Spagna

Pirateria. Sentenza storica per la Spagna: ‘Il P2p non è illegale’

Con una sentenza giudicata ‘storica’ dalla stampa spagnola, un giudice di Barcellona ha assolto il primo sito peer-to-peer a essere stato portato in tribunale per un presunto reato contro i diritti d’autore. Il giudice ha stabilito che offrire link che rimandano ad altri contenuti - anche coperti da copyright, come succede nei P2P - non è illegale.

La sentenza

“In senso lato - spiega la sentenza - il sistema di links costituisce la base stessa di internet e una moltitudine di pagine (come Google) fanno ciò che si vuole impedire con questa causa”.




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Secondo il giudice inoltre “le reti P2P, in quanto mere reti di trasmissione di dati tra privati, non vulnerano alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale”. Per il quotidiano Publico la sentenza è “storica” perché è la prima del genere e mette in difficoltà la Sgae (la Siae spagnola) che aveva presentato la denuncia. La Sgae chiede la chiusura dei siti illegali di file-sharing.

Il governo spagnolo sta discutendo

Tutto mentre il governo spagnolo sta discutendo una proposta di legge che consentirebbe alle autorità amministrative di chiudere le pagine web considerate illegali. Anche la Spagna ha, infatti, deciso di seguire l’esempio francese dell’Hadopi e optato per la linea dura contro la pirateria. A gennaio è stata approvata la ‘Ley de Economía Sostenible’ che modifica la legge dei servizi della società dell'informazione (LSSI) e quella sulla proprietà intellettuale (LPI), introducendo la “salvaguardia dei diritti di proprietà intellettuale” tra i motivi per i quali è possibile tagliare la connessione internet di un utente. Finora, la LSSI contemplava solo quattro cause per la disconnessione della linea internet: salvaguardia dell’ordine pubblico; tutela della salute pubblica; rispetto per la dignità e il principio di non discriminazione; protezione della gioventù e dell'infanzia. Adesso è rientra anche la lotta contro la pirateria e i siti fuorilegge di downloading che potranno essere oscurati in quattro giorni su ordine di un giudice. Autorizzazione sempre necessaria che dovrà comunque essere preceduta da un avvertimento. In base a un Ddl presentato a gennaio, i siti che consentono di scaricare illegalmente potranno essere oscurati in 4 giorni su ordine di un giudice.

Gli utenti che avevano parlato

La disposizione inclusa nel decreto è stata modificata rispetto alla prima versione che aveva sollevato diverse polemiche tra gli utenti che avevano parlato di “censura”. Come per la Francia, il provvedimento inizialmente prevedeva l’istituzione di una Commissione con potere autonomo di chiudere le piattaforme di file-sharing illegale. “L’autorizzazione di un giudice sarà sempre necessaria per applicare questa decisione” – che dovrà comunque essere preceduta da un avvertimento – ha spiegato il Ministro della Giustizia, Francisco Caamano. Gli industriali del settore hanno guardato con favore all’adozione della legge Hadopi, visto che la Spagna ha una cattiva reputazione per lo scaricamento illegale. Una classifica stilata dalla società specializzata BayTSP, la piazza nel 2008 in testa ai Paesi europei per il numero di downloading irregolari con 24,7 milioni di scambi illegali, davanti all’Italia (19,2 milioni) e alla Francia (17,9 milioni).

(16 marzo 2010)

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