Italia

Net neutrality: le web company al Parlamento Ue, ‘Evitare che gli ISP possano abusare dei sistemi di gestione per impedire o limitare l’accesso’

Le maggiori internet company mondiali – eBay, Dailymotion, Skype, Google, YouTube, PriceMinister e Yahoo! – hanno presentato ai parlamentari europei un documento in cui chiedono che il nuovo pacchetto Ue sulle telecomunicazioni non includa restrizioni all’accesso alle informazioni o discriminazioni di sorta verso particolari servizi o applicazioni. “Permettere agli utenti di accedere alle informazioni, ai servizi e alle applicazioni che preferiscono, attraverso il dispositivo che desiderano, è essenziale per mantenere e incoraggiare l’innovazione, che è la caratteristica che ha reso famoso internet”, spiegano le web company, sottolineando come i legislatori europei “dovrebbero garantire alle autorità nazionali i giusti poteri per agire nei casi in cui l’utilizzo di sistemi di gestione del traffico da parte dei provider si dimostri inutile, discriminatorio e/o anticompetitivo”.

Le web company

Secondo le web company, alcuni emendamenti al pacchetto telecom che dovrebbe essere approvato dal parlamento Ue entro la fine di aprile, potrebbero infatti “intaccare i diritti degli utenti, permettendo agli ISP di limitare l’accesso a determinati siti o applicazioni o di dare priorità al traffico internet dei partner commerciali”.




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Il documento è stato elaborato partendo dai risultati di uno studio commissionato da Google, Skype e Yahoo e condotto dalla società Synovate su 944 consumatori in Francia, Germania e Regno Unito.

Gli ISP di bloccare o limitare...

Il 91% degli intervistati si dice contrario alla possibilità per gli ISP di bloccare o limitare i servizi internet e auspica che tutti i siti e le applicazioni legittime ricevano lo stesso trattamento, mentre il 10% sarebbe disposto a pagare di più per poter accedere a internet senza restrizioni. La ricerca dimostra quindi che per molti consumatori l’accesso a servizi avanzati (guardare o scaricare un film, effettuare telefonate col VoIP) è determinante per la scelta dell’ISP. Ciò suggerisce che la domanda di reti ad alta velocità e di servizi innovativi esiste ed è forte. I due terzi dei soggetti intervistati, ad esempio, usano i servizi di banking, effettuano acquisti online, guardano video in streaming e utilizzano vari strumenti di comunicazione online. In media, dice ancora lo studio, i consumatori svolgono circa 8 differenti attività su internet. “Lo studio vuole sottolineare l’importanza dell’opinione e dell’esperienza dei consumatori nella formulazione di politiche relative a questioni così importanti come l’accesso ai servizi e ai siti internet”, ha dichiarato il presidente di Synovate, Nigel Jackson.

Gli ISP possono restringere l’accesso

“Gli utenti – ha aggiunto – non vogliono che l’accesso sia limitato o bloccato, ma molti non sono consapevoli che gli ISP possono restringere l’accesso in qualsiasi modo” Il testo gode tra l’altro, del sostegno della deputata liberale danese Karin Riis-Jorgensen, secondo cui i risultati dello studio dimostrano che “L’attuale approccio legislativo europeo, potrebbe non essere sufficiente”. Servono dunque maggiori tutele, incluso un “livellamento del campo di gioco” che impedisca agli ISP di privilegiare contenuti o servizi dei propri partner.

(20 marzo 2009)

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