Italia
Tlc: Catricalà alla Camera, ‘La transizione verso le NGN non trascuri le tecnologie wireless’
“La transizione verso le NGN non può passare unicamente per il potenziamento delle reti fisse, ma deve consentire anche il più ampio sviluppo di quelle senza fili”.
Lo ha dichiarato il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà nella sua audizione presso la IX Commissione trasporti della Camera dei deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’assetto e sulle Prospettive delle nuove reti del sistema delle comunicazioni Elettroniche.
La copertura del territorio
Secondo Catricalà, la copertura del territorio, soprattutto in un Paese come il nostro – penalizzato dagli scarsi risultati ottenuti dal “combinarsi, a volte contraddittorio, di diversi interventi giurisprudenziali e normativi che, tardivamente rispetto all’evoluzione del mercato, hanno cercato di definire una disciplina a tutela di interessi generali” - deve essere realizzata attraverso le “tecnologie che appaiono più efficienti nei diversi contesti geografici ed economici”.



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Ben vengano dunque il WiMax, l’Umts e tutte quelle tecnologie wireless che consentono una connessione a banda larga, ma bisogna riservare maggiore attenzione alla gestione delle risorse frequenziali, il cui uso efficiente è attualmente ostacolato, secondo Catricalà, “da una regolazione restrittiva in merito alla commerciabilità dei diritti d’uso connessi alle frequenze ed al contenuto degli stessi diritti”.
I diritti d’uso indipendentemente dagli impianti
“Attualmente – spiega - non è possibile acquisire i diritti d’uso indipendentemente dagli impianti o dai rami di azienda connessi; non esiste neanche un particolare regime di pubblicità in merito alla titolarità attuale delle frequenze; vi sono vincoli sul tipo di tecnologie utilizzabili e sui servizi che possono essere prestati tramite le frequenze assegnate; vi è una disciplina differenziata tra radiotelevisione e le altre comunicazioni elettroniche, nonostante la convergenza tecnologica indichi chiaramente la necessità di superare queste compartimentazioni”.
Un’occasione importante per liberare risorse frequenziali e migliorarne la gestione è rappresentata dal passaggio alla Tv digitale, considerato anche dalla Commissione europea come un punto di partenza per un approccio orientato al mercato, il quale “riesce con più prontezza e precisione del decisore pubblico a stare al passo con il progresso tecnologico, particolarmente veloce ed imprevedibile in questo settore”.
Il piano della Commissione prevede una maggiore flessibilità di accesso, una gestione neutrale dal punto di vista tecnologico e la possibilità di trasferire i diritti d’uso delle frequenze a terzi.
In questo contesto, Catricalà auspica che anche nel nostro Paese, e magari in anticipo rispetto a quanto sarà stabilito in sede comunitaria, “venga introdotta la possibilità di commerciare liberamente i diritti d’uso sulle frequenze”, consentendo al mercato stesso di individuare gli usi più adatti e superando “le attuali artificiose compartimentazioni imposte dalla regolazione”.
Per agevolare una distribuzione efficiente di queste risorse, preziosissime per l’industria digitale ma limitate, Catricalà ha proposto l’istituzione di una sorta di “borsa delle frequenze”, che eviterebbe anche di lasciare risorse frequeziali inutilizzate.
La definizione di un quadro
“In conclusione – ha affermato Catricalà - è prioritaria la definizione di un quadro di regole chiare e stabili, che siano espressione di una condivisa scelta di politica industriale”, lasciando però al mercato l’ultima parola in fatto di sviluppo infrastrutturale.
Allo Stato, piuttosto, il compito fondamentale di promozione della cultura della Società dell’informazione e di modernizzazione della PA.
(16 settembre 2008)
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