Italia
Privacy: Altroconsumo contro l'industria discografica sul caso 'The Pirate Bay'
Altroconsumo ha depositato un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali sulla vicenda The Pirate Bay.
L’ipotesi è che siano stati raccolti e trattati illecitamente, senza alcuna autorizzazione da parte degli utenti, i dati personali di migliaia di navigatori da parte di un soggetto privato riconducibile alla IFPI, associazione che rappresenta a livello internazionale le industrie discografiche su diversi Paesi.
Un motore di ricerca svedese specializzato
La vicenda risale a quest’estate. Thepiratebay.org è un motore di ricerca svedese specializzato in file “torrent”. A seguito di una denuncia depositata dalla Federazione italiana dell’industria musicale – la FIMI, la Procura della repubblica di Bergamo avvia un procedimento per accertare eventuali violazioni in tema di diritto d’autore.



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Il 1° agosto 2008 il Giudice ordina a tutti i fornitori di servizi internet (ISP) di inibire l’accesso all’indirizzo Thepiratebay.com.
La FIMI
La magia avviene nei giorni successivi: chi cerca di accedere in rete alla URL di The Pirate Bay, è automaticamente reindirizzato su un’altra URL riconducibile alla IFPI, a cui aderisce la FIMI. Le modalità di reindirizzamento e di acquisizione dei dati personali da parte dei titolari del server di destinazione sono stati documentati e rappresentano una violazione dei diritti degli utenti. Diversi consumatori si sono rivolti ad Altroconsumo denunciando l’accaduto.
La vicenda richiama alla memoria, per dinamica e consistenza dei dati raccolti, il caso Peppermint, sul quale il Garante della Privacy è già intervenuto con un provvedimento nel febbraio 2008.
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(24 settembre 2008)
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