Italia
Tutela dei diritti nell’era digitale: regole in affanno sul mercato. Esperti a confronto nel dibattito di ISIMM
L’innovazione tecnologica viaggi a ritmi decisi. Il diritto non riesce a starle dietro. Il rapporto tra lo sviluppo del mercato e la tutela dei diritti, nell’era digitale, diventa ogni giorno più complesso. Privacy e sicurezza informatica, diritto all’informazione, sono sempre garantiti? E chi deve occuparsi di regolamentare il settore? Il governo nazionale? L’Europa?
Di questo si è discusso ieri a Roma, con esperti, giuristi, manager di rilievo, alla Sala Minghetti di Monte dei Paschi di Siena, nel corso dell’incontro “Informazione e Comunicazione: Tutela dei diritti nell’era digitale”, voluto da ISIMM, Istituto per lo Studio dell’Innovazione Media Economia Società Istituzioni. L’occasione è stata offerta dalla presentazione del libro “Manuale di diritto dell’Informazione e della Comunicazione” di Ruben Razzante, un volume di 445 pagine edito da Cedam, giunto alla quinta edizione, che illustra le novità normative, dottrinali e giurisprudenziali riguardanti i media e le tecnologie.
La nuova nomina a sottosegretario alla Presidenza
Nello stesso momento della presentazione, Antonio Catricalà stava giurando in Quirinale davanti al Capo dello Stato per la nuova nomina a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, non potendo quindi intervenire per la presentazione del manuale, invitato da ISIMM in qualità di Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.



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In apertura dei lavori è intervenuto il professor Vincenzo Zeno-Zencovich, Presidente dell’Istituto, che ha esordito con una battuta: “Il mio invidioso apprezzamento va a Ruben Razzante per aver scritto un libro che avrei voluto scrivere io. È un manuale apprezzato da studenti e studiosi, concepito in maniera interdisciplinare, concentrandosi quindi su diversi aspetti dei saperi che entrano in relazione con l’argomento trattato”. Zeno Zencovich, poi, ha fornito un approfondimento sul tema del cloud computing e di tutti gli aspetti che devono essere presi in considerazione quando si parla della “nuvola”, come la sicurezza dei dati e la privacy dei dati. Il manuale offre gli strumenti per valutare questo ed altri casi critici. Può essere utile agli avvocati che si occupano di tutela della privacy e di cause per diffamazione e tutela dell'immagine, di rivendicazioni del diritto d’autore, anche a mezzo internet; risulta utile agli operatori del mondo dell'informazione e della comunicazione, giornalisti in primis, perché contiene tutti i riferimenti deontologici; risulta utile ai docenti e agli studenti di corsi di laurea in giornalismo e comunicazione. Anche Ruben Razzante ha preso la parola per ringraziare quanti hanno reso possibile l’incontro di presentazione del manuale.
Il manuale stimola diverse riflessioni
Come ha sottolineato Alessandro Luciano, Presidente della Fondazione Ugo Bordoni, il manuale stimola diverse riflessioni sul rapporto, dal “precario equilibrio”, tra diritto all’informazione e diritto alla privacy; si tratta di “un rapporto messo in discussione dall’incedere dell’innovazione tecnologica”. Luciano ha inoltre parlato del Registro Pubblico delle Opposizioni, un nuovo servizio concepito a tutela del cittadino che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato, uno strumento per rendere più competitivo, dinamico e trasparente il mercato tra gli Operatori di marketing telefonico.
Secondo Lelio Alfonso, Direttore dei Rapporti Istituzionali, Relazioni Esterne e Media di RCS MediaGroup, tra le sfide di un gruppo importante come quello di RCS, c’è il “dovere di proporre tutte le modalità di accesso alla comunicazione. Abbiamo anche bisogno di regole che non sempre sono scritte, alcune invece devono essere riviste perché hanno più di 60 anni, mi riferisco al diritto d’autore. Sono convinto, in definitiva – ha sottolineato Alfonso – che ci sia bisogno anche dei doveri, per poter meglio circoscrivere e identificare i nostri diritti”. Come esempio, il Direttore ha parlato del controverso tema delle intercettazioni telefoniche e delle pubblicazioni sui media: esse non vanno vietate, secondo l’indicazione del gruppo RCS, tuttavia non possono neanche essere pubblicate in ogni caso e senza una regolamentazione univoca.
Il dibattito è continuato con l’intervento di Carlo Fornaro, responsabile delle Relazioni Esterne di Telecom Italia, il quale ha lanciato alcune suggestioni concrete sulla complessità del tema dell’incontro, a partire dalla gara sulle frequenze 4G in Italia. Ha inoltre riscontrato le difformità delle regole sul diritto alla privacy da una sponda all’altra dell’Atlantico. “Ebbene questo non è possibile – ha suggerito – non può esserci una tale divergenza”. Secondo Fornaro, “sarà la domanda degli utenti, dei cittadini, a inquadrare meglio le nuove fasi che si apriranno nel mercato, ed è su queste fasi che il regolatore dovrà lavorare”.
Il tema dell’utile strumento rappresentato dal Registro delle Opposizioni è stato sviscerato con maggior dettaglio da Mario Frullone, Direttore Ricerche della Fondazione Ugo Bordoni. Si tratta di “una delle iniziative più rilevanti della Bordoni, una sfida impegnativa che siamo riusciti a mettere in piedi in soli 60 giorni. Ci arrivano tante richieste, e questo è segno che ci troviamo davanti ad una esigenza sentita. Ciononostante ci sono tanti cittadini che ancora non conoscono il Registro. Il cittadino, a mio avviso, non è sufficientemente consapevole dei propri diritti, diversamente a quanto avviene negli Stati Uniti”. Proprio su questo punto della consapevolezza, Frullone ha anticipato che la FUB sta lavorando a uno studio per misurare il livello di rischio in Rete in rapporto alla consapevolezza dei cittadini, che spesso immettono password e informazioni che possono comportare diverse violazioni della privacy.
Secondo Gina Nieri, consigliere d'amministrazione Mediaset, “siamo storditi da tutto quello che ci succede intorno. Imprese e cittadini sono al centro di un tourbillon di grandi opportunità ma anche di grandi problematiche. A mio avviso occorre trovare una quadra a livello internazionale sui diritti alla concorrenza, al pluralismo, alla privacy e alla sicurezza”. Come disciplinare, quindi, “questa massa di stimoli, di opportunità? Con una legge nazionale o internazionale? Quali scelte di faranno?”. Gina Nieri è tornata poi sul caso Google, ma per affrontare soprattutto il nodo dell’incertezza sui contenuti video online: “Google si difende dicendo di non essere fornitore di contenuti ma hosting, mentre noi con la tv siamo sottoposti e regole precise. La pirateria è una sorta di virus che gira nel mondo del business, io mi difendo con il diritto d’autore, contro la concorrenza sleale. Abbiamo bisogno di regole uguali per tutti, per tutti quelli che fanno cose uguali, in questo caso sull’offerta video”.
Il quale siamo davanti alla complessità
Infine è intervenuto Patrizio Surace, a capo del PMS Group, secondo il quale siamo davanti alla complessità di un tema e alla difformità di risposte date finora. “Io credo che le risposte debbano essere transazionali, quantomeno europee, mentre gli organismi di controllo di applicazione, a livello nazionale, devono essere estremamente veloci, abili ed efficaci”. Surace ha portato l’esempio dei motori di ricerca che continuano a dare risultati sulle persone che non vengono modificati; è il caso di diffamazioni e di smentite che non trovano riscontro in Rete. “Al centro – ha concluso – ci deve sempre essere il diritto della persona. In Italia parliamo troppo di economia e non parliamo di diritti delle persone, a meno che non lo facciano Pannella o la Chiesa”.
(17 novembre 2011)
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