Unione Europea

Pacchetto telecom: l’Italia rischia deferimento alla Corte di Giustizia e sanzioni

C’è anche l’Italia tra i 16 Stati membri cui la Ue ha inviato una comunicazione scritta per sollecitare il pieno recepimento della nuova normativa comunitaria in materia di telecomunicazioni. Insieme al nostro Paese, la sollecitazione scritta a recepire nel diritto interno due nuove direttive Ue "legiferare meglio" e la direttiva sui diritti dei cittadini - che insieme hanno modificato cinque direttive Ue in vigore (le direttive quadro, accesso, autorizzazioni, servizio universale e e-Privacy) - è arrivata anche a Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovenia, Spagna e Ungheria.

La Commissione

In questi Paesi, sottolinea la Commissione, il recepimento del pacchetto telecom è avvenuto in maniera parziale, pregiudicando e limitando di fatto i diritti dei consumatori in materia di telefonia fissa, servizi mobili e accesso a internet. Ad esempio, il diritto di cambiare operatore telefonico in un giorno senza dover cambiare numero e il diritto di ottenere informazioni chiare sulle pratiche di gestione del traffico dati utilizzate dai fornitori di servizi internet. Le nuove norme garantiscono inoltre una migliore protezione della vita privata e dei dati personali online.




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Le richieste della Commissione ai 16 Stati membri inadempienti sono arrivate in forma di "parere motivato". Gli Stati membri che omettano di recepire integralmente la nuova normativa rischiano di essere deferiti alla Corte di giustizia dell'Unione europea e di vedersi comminare sanzioni pecuniarie.

Il termine del 25 maggio 2011

Al momento, solo sette Stati membri (Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Malta, Svezia e Regno Unito) hanno dato piena attuazione alla normativa entro il termine del 25 maggio 2011. Nel luglio 2011 la Commissione aveva scritto a 20 Stati membri chiedendo ulteriori informazioni sul processo di attuazione. Nel frattempo, Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Repubblica slovacca hanno comunicato alla Commissione di aver attuato pienamente la normativa in parola. Ulteriori informazioni sui procedimenti di infrazione in materia di telecomunicazioni Sito internet dell'Agenda digitale

(24 novembre 2011)

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