Italia
eContent. Calabrò: ‘L’Agcom non intende diventare lo sceriffo della rete ma affrontare organicamente il tema del diritto d’autore nel web’
Nella sua audizione alla Camera il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò in merito all’indagine conoscitiva sulle Autorità indipendenti, ha approfondito anche le tematiche sul diritto d'autore.
Il presidente ha evidenziato che il recente recepimento della Direttiva sui servizi media audiovisivi ha attribuito all’Autorità nuove funzioni in materia di trasmissioni trasfrontaliere e di violazioni della disciplina in materia del diritto d’autore, rispetto alla quale l’Agcom dovrà emanare le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l’osservanza di limiti e divieti contenuti nel testo del decreto.
La continua evoluzione tecnologica
Per Calabrò si tratta di tematiche di grande attualità ed estremamente delicate, sia per la continua evoluzione tecnologica che ridefinisce incessantemente il quadro delle soluzioni possibili, sia per l’intreccio di diritti insopprimibili, tra cui quello della libertà di espressione.



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“L’Autorità – ha però sottolineato - non aspira a diventare lo sceriffo di internet, come qualcuno ha paventato; né questo sarebbe auspicabile o semplicemente possibile. Intende al contrario utilizzare tutto il suo expertise nel tentativo di affrontare in maniera organica ed efficace il tema del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, in coerenza con i risultati della recente indagine conoscitiva pubblicata a febbraio che ha riscosso pressoché unanimi apprezzamenti”.
Una segnalazione al Governo
Il set di competenze regolamentari dell’Autorità stabilito dalla legge istitutiva dovrebbe, secondo l’Autorità, essere integrato con riferimento ai servizi postali. In proposito l’Agcom ha recentemente indirizzato una segnalazione al Governo e al Parlamento riguardo alla prossima adozione del decreto di recepimento della direttiva comunitaria 2008/6/CE. La segnalazione evidenzia la necessità che in tale contesto sia prevista un’Autorità nazionale di regolazione indipendente in materia di servizi postali e le ragioni che depongono per l’assegnazione a questa Autorità della relativa competenza, in virtù della impostazione convergente nei mercati delle comunicazioni e dell’expertise sviluppato nella liberalizzazione di un complesso settore a rete.
Una scelta in tal senso, oltre ad essere in linea con quella effettuata dalla quasi totalità dei Paesi europei, consentirebbe di superare la procedura di infrazione n. 2009/2149, recentemente aperta nei confronti dell’Italia proprio per la mancata istituzione di un’Autorità nazionale indipendente di regolamentazione del settore dei servizi postali, così come previsto dalla direttiva 97/67/CE. A ciò si aggiunga che l’attribuzione delle competenze di regolazione e vigilanza sui servizi postali a questa Autorità può ragionevolmente configurarsi come operazione senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio statale, laddove venissero estesi anche al settore postale i vigenti meccanismi di autofinanziamento dell’Autorità gravanti sugli operatori del mercato.
Una tale attribuzione in capo all’Autorità era del resto già prevista nel Ddl A.S. 1366, recante “Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e ordinamenti delle Autorità indipendenti”, presentato nella passata legislatura.
In questo senso - com’è noto - si è anche espresso recentemente l’Antitrust. (r.n.)
(16 marzo 2010)
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