Italia

TLC: nel 2009 mercato mobile in calo per la prima volta da 15 anni e va male per l’intero settore ICT

In un contesto globale decisamente difficile, si è aggravato nel 2009, il ritardo dell’Italia nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La contrazione, nel settore IT (il quarto maggiore settore industriale del paese, con 400.000 addetti e 97.000 imprese) è stata pari all’8,1%, nettamente superiore alla media mondiale (– 5,4%) e tra i paesi avanzati, l’Italia è quello che lo scorso anno ha registrato il maggiore aumento del divario tra PIL (-5%) e investimenti IT (-8,1%). In sofferenza, anche il settore delle TLC che ha segnato un calo complessivo del 2,3% a causa, principalmente, del trend negativo del segmento mobile, traino dell’intero mercato negli ultimi 15 anni, ma ormai giunto alla saturazione, con una penetrazione superiore al 150%: il segmento consumer, le linee mobili attive, le Sim, registrano un decremento di -1,5%.

Il mercato nazionale ICT è calato

In termini complessivi, il mercato nazionale ICT è calato del 4,2%, scendendo a un valore di 61.771 milioni di euro (nel 2008 era stato di 64.463 milioni di euro), a fronte del -1,5% registrato a livello mondiale.




Accesso disaggregato: la Ue non esclude...
Si fa attendere la risposta dell'Italia alle due lettere inviate da...

"I legislatori dialoghino di piu' con...
La necessita' di armonizzare le prassi regolatorie a livello europeo e,...

Capitale umano e innovazione, quanto...
Saverio Tridico, Direttore Public & Legal Affairs di Vodafone Italia...

Tlc: in vista del WCIT-12, le telco...
Il sostegno economico allo sviluppo futuro delle reti di comunicazione...

Telecom Italia partner del Festival...
Per il quarto anno consecutivo, Telecom Italia e' partner del Festival...

Studio Bocconi: il Gruppo Poste Italiane...
Il Gruppo Poste Italiane si afferma come case history nel panorama economico...

Agcom: Risoluzione del Pd, "Confronto...
Stringono i tempi e si avvicina la scadenza dell'attuale Consiglio Agcom...

ACTA potrebbe saltare: si allarga il...
Dopo la francese Hadopi, l'americana SOPA, adesso e' l'ACTA (An...

Nuove iniziative di marketing e tutela...
Le nuove iniziative di marketing vedono sempre piu' protagonista il...

Pubblicita': video on-demand, un potente...
Il video on-demand (VOD) diventera' presto il principale medium per la...

Giornata Mondiale della Proprieta'...
Si celebra oggi 26 aprile la Giornata Mondiale della Proprieta'...

Innovazione, ricerca, ICT. Il modello...
Gabriele Falciasecca, Presidente di Lepida Spa, la societa' in house della...

Generare business di successo in chiave...
La rivoluzione sociale in atto, determinata dalla crescente diffusione...

Apple: e' la Cina la vera sorpresa di...
Dopo una serie di sedute in negativo, che avevano spinto in molti a credere...

Microsoft: Conficker continua a essere...
Sono quasi 220 milioni le infezioni rilevate negli ultimi due anni e mezzo...

eCommerce: siglato accordo tra Adiconsum...
Il commercio elettronico rappresenta un'opportunita' per il consumatore...

EKGaming propone di ridividere gli...
Da anni i publisher di videogiochi cercano in tutti i modi di contrastare,...

Microsoft pronta a lanciare un servizio...
Pare Microsoft si stia preparando a presentare un nuovo servizio musicale,...

Nintendo iniziera' a guadagnare dal...
Finalmente, a piu' di un anno dal lancio, Nintendo ha ipotizzato che da...

Facebook prossimo al miliardo di...
Il board di Facebook ha fatto sapere che secondo gli ultimi dati, il social...


Il presidente Assinform Paolo Angelucci, nel presentare questa mattina a Milano i dati del Rapporto Assinform 2010, ha parlato di “…un paese ripiegato su se stesso che, salvo eccezioni, sembra aver perso coraggio, che ha paura di investire e rischiare”.

Un segnale allarmante

Le spese in Information Technology sono diminuite di 1.657 miliardi di euro: un segnale allarmante, secondo Angelucci, “…di arretramento del Paese verso assetti strutturali di basso profilo competitivo, che rischiano di condannarci alla stagnazione”. L’approccio, sia delle istituzioni pubbliche che delle imprese, è “di respiro troppo corto e non riesce a superare l’orizzonte contingente dell’emergenza”, ha affermato ancora il presidente Assinform, sottolineando che “l’innovazione, strumento indispensabile per lo sviluppo, sembra sparita dal vocabolario della politica economica e delle misure anticrisi”. E le cose, con queste premesse, non miglioreranno certo nel 2010, per il quale si attende un ulteriore calo del 3,1%, che allargherà la forbice col PIL (1%). Il settore IT, che nella produzione di software concentra la maggior parte dell’occupazione qualificata, avverte Assinform, rischia di lasciare a casa altre 8 mila persone, dopo la perdita di 16 mila posti nel 2009. “L’Italia non ha scelta – ha concluso Angelucci - deve riprendere a investire in Information Technology. Per questo occorre un’azione che sia un segnale chiaro di inversione di tendenza, anticipatore di una politica strategica per l’innovazione e lo sviluppo”.

(10 marzo 2010)

© 2002-2012 Key4biz

 

 

 

 

Il nostro Network
Key4biz.it | Radiokey.biz | Comunicatistampa.tv | Supercom.tv | Mondotv.biz | Mondointernet.biz | Mondotlc.biz | Bibliotech.info | Recensiti.biz | TVdigitali.eu | Vincitorievinti.it