Italia

NGN: il 15 luglio la prossima riunione. Ancora nulla di concreto, ma per Romani ‘ottimo risultato’ avere gli operatori allo stesso tavolo

Nulla di concreto sullo sviluppo della rete NGN è emerso dalla riunione svoltasi ieri al ministero dello Sviluppo economico tra Paolo Romani e gli operatori tlc. Nessun accenno alla realizzazione della newco per le infrastrutture, nessun commento su un eventuale modello di sviluppo della fibra ottica.

La quale dovrebbe essere costituito

Tutto rinviato al prossimo 15 luglio, data entro la quale dovrebbe essere costituito un gruppo di lavoro tecnico guidato dal ministero e affiancato da advisor, “…strutturato in modo da sviluppare un piano di lavoro che permetta i necessari approfondimenti tecnici, tecnologici, economici e finanziari”, nella volontà concreta “…di razionalizzare le risorse per l'implementazione delle reti di comunicazione elettronica, mettendo a fattor comune quello che può essere effettivamente considerato condivisibile, salvaguardando al contempo le possibilità di co-investimento nelle Reti e la massima competizione tra gli operatori sui servizi e i clienti che già oggi caratterizza il mercato italiano”.




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Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti del maggiori operatori italiani - Telecom Italia, Vodafone, Fastweb, Wind, Tiscali e 3 Italia – mentre sono stati esclusi gli operatori ‘medi’, Infracom, Unidata, MC-link, Aemcom, Enter, Brennercom, Cdlan, Estracom e KPNQwest Italia, che avevano chiesto di poter partecipare al tavolo di confronto così da avere la possibilità di prendere parte anche alle fasi progettuali della realizzazione della nuova rete.

Un incontro nei prossimi giorni

Romani ha rassicurato queste società, confermando un incontro nei prossimi giorni. Con gli operatori maggiori – ha affermato Romani al termine della riunione – si è avviato un “ragionamento sulle nuove infrastrutture di rete”. È stato, ha aggiunto, “un bel confronto” e le società, pure in forte competizione tra loro, hanno condiviso un testo proposto dal Governo, sulla base del quale la realizzazione della nuova rete avverrà attraverso partnership pubblico-privato, in grado di velocizzare e ottimizzare il progetto. Il modello di sviluppo, ha affermato ancora il sottosegretario alle comunicazioni, “…consiste nella condivisione di organismi anche societari aperti alla partecipazione del Governo, delle Regioni, di investitori istituzionali e degli operatori di telecomunicazioni, con governance aperta, coordinamento a livello nazionale, ma declinabile su base regionale, con la massima flessibilità rispetto alle esigenze delle diverse realtà territoriali”. “Un ottimo risultato”, secondo Romani, anche perché gli operatori hanno convenuto sulla necessità che la rete NGN sia unica. Riguardo il possibile coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti, Romani ha affermato che se l’ente dovesse partecipare, "avrà sicuramente la parte prevalente in termini finanziari".

Un modello analogo a quello dello switch

Se poi si procederà con un modello analogo a quello dello switch off televisivo, è ancora da vedere, anche perché per realizzare questo schema occorre la massima collaborazione di Telecom Italia, che sembra sia rimasta, anche partecipando al confronto, ferma sulle proprie posizioni. Secondo Romani, tuttavia, “è un grande risultato” anche solo che gli operatori si siano seduti tutti attorno allo stesso tavolo. “C’è stata condivisione su quanto definito per andare avanti”, ha concluso.

(25 giugno 2010)

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