Italia
Wind: moratoria di 6 mesi per la cessione delle field operations. Il Mise supervisionerà opzione alternative
Sarà ‘congelato’ per sei mesi il processo di cessione delle attività di rete – le cosiddette ‘field operations’ – di Wind. È stato così deciso stamani al termine di un incontro al Ministero dello Sviluppo economico con le organizzazioni sindacali di categoria Uilcom-Uil, Slc-Cgil, Fistel-Cisl e l’azienda.
L’esternalizzazione riguarda nel complesso 1.600 dipendenti delle sedi di Roma, Palermo, Milano, Mestre, Napoli e Ivrea.
Una serie di tavoli per valutare opzioni alternative alla cessione
In questi sei mesi di moratoria, saranno aperti una serie di tavoli per valutare opzioni alternative alla cessione, con la supervisione del Ministero, che si era già impegnato nel corso di un’interrogazione alla Camera promossa dall’IDV a tutelare l’occupazione e le competenze dei lavoratori coinvolti (Leggi articolo Key4biz).



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Il primo incontro è stato fissato a marzo.
La reazione dei sindacati
Positiva la reazione dei sindacati. Il segretario nazionale della Uilcom Salvo Ugliarolo si è detto soddisfatto dell’esito dell’incontro, “…in quanto si è bloccato il progetto che noi abbiamo sempre respinto. Siamo pronti da parte nostra a trovare altre soluzioni purché non vengano penalizzati i lavoratori”.
Per Emilio Miceli di Slc Cgil, “l’intesa rappresenta un risultato importante: è la prima volta che si blocca una cessione di ramo e credo che questa sia una notizia buona per l’insieme del settore delle Tlc”.
“Abbiamo contestato fin dall’inizio un cambiamento di modello che reputavamo sbagliato. Nel corso delle prossime settimane - prosegue Miceli - torneremo a discutere sull’agenda digitale del paese con il ministero dello Sviluppo Economico perché pensiamo che questo sia il terreno giusto per il rilancio delle Tlc e del sistema paese”.
Wind, ha reso noto invece Vito Vitale di Fistel-Cisl, “si è impegnata a presentare durante i prossimi incontri un piano industriale con le strategie di sviluppo”.
(27 gennaio 2012)
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