Italia
Rai e caso Petroni: scontro in Vigilanza. Landolfi chiede a Padoa-Schioppa di far slittare l’assemblea dei soci
Duro scontro verbale tra il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Mario Landolfi.
Sullo sfondo la seduta che avrebbe dovuto essere dedicata all'audizione del ministro sul caso del consigliere Rai, Angelo Maria Petroni, che sarà sostituito dall'azionista Tesoro nel corso dell'assemblea dei soci della Tv pubblica prevista per il 10 settembre.



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Landolfi ha spiegato che “…Abbiamo fatto presente al ministro che l'utilità della convocazione era confinata in un tempo ristretto”.
Una indicazione per il comportamento
L'obiettivo del presidente della Vigilanza è quello di far votare dalla Commissione una indicazione per il comportamento del rappresentante del Tesoro nell'assemblea dei soci.
“…Io non ho mai parlato con il ministro – ha spiegato ai commissari - ma Padoa-Schioppa non può considerare il Parlamento come uno staff e una convocazione parlamentare come una riunione del proprio staff”.
Chiara l’allusione dell’esponente di An alla decisione di Padoa-Schioppa di disertare l'audizione a causa di impegni legati alla preparazione della Finanziaria.
“…Se dice 'io posso venire dal 10 settembre in poi – ha accusato ancora Landolfi - vuol dire che non c'era la volontà di venire”.
La Costituzione
Poi, citando la Costituzione, ha sottolineato: “…E' il Parlamento che prevale sul Governo. La richiesta del ministro Padoa-Schioppa era lesiva dei diritti e delle prerogative della Commissione. Se vogliamo dirla tutta era quasi una presa in giro”.
Landolfi dopo alcuni interventi dei componenti della Commissione ha sospeso la seduta e ha riunito l'ufficio di presidenza.
Nella lettera inviata a Landolfi, il ministro, proprio per evitare “possibili malintesi e strumentalizzazioni”, ha ribadito “la nota di conferma e l'annunciata convocazione formale della Commissione non sono tuttavia mai pervenute, né a me né ai miei uffici. A ogni buon conto, il 31 agosto, con una successiva formale comunicazione - si legge nella lettera - il mio capo di Gabinetto confermò la mia disponibilità”.
La sua “…leale collaborazione istituzionale
Padoa-Schioppa, nel ribadire a Landolfi la sua “…leale collaborazione istituzionale”, ha evidenziato: “…La mia disponibilità era e resta legata gli impegni politici connessi alla delicata fase di preparazione della manovra di Bilancio 2008 e a una valutazione obiettiva di una vicenda sulla quale la posizione del dicastero, di cui porto la responsabilità, è stata già chiaramente espressa nella mia audizione del 16 maggio scorso e nella mia lettera del 6 febbraio 2007” .
“Rimango – ha concluso - pertanto disponibile a intervenire in commissione per riferire sugli ulteriori sviluppi della vicenda, nei termini temporali che i nostri uffici concorderanno”.
Il presidente della Commissione di Vigilanza ha tuttavia lasciato uno spiraglio, anche se ipotetico, a una riconciliazione con il ministro: “…Io sarei ancora disposto a spostare di una settimana l'audizione e concordare personalmente una data con il ministro, questo, naturalmente, se il ministro spostasse l'assemblea dei soci”.
(06 settembre 2007)
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