Italia
Pirate Bay: la Cassazione annulla il dissequestro del sito. E. Mazza (FIMI), ‘Vittoria piena, ora ci aspettiamo il nuovo blocco’
La terza sezione penale della Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura di Bergamo, ha annullato con rinvio, per nuovo esame, l'ordinanza con la quale il 24 settembre 2008 il tribunale della Libertà di Bergamo aveva revocato il sequestro preventivo degli accessi dall'Italia al sito svedese Pirate Bay.
Per il momento, nonostante la decisione depositata stamani dalla Suprema Corte e relativa all'udienza in camera di consiglio svoltasi ieri, gli utenti di internet potranno continuare a collegarsi al sito che è uno tra i maggiori dai quali si possono scaricare liberamente film e cd.
I file presenti in rete
Pirate Bay, infatti, fornisce chiavi utili per rintracciare i file presenti in rete. Inizialmente, il 10 agosto 2008, la Procura di Bergamo bloccò l'accesso al sito. Ma poi il tribunale del riesame, su ricorso dei legali della difesa, dissequestrò gli accessi. Adesso la Cassazione ha stabilito che quella decisione è da rivedere.



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“Ci aspettiamo dalla Cassazione, quando verranno depositate le motivazioni della decisione, una sentenza che sappia coniugare i principi giuridici in materia di informatica e la realtà del mercato e della tecnica, che vanno a una velocità superiore rispetto alle norme che spesso non stanno al passo coi tempi”, ha commentato l'avvocato Giuseppe Campanelli del collegio difensivo di Parate Bay - insieme ai colleghi Giovanni Battista Gallus e Francesco Micozzi – sull'annullamento con rinvio del dissequestro. Campanelli ha assicurato che “per ora non è a rischio la possibilità per gli utenti di collegarsi a Parate Bay, il procedimento in corso a Bergamo è ancora lungo”.
I loro cd
Il legale ha poi ricordato che “ci sono grandi interessi in gioco e molte tensioni nello stesso mondo delle rock star, divise sulla possibilità che da internet siano scaricabili gratuitamente i loro cd”.
Soddisfazione di Enzo Mazza , presidente di FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana aderente a Confindustria), che ha dichiarato a Key4biz: “Vittoria piena, ora ci aspettiamo il nuovo blocco come originariamente disposto dalla Procura di Bergamo. L'industria musicale ha subito nuove e reiterate violazioni da parte di Pirate Bay che ha potuto operare impunemente per oltre un anno dal provvedimento iniziale di blocco”.
La FIMI, che aveva dato il via al caso Pirate Bay in Italia, ha quindi condiviso la decisione della Cassazione, sostenendo: “Oggi ci troviamo di fronte alla possibilità di ottenere nuovamente il blocco del sito in Italia, così com'era avvenuto nell'agosto del 2008 a tutela della produzione italiana dei contenuti".
Recentemente i legali di FIMI e di FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale ) avevano anche presentato una richiesta di risarcimento pari ad un milione di euro ai creatori e gestori del noto sito tracker svedese Pirate Bay. La richiesta era basata sulle evidenze raccolte nel corso del procedimento penale di Bergamo dove, sia il Giudice per le Indagini Preliminari sia il Tribunale del Riesame di Bergamo, a seguito di un'indagine della Guardia di Finanza, hanno ritenuto che Pirate Bay fosse comunque in violazione della normativa italiana sul diritto d'autore.
In Italia il sito thepiratebay.org è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Bergamo, a seguito di un'operazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, nell'agosto del 2008. I quattro creatori e gestori del sito sono stati denunciati per violazione della vigente normativa in materia di diritto d'autore. Nell'ambito dell'operazione,era stato anche ingiunto a tutti gli internet provider italiani,di predisporre il blocco IP e DNS del sito svedese. Il provvedimento della procura, pienamente confermato dal Giudice per le Indagini Preliminari, e' stato parzialmente revocato dal Tribunale del Riesame che, pur confermando in modo netto e deciso l'illiceità della condotta dei gestori di Pirate Bay, ha disposto la revoca del blocco IP e DNS per vizio di forma. Tale decisione è stata oggi annullata dalla Cassazione.
La Fimi
A prescindere dalla pronuncia della Suprema Corte di Cassazione thepiratebay.org, ai sensi della vigente normativa in materia di diritto d'autore – ha osservato la Fimi - rimane un sito illegale e gli utenti che lo utilizzano per scaricare brani non autorizzati rischiano di incorrere nelle sanzioni previste dall' art. 174 ter (sanzione amministrativa pari a 154 euro) oppure dagli art 171 a-bis e 174 bis (multa fino a 2065 euro e sanzioni amministrative pari a 103 euro per ogni file illegalmente immesso in rete).
Pirate Bay è uno dei più noti siti tracker per Bit Torrent al mondo. Dal 2004 ad oggi la popolarità del sito è andata progressivamente aumentando. I dati statistici disponibili online evidenziano che The Pirate Bay è attualmente uno dei 100 siti web più visti al mondo, con circa 20 milioni di visitatori al mese. La celebrità della "Baia dei Pirati" è testimoniata inoltre dal fatto che i suoi contenuti sono tradotti in 13 lingue, tra cui l'italiano e proprio dall'Italia proveniva oltre il 2% dei contatti, ovvero circa 450.000 visite al mese. L'attività del sito genera copiosi profitti per i loro gestori attraverso la presenza di banner pubblicitari (riquadri contenenti immagini, animazioni e suoni funzionali alla pubblicizzazione di prodotti e servizi che consentono di accedere ai siti dei produttori o fornitori) ospitati sulle pagine web della "Baia dei Pirati'.
A luglio il sito, i cui fondatori sono stati di recente condannati a un anno di carcere dal tribunale di Stoccolma per violazione delle leggi del copyright, è stato citato in tribunale da alcune major hollywoodiane come Columbia Pictures, Disney, Universal, che hanno chiesto una multa per i proprietari del sito che ancora distribuisce serie televisive come Lost, Desperate Housewives e anche film come l'ultimo Batman.
Pirate Bay è rimasto operativo anche dopo la condanna a Gottfrid Svartholm Warg, Peter Sunde e Fredrik Neij, suoi fondatori, a un anno di carcere più danni per 4,1 milioni di dollari.
La piattaforma, dopo la condanna dei fondatori, è stata acquistata dal gruppo svedese Global Gaming Factory (GGF), produttore di software e gestore di internet cafè, per circa 5,6 milioni di euro.
I file scaricati da Pirate Bay
La GGF ha già annunciato che fornitori di contenuti e titolari di copyright verranno rimborsati per i file scaricati da Pirate Bay, attualmente interamente gratuito.
Una notizia che era stata ben accolta dal presidente della FIMI che nell’occasione aveva commentato: “è un'ottima occasione per lo sviluppo dei contenuti digitali legali, non solo musicali. L'era del tutto gratis e illegale sta finendo e la rete si avvia ad essere elemento fondamentale nella distribuzione di contenuti'.
Il 6 ottobre 2009, a Roma, ore 9.00 – 13.30 appuntamento per il workshop
“Liquidi, veloci, mobili: contenuti digitali e risorse della conoscenza”.
Promosso dalla Fondazione Luca Barbareschi e organizzato da Key4biz, con il sostegno di Eutelsat.
I rappresentanti di istituzioni
Parteciperanno i rappresentanti di istituzioni, imprese, enti di ricerca, esperti.
www.mercanti-innovatori2009.com
Scarica l'invito in Pdf.
(30 settembre 2009)
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