Italia

Vigilanza Rai: Villari resta fino a candidatura condivisa. Il Pd al lavoro per superare l’empasse sul nome di Orlando

Riccardo Villari conferma la sua volontà di non lasciare la presidenza della Vigilanza finché non si sarà trovata una soluzione condivisa per la sua sostituzione. Al termine dell'incontro con i vertici del Pd, Villari ha spiegato: “…Come ho già detto e ribadito: se, come mi auguro, si realizza al più presto una candidatura condivisa, sarò ben lieto di dimettermi, ma finché questo non accade ho il dovere istituzionale di andare avanti”. E ha aggiunto: “…C’è stata qualche divergenza ma con il segretario ci siamo parlati con grande franchezza”.

Il senatore democratico spiega

Così il senatore democratico spiega i termini del faccia a faccia tenutosi nel pomeriggio con il leader del Pd Walter Veltroni e il vicesegretario Dario Franceschini sulla presidenza della Vigilanza.




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Il Pd “…intende lavorare per superare la candidatura di Orlando”, nel pieno rispetto della persona ma “per uscire da questa situazione di empasse”. Il presidente della Vigilanza ritiene che questo sia “un passo avanti”.

Un passo avanti perché da parte

“…C’è stato un passo avanti perché da parte del Pd c’è la volontà di superare la candidatura di Orlando e questo, se si raggiunge l'intesa con Italia dei Valori, può essere il modo per sbloccare la situazione”. Ha quindi spiegato che consulterà gli uffici della commissione di Vigilanza per renderla immediatamente operativa: “La Commissione deve funzionare - ha detto a chi gli chiedeva se la convocherà - ci sono degli adempimenti che devo verificare con gli uffici, vedremo”. Per quanto riguarda la ventilata espulsione dal Pd, ha risposto: “Per carità, non esiste proprio”. Villari ha tenuto invece a precisare che, da parte sua, “c’è una disponibilità piena e totale alle dimissioni", ma non fino a quando “non sarà garantito il funzionamento delle istituzioni. Il mio è un atteggiamento corretto che coniuga la posizione politica a quella istituzionale”. Il neopresidente ha detto di non sperare di restare alla guida della Vigilanza: "Ho messo da parte le fantasie, non faccio ipotesi, vorrei solo assolvere con dignità a questa funzione”.

La linea del partito sulla vicenda Vigilanza ribadendo

Poco prima Andrea Orlando, portavoce del Pd, aveva riassunto la linea del partito sulla vicenda Vigilanza ribadendo, da un lato, la richiesta di dimissioni da presidente di Villari e, dall'altra, la composizione di una rosa di nomi all'Italia dei Valori. “…L'opposizione può contribuire a togliere alibi sostituendo ad un nome secco, quello di Leoluca Orlando, una rosa di nomi. Il Pd ha chiesto all'Italia dei Valori – ha sottolineato Orlando - di contribuire ad arrivare a questa soluzione per sbloccare la situazione e fare passi in avanti”. Quanto poi al comportamento tenuto dalla maggioranza, il portavoce del Pd ha aggiunto: “…Vogliamo ribadire l'estrema gravità della scelta fatta dalla maggioranza che si è scelta, da sola, un ruolo che invece spetta all'opposizione indicare. Inoltre, si è arrivati a questa situazione dopo un veto, da parte del centrodestra, non su una persona ma su una forza politica, l'Italia dei Valori, votata dai cittadini. Vogliamo sottolineare ancora l'estrema gravità di tutto questo”. Intanto Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, ha dichiarato: “…Se Villari si dimette lo denunciamo per aver omesso il proprio dovere: ha l'obbligo di convocare la Vigilanza Rai per varare, finalmente, il regolamento per le elezioni in Abruzzo”. Questa settimana sono previsti inoltre gli incontri di Villari con i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, in programma rispettivamente domani e mercoledì.

La sua richiesta di un incontro

Villari ha tenuto a precisare che la sua richiesta di un incontro con i presidenti delle Camere era motivata da “…cortesia e attenzione per restituire quella che i vertici istituzionali hanno mostrato nei confronti dello stallo in vigilanza. Mi sono rivolto a loro per una forma di attenzione alle istituzioni, non voleva essere in alcun modo un tentativo di tirarli per la giacca”. Non scalda gli animi della gente la discussione sulla presidenza della commissione di Vigilanza Rai, ma secondo un sondaggio condotto dalla Crespi Ricerche se proprio si devono esprimere il 54% degli italiani vuole che Riccardo Villari resti alla presidenza. “…Quasi 8 cittadini su 10 siano poco interessati ad una vicenda che pare tutta interna al Palazzo - spiegano gli autori del sondaggio - e oltre il 78% degli intervistati considera l'affaire Villari poco o per nulla importante. Ma se entriamo nel merito ecco che la maggioranza degli italiani, il 59% degli intervistati, si aspetta che una carica di garanzia come quella di Presidente della Commissione di vigilanza sia presa di comune accordo tra maggioranza e opposizione”. Il 54% del campione (1.000 cittadini italiani maggiorenni) ritiene comunque che Villari non dovrebbe dimettersi, e solo l'11% crede opportuno che lo faccia per lealtà verso il suo partito. “…Da una parte gli elettori di centrodestra - concludono gli autori - non hanno simpatia Orlando e oggi gli elettori del Partito Democratico non vedono Orlando e il suo dante causa come un alleato, semmai come un pericolo, qualcuno che sta lavorando per sottrarre consensi al loro partito”.

(18 novembre 2008)

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