Italia

Vigilanza Rai: Latorre lascia il posto a Zavoli mentre Villari prende ancora tempo

Il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi ha comunicato all'assemblea di Montecitorio che il presidente del Senato Renato Schifani ha chiamato il senatore Sergio Zavoli a sostituire nella commissione di Vigilanza Rai il dimissionario Nicola Latorre. E' stato il segretario del Pd, Walter Veltroni, a quanto si apprende da fonti parlamentari democratiche, a chiamare in mattinata la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, per chiedere le dimissioni di Nicola Latorre dalla Vigilanza, e far entrare così il candidato alla presidenza Sergio Zavoli.

La Finocchiaro ha parlato

Successivamente la Finocchiaro ha parlato con Latorre, il quale già ieri aveva fatto capire che sarebbe stato disponibile a cedere il suo posto in Vigilanza.




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sul fronte di Idv, “…Mai. E dico anche a Schifani e a Fini: non vi permettete di non accettare le dimissioni, non vi rubate pure il diritto costituzionale di dare le dimissioni”. Ha risposto così il leader Antonio Di Pietro, nel corso di un'intervista al Caffè di Rainews24, a una domanda sulla possibilità che Leoluca Orlando e Pancho Pardi ritirino le dimissioni.

La rinuncia alla presidenza della commissione

Quanto all'ipotesi che la rinuncia alla presidenza della commissione di Vigilanza dia la possibilità a Idv di avere un suo rappresentante nel Cda della Rai, Di Pietro ha aggiunto: “…Anche questo lo smentiamo subito, l'Italia dei valori chiede che il Consiglio dell'amministrazione della Rai si faccia senza i politici, che ci possano andare i funzionari della Rai scelti dal personale della Rai. Che ne capisce la politica di come funziona la Rai se non per occuparla?”. Dalla sua, Leoluca Orlando, portavoce di Idv, ha commentato: “…In un paese normale, il candidato alla presidenza della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi e Rai non dovrebbe essere costretto, per rimuovere un veto sulla sua elezione, a incontrare il presidente del Consiglio che è anche il proprietario della più grande azienda televisiva privata e della più grande azienda concorrente della Rai”. Aggiungendo: “…Quanto si tornerà a rispettare i ruoli parlamentari il nostro paese sarà un paese politicamente corretto, in atto è troppe volte politicamente corrotto. La logica per cui se non parli con lui non hai speranza di ricoprire un ruolo parlamentare, appartiene a una cultura che tutti sanno come aggettivare”. Questa mattina intanto si è concluso l'incontro a Montecitorio tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il presidente della Vigilanza Rai, Riccardo Villari. L'incontro è durato 35 minuti. Villari ha lasciato Montecitorio da un ascensore interno all'appartamento del presidente della Camera, dribblando così i giornalisti. Fini, informa una nota della Presidenza, ha preso atto delle sue considerazioni e valutazioni. Ai cronisti che prima della riunione gli chiedevano se la visita al presidente della Camera fosse finalizzata alla presentazione delle sue dimissioni da presidente della Vigilanza, Villari ha risposto: “…Non è la sede adeguata”. “…Non turbiamo questo incontro istituzionale”, ha poi aggiunto di fronte alle sollecitazioni di un commento sul nome di Sergio Zavoli.

La presidenza della Vigilanza

Intanto quest’ultimo, in un’intervista parlando dell'intesa tra Pdl e Pd sul suo nome per la presidenza della Vigilanza, ha dichiarato: “…Non ho nessuna comunicazione ufficiale. E la cosa mi pare su un terreno molto scivoloso. Questo Villari non se ne vuole andare”. Villari, ha detto ancora Zavoli, “…ha avuto un'elezione regolare, ha avuto una maggioranza ed è il presidente della Vigilanza”. Se non se ne vuole andare “…avrà le sue buone ragioni”. Quindi, ha detto Zavoli, bisogna “…aspettare. L'esperienza mi insegna che, soprattutto in materia Rai, la possibilità di fare brutte figure è dietro l'angolo”. Aggiungendo: “Sono soddisfatto soprattutto per la politica (…) E' la politica stessa, stavolta, a risolvere un problema e trovare una soluzione”. Per il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, basta liti e “muro contro muro” tra maggioranza e opposizione, come quello che ha “bloccato la commissione di Vigilanza Rai, perché è una follia pura: ciascuno si assuma le proprie responsabilità, che sono quelle di collaborare per il bene del paese”.

Un giorno nuovo perché questo

In tal senso “la scelta di Zavoli spero solo che sia l'alba di un giorno nuovo perché questo è necessario per il nostro paese”. Fra l'altro “che i principali partiti si scannassero” sulla commissione di Vigilanza Rai, “mentre gli italiani fanno fatica tutti i giorni a fare la spesa credo che sia indicativo di una distanza enorme tra il paese reale e il paese legale”. “…Zavoli è sicuramente una persona di garanzia. Lo abbiamo detto tutti, però, c’è a monte un problema che non riguarda noi ma il Pd”. A sottolinearlo è stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa parlando della Vigilanza Rai al termine del Cdm. “…Il Pd – ha avvertito il ministro - deve spiegare ad un suo componente eletto e che lealmente ha detto di non voler uscire dal suo partito, che deve dimettersi. Questo è un problema che riguarda esclusivamente loro ed è una precondizione, naturalmente…”.

(20 novembre 2008)

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