb, ha ribadito la volontà degli operatori alternativi di portare avanti il loro progetto infrastrutturale anche senza la collaborazione dell’incumbent, a cui comunque è stato rinnovato l’invito a partecipare.
“Ovviamente – ha precisato il manager - ha senso per Telecom partecipare, perché l'iniziativa sulla fibra andrà avanti comunque. Ciò significa che se non partecipano ci saranno nuove reti che saranno create fuori dal loro controllo”.
Il governo e le autorità siano favorevoli
L’importante, ha sottolineato, è che il governo e le autorità siano favorevoli e che vengano fissati “un chiaro standard tecnologico comune e un quadro chiaro per la migrazione dei clienti dal rame alla fibra, perché la sostenibilità del modello di business dipende dalla migrazione totale”.



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Se questi prerequisiti fossero rispettati, ha detto Schloter, non ci sarebbe neanche bisogno di un intervento della Cassa Depositi e Prestiti, dal momento che “…se lo scenario è dato, allora diventa attraente per tutti i fondi infrastrutturali del mondo”.
Un terzo dell’investimento complessivo
Ricordando che Fastweb, Vodafone e Wind sono pronti a finanziare un terzo dell’investimento complessivo per la rete in fibra ottica – previsto in 2,5 miliardi in 5 anni per coprire 15 città - anche attraverso il coinvolgimento di investitori stranieri, l’Ad di Fastweb ha quindi rivelato che sono in corso in tal senso “numerosi colloqui sia a livello industriale sia politico”, con l’obiettivo di “creare un forte supporto”. È ancora “troppo presto”, però, per “coinvolgere le banche”.
Schloter ha quindi ribadito che la rete NGN dovrà necessariamente essere una sola: qualsiasi altra opzione “…è impossibile poiché non sarebbe sostenibile finanziariamente e potrebbe essere un disastro per tutti i partecipanti”.
Anche Assoprovider, intanto, ha preso posizione in merito al piano degli operatori alternativi, auspicando “…il coinvolgimento delle associazioni di operatori e di consumatori nel controllo delle società della fibra, in pratica un consorzio pubblico”, per garantire agli operatori la non discriminazione e ai cittadini la piena efficienza dell'investimento pubblico.
Esiste una sola strada, secondo l’associazione dei provider indipendenti, per garantire equità, e cioè che “il controllo su ogni singola operazione economica sia esercitato da chi ha il giusto conflitto di interessi con chi vorrebbe e/o potrebbe barare o con i denari della collettività o con i concorrenti e quindi esso va esercitato dai cittadini per mezzo delle associazioni consumatori e dagli operatori per mezzo delle loro associazioni di rappresentanza”.
(26 maggio 2010)
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