Italia
Presidenza Rai: nuovi slittamenti per cercare l’intesa. Franceschini assicura, ‘Trattativa faticosa, ma tutto sarà pubblico e trasparente’
Un tempo supplementare di otto giorni per risolvere il caso Rai con l'obiettivo di cercare l'intesa su un nome eccellente per la presidenza, dopo il “No grazie” di Ferruccio De Bortoli e lo stop del Governo alla conferma di Claudio Petruccioli. L'Assemblea dei soci della Tv pubblica è stata infatti aggiornata al 18 marzo: per le 16 di quel giorno dovrà esserci l'accordo su un nome che, nelle intenzioni di Pd e Governo, dovrà essere “all'altezza” per competenza e curriculum del direttore del Sole 24 Ore.
Anche la commissione di Vigilanza, tempestivamente convocata dal presidente Sergio Zavoli per oggi e è stata rinviata per il nulla di fatto.
I motivi di una proroga così importante
Tra i motivi di una proroga così importante, a quanto si apprende, anche il fatto che Zavoli dovrà subire un piccolo intervento chirurgico.



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Dal Pd, però, fanno sapere che la scelta di un rinvio così lungo è stato voluto dalla maggioranza: “…perché non vogliono che la discussione sulle nomine di reti e tg arrivi in Cda proprio alla vigilia del congresso del Pdl”.
Niente rose del Pd, dunque, da proporre a Palazzo Chigi, nonostante l'invito in questo senso dei capigruppo del Pdl di Camera e Senato.
Questa mattina il segretario del Pd Dario Franceschini, ospite di Unomattina, ha infatti spiegato: “…Non ho fatto nessuna rosa. So che le priorità degli italiani e del Pd sono ben altre, ma purtroppo una legge sbagliata, che noi abbiamo ostacolato, ci impone che il presidente della Rai sia votato con i voti di maggioranza e opposizione, e quindi sono costretto ad una trattativa anche faticosa, ma tutto sarà pubblico e trasparente”.
L'obiettivo, a quanto si apprende, è non tirare troppo per le lunghe la vicenda, per non correre il rischio che possa offuscare il vero tema caldo, cioè la crisi e le proposte dei democratici per fronteggiarla, argomenti che devono essere al centro della campagna elettorale per europee e amministrative. La parola d'ordine, ora, è innanzitutto evitare di infilarsi in un vicolo cieco restando col cerino in mano. Allo stesso tempo, escludere che, quale che sia la soluzione, il Pd non passi per quello che sigla l'inciucio sottobanco con Berlusconi.
Franceschini, che ieri ha incontrato nuovamente Gianni Letta, è già al lavoro per individuare una candidatura alternativa a Petruccioli che ottenga il consenso della maggioranza e del governo.
C’è anche chi, nel Pd, maliziosamente ha commentato che in realtà lo stesso segretario non sgomitava per la riconferma di Petruccioli.
La stima per Petruccioli
“…Ci tengo a dire - ha sottolineato Berlusconi - che è molto grande la stima per Petruccioli ma anche che la nostra decisione, in coerenza anche con quanto affermato dal leader del Pd, è stata quella di un rinnovamento e quindi, se vogliamo davvero rinnovare la Rai, credo che la nomina del presidente in carica vorrebbe dire continuità e dunque soltanto per questo che noi abbiamo detto che volevamo un cambiamento”.
“Ma perché lui lo rappresenta?”, ha replicato secco Petruccioli, aggiungendo “…Sono grato della stima” ma, “…da politico esperto”, fa sapere che è consapevole di quando deve stare zitto.
Altre fonti hanno spiegato che per Franceschini il candidato ideale sarebbe stato Paolo Ruffini, scelta che però provocherebbe non pochi attriti proprio con l'area ex Ds. Forse per questo, fa notare una fonte, è tornato a circolare il nome di Pierluigi Celli, caro a Massimo D'Alema che ieri ha speso lodi e riconoscimenti proprio a Franceschini.
Tra gli altri nomi che circolano, quello di Sorgi, Casavola, ma torna in auge anche quello del presidente Siae, Giorgio Assumma, così come i nomi di Manzella, Piero Melograni e Giuseppe De Rita.
Tre parlamentari di estrazione molto diversa avanzano la stessa candidatura: Riccardo Villari, Francesco Storace e Oliviero Diliberto abbracciano l'idea di vedere Enrico Mentana alla presidenza Rai, lanciata dal giornalista del Tg5 Fabrizio Summonte sul suo blog.
Una fonte vicina a Franceschini
Sicuramente, ha garantito una fonte vicina a Franceschini, nessun nome sarà buttato in questi giorni nella mischia, meglio lavorare nel più stretto riserbo che alimentare nuovi polveroni.
Intanto il senatore dell’Idv Stefano Pedica ha lanciato una proposta: “…Il nuovo Presidente della Rai deve essere indicato o deciso dall’Ordine dei giornalisti, un cambiamento che non vogliono i lottizzatori della politica di palazzo”.
“Un Presidente competente e svincolato dai partiti, o una rosa di nomi qualificati e svincolati dai partiti da proporre all’ordine che in modo trasparente lo sottoporrà al giudizio di chi capisce di azienda e di comunicazione. Una soluzione alternativa alla politica va trovata, oramai la politica – ha detto ancora - ha fallito nel suo intento, quindi subito una rosa per liberare la politica dalla Rai e annullare le decisioni dei direttori di rete e altro già impacchettati dai partiti. Ecco perché De Bortoli non ha accettato, si sarebbe trovato un pacchetto di nomine senza il suo parere”.
(12 marzo 2009)
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