Italia
Televoto: la Rai annuncia ricorso al Tar contro multa dell'Antitrust da 50 mila euro
Una sanzione di 50 mila euro e l’obbligo immediato, per la Rai, di spiegare ai telespettatori che non esistono al momento strumenti per bloccare eventuali abusi sul televoto. Sono le decisioni adottate dall’Antitrust, per la quale l’azienda è responsabile di una pratica commerciale scorretta non avendo chiarito ai consumatori che il televoto può essere manipolato. Pertanto, a partire dal Festival di Sanremo che inizia stasera, il conduttore dovrà segnalare che “al momento, non è stato possibile adottare strumenti tecnici in grado di prevenire l’eventuale abuso di televoto da parte di call center ed operatori specializzati”.
Analoga informazione, informa una nota dell’Autorità, dovrà essere fornita attraverso l’utilizzo della grafica, con dei super di evidente leggibilità nel corso della trasmissione. I consumatori potranno così scegliere consapevolmente se partecipare al televoto, sapendo che sono ancora possibili manipolazioni dei risultati attraverso l’invio massivo ed automatico di pacchetti di sms e di telefonate da parte di call-center ed operatori appositamente organizzati.
La Rai non ha
La Rai non ha, però, accettato la multa e stamani ha annunciato il ricorso al Tar del Lazio. L’azienda, si legge in un comunicato ufficiale, ritiene che il provvedimento dell’Antitrust sia “infondato, illogico e contradditorio” e precisa inoltre che la sanzione riguarda presunte “omissioni informative” registrate nella precedente edizione del Festival di Sanremo. Nella nota si sottolinea che “peraltro la stessa Autorità ha riconosciuto il comportamento di ‘fattiva collaborazione’ di Rai e ’soprattutto la disponibilità a migliorare in assenza di una regolamentazione le procedute di televoto, attraverso precisi impegni contenenti ‘misure significative su punti essenziali’”. A questo proposito la Rai annuncia di aver “immediatamente attuato tutti gli impegni previsti anche attraverso ’super a scorrimento’ e inviti rivolti al pubblico dai conduttori “idonei a scongiurare possibili abusi di televoto”.



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Il procedimento era stato avviato dall’Autorità dopo una denuncia del Codacons relativa soprattutto all’edizione 2010 del Festival. Per evitare la sanzione dell’Antitrust, la Rai aveva infatti presentato un articolato pacchetto di misure, finalizzate a fornire ai consumatori un’informazione più chiara e trasparente e a prevenire, con una serie di interventi scaglionati nel tempo, la manipolazione delle preferenze espresse telefonicamente dai telespettatori. Tali misure sono state però superate, nei loro effetti, dalla regolamentazione dell’Agcom che ha stabilito gli obblighi comportamentali a carico delle emittenti che decidano di utilizzare il televoto. Tali obblighi entreranno a regime, per la parte riguardante gli strumenti tecnici di prevenzione dell’abuso di televoto, a fine 2011.
La gravità della scorrettezza
Per questo l’Antitrust, vista la gravità della scorrettezza di una pratica tanto diffusa e protratta nel tempo, ha deciso di procedere nell’istruttoria comminando una multa che tiene, comunque, conto della collaborazione dell’azienda e degli impegni presentati.
(15 febbraio 2011)
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