Unione Europea
Reti tlc: la Reding bacchetta gli Stati membri ‘finora negligenti’ sulla sicurezza e chiede di istituire la figura di 'Mr Cyber-security'
La sicurezza delle reti di comunicazione elettronica è una questione di fondamentale importanza per il futuro delle moderne economie: su queste reti viaggiano attualmente la maggior parte delle nostre attività quotidiane e sulla loro buona salute si basa il funzionamento ottimale di settori essenziali che vanno dalla distribuzione di energia all’approvvigionamento dell’acqua, dai trasporti alla finanza e ad altri servizi critici.
Si può ben dire, dunque, che le reti tlc siano la spina dorsale dell’Europa e per proteggerle al meglio, la Ue ha lanciato nelle scorse settimane una nuova strategia di contrasto alla criminalità informatica, chiedendo agli Stati membri di intervenire a loro volta per proteggere le infrastrutture critiche, al fine di rendere l’Europa pronta ad affrontare eventuali nuovi cyber-attacchi, quali quelli perpetrati recentemente contro l’Estonia, la Lituania e la Georgia.
Gli altri
Nessuno Stato membro deve essere vulnerabile: questa eventualità causerebbe infatti danni a catena per tutti gli altri, riducendo l’efficacia di qualsiasi contromisura.



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In un video pubblicato sul suo sito web, il Commissario Viviane Reding ha ribadito l’importanza di proteggere al meglio e in maniera coordinata le reti elettroniche, oggetto di assalti sempre più sofisticati e invasivi che vanno oggi ben al di là dei primi cyber attacchi, perpetrati più come prova di ‘intelligenza’ degli hacker.
La Reding parlando alla Conferenza Ministeriale sulla cyber sicurezza
“I cyber attacchi – ha spiegato la Reding parlando alla Conferenza Ministeriale sulla cyber sicurezza di Tallin - sono diventati uno strumento nelle mani della criminalità organizzata, un mezzo per ricattare aziende e organizzazioni, per sfruttare la debolezza delle persone, ma anche uno strumento di politica estera e militare e una sfida per la democrazia e l'economia a livello mondiale”.
Basti pensare che l’interruzione per un mese del funzionamento di queste reti in Europa o negli Usa, provocherebbe perdite economiche per almeno 150 miliardi di euro.
E non è un caso che la Conferenza si sia tenuta a Tallin: l’Estonia, infatti, è stata vittima nel 2007 di un attacco informatico che ha costretto il governo a sospendere il proprio servizio di posta elettronica per 12 ore e due delle maggiori banche del Paese hanno dovuto interrompere i servizi online.
Nei prossimi 10 anni simili attacchi su larga scala si ripeteranno e per questo la sicurezza delle reti deve restare una priorità nelle agende dei governi europei e mondiali.
Attualmente, vi sono notevoli differenze tra gli approcci e la capacità di risposta degli Stati membri di fronte a un potenziale attacco alla rete: “Finora - ha ammonito la Reding – i 27 Stati Ue sono stati molto negligenti”, mentre l’attività di ENISA (l’organismo per la sicurezza delle reti e dell'informazione) si è limitata al mero “scambio di informazioni”, ben lontano da quello che dovrebbe essere il ruolo principale dell’agenzia: quello di “sede europea per la difesa contro gli attacchi informatici”.
La Reding esorta dunque a
Nel suo video messaggio, la Reding esorta dunque a una “rapida azione” al fine di assicurare all’Europa una strategia di contrasto alla cybercriminalità forte ed efficace.
Ci sarebbe bisogno, per il Commissario, di un “Myster Cyber-sicurezza”, una sorta di Zar con l’autorità di agire immediatamente in caso di attacco, un “Cyber Cop” col compito di coordinare le forze e di sviluppare piani tattici per migliorare il livello di resistenza delle reti.
“Mi batterò – dice la Reding – affinché questa funzione sia stabilita il prima possibile”.
(28 aprile 2009)
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