Italia
Rai: accordo tra Ulivo e sinistra radicale su riforma. Petruccioli pronti per piano industriale
Intesa raggiunta tra Ulivo e sinistra radicale sulla risoluzione che sarà presentata domani in aula al Senato sulla Rai. Lo rendono noto i capigruppo della sinistra radicale a Palazzo Madama con un comunicato nel quale esprimono la loro soddisfazione.
“…La convergenza dell’Ulivo sulle nostre richieste, in particolare su quella di congelare le nomine Rai sino al varo del piano industriale da parte del Cda - affermano in una nota congiunta Giovanni Russo Spena (Prc), Cesare Salvi (Sd), Manuela Palermi (Pdci) e Natale Ripamonti (Verdi) - è un risultato importante e molto soddisfacente. Ci sono a questo punto tutte le condizioni per una posizione compatta della maggioranza e per un pronunciamento del Senato tale da determinare un rilancio complessivo del servizio pubblico e garantire l’effettivo pluralismo dell’informazione Rai”.
Le richieste al governo
Fra le richieste al governo, una impone ai vertici aziendali un ultimatum: o presenteranno il piano industriale entro il 31 dicembre o il Cda andrà a casa. Il piano industriale, inoltre, dovrebbe rivedere tutte “le posizioni e gli incarichi dirigenziali delle consociate”.



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La mozione chiede anche l'impegno del Cda “…a procedere alla nuove nomine in coerenza del piano industriale, quindi solo dopo la presentazione e l'approvazione dello stesso”.
La mozione impegna il governo
Più in dettaglio, la mozione impegna il governo “…a compiere i passi necessari, in qualità di azionista di riferimento della società, per sollecitare al cda un piano industriale da presentare entro il 31 dicembre 2007; di impegnare il Cda a procedere alle nuove nomine in coerenza del piano industriale, quindi solo dopo la presentazione l'approvazione dello stesso, e con la definizione del piano industriale vengano, in coerenza con lo stesso, riviste tutte le posizioni e gli incarichi dirigenziali delle consociate”. La risoluzione quindi recita: “…Il Senato, dichiarando la sua volontà a un iter accelerato del ddl Gentiloni impegna il governo, qualora il Cda non presenti il piano industriale nei tempi stabiliti, ad iniziare la procedura per il rinnovo del cda stesso, e in ogni caso a procedere al rinnovo del cda alla scadenza, senza nessuna proroga”.
Svolta nelle travagliate discussioni di questa mattina, quando si era profilata anche l’ipotesi di un accordo trasversale tra il partito di Gianfranco Fini e la sinistra radicale.
Fini aveva infatti commentato che Alleanza Nazionale era “pronta a votare con la sinistra radicale” se fosse servito a “stigmatizzare le scelte di Prodi e l’azione del governo sulla Tv pubblica”. Sostenuto nelle sue affermazioni da Buonaiuti e Schifani.
Ma dal Senato la capogruppo dell’Ulivo, Anna Finocchiaro, aveva assicurato “…L’Unione riuscirà a trovare la posizione comune, avremo una risoluzione comune in esito al dibattito sulla Rai”.
A reclamare il più possibile autonomia dalla politica è stato però lo stesso presidente della Rai, Claudio Petruccioli, nella sua relazione di stamani al Cda.
La scorsa settimana
“…La politica – ha detto Petruccioli - faccia meno chiacchiere e sia più sobria, rispetti l’autonomia della Rai (…) Ho già chiarito, la scorsa settimana, che questo Cda è nel pieno dei suoi poteri. Siamo, dunque, padroni del nostro calendario, oltre che - ovviamente - delle nostre decisioni”.
Il Cda della Rai affronterà, nelle prossime tre sedute, a partire dalla prossima che si svolgerà il 3 ottobre, prima la discussione sul piano industriale e poi quella sulle strategie editoriali. Dopodiché potrebbe procedere alle nomine che scaturiranno da questa discussione.
E' questa l'indicazione giunta dal presidente della Rai, in una sorte di “ordine dei lavori” contenuto nelle sue comunicazioni al consiglio fatte oggi in apertura della seduta del Cda, che successivamente il consiglio ha approvato.
“…Propongo - ha detto fra l'altro il presidente aprendo la riunione settimanale del Cda - un calendario di questo tipo: iniziare con una relazione sul piano industriale, seguita dalla relativa discussione; proseguire con una relazione sugli indirizzi e le scelte strategiche di carattere editoriale, anche questa seguita da approfondita discussione. Affrontare successivamente in modo congiunto i due temi, prestando la necessaria attenzione alle connessioni e alle coerenze fra l'uno e l'altro. Secondo questa ipotesi avremmo occupate come minimo tre sedute del Consiglio. E' evidente che dall'esame tanto del tema industriale quanto di quello editoriale potranno - anzi, a mio avviso, dovranno - scaturire decisioni che obbligheranno il Cda a deliberare”.
Petruccioli ha anche risposto a chiare lettere a chi sostiene (anche all'interno del Cda) che il Cda Rai non è attualmente nella situazione di votare nomine. “…Su questo punto sono state già avanzate qui richieste a non procedere a deliberazioni rilevanti prima della pronuncia del TAR prevista per l'8 novembre. Si sono aggiunti consigli o intimazioni dall'esterno, ai quali mi consentirete di dare una brevissima risposta. Grazie, ovviamente, a tutti per l'attenzione; ma non posso fare a meno di chiedere a chi mai verrebbe in mente di intervenire sull'ordine del giorno del Cda delle Poste o delle Ferrovie (per citare due sole delle molte società delle quali il Tesoro detiene la maggioranza delle azioni) come si fa per l'Odg del nostro Cda”.
(20 settembre 2007)
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