Italia
Ancora proteste per il Call Center ‘Video on line 2.0’. Sindacati sul piede di guerra e possibile arrivo di nuovo soggetto imprenditoriale
Continua la protesta dei 473 lavoratori del call center ‘Video On Line 2.0’ di Cagliari che a causa della grave crisi in cui versa attualmente l’azienda, temono la perdita del proprio posto di lavoro. Preoccupazione fondata la loro, che scaturisce dal pesante deficit legato all’incresciosa vicenda che ha già coinvolto ottomila lavoratori del gruppo Omega.
Diversi i milioni mancanti all’appello. Almeno 2 miliardi secondo una stima fatta dei sindacati, e ricavi per 2,4 milioni di euro, secondo una dichiarazione resa dalla Società, rispetto a costi che nei primi quattro mesi del 2010 ammonterebbero a ben 3,5 miliardi.
La serenità dei dipendenti
Cifre di non poco contro, che minano fortemente la serenità dei dipendenti già scesi in piazza per cercare di difendere il proprio impiego. E dopo l'astensione dal lavoro di giovedì scorso, i segretari Slc-Cgil, FisTel-Cisl e Uilcom di Cagliari, si sono nuovamente ritrovati in piazza ribadendo, anche agli organi di informazione, le ragioni della mobilitazione continua degli operatori che si sono visti ritardare gli stipendi prima di qualche settimana e poi di qualche mese. La loro ultima retribuzione, infatti, pare risalga al mese marzo, mentre aprile e maggio potrebbero essere pagati il prossimo mese di giugno.



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Dai segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil di categoria e confederali, un appello è arrivato anche alla regione, alla provincia e al Comune di Cagliari affinché venga garantita l'occupazione dei 473 lavoratori del Call center di Video online 2.0 di Cagliari, che operano quasi esclusivamente per l'assistenza ai clienti Telecom Italia (187, 191 e Adsl).
Il maggiore gruppo telefonico
Appello alle istituzioni, pienamente accolto dall'assessorato del Lavoro dalla regione Sardegna che pare si sia già attivata per cercare di avviare contatti anche con il maggiore gruppo telefonico del Paese, al fine di risolvere la vertenza. Soluzione, che già nei prossimi giorni potrebbe passare attraverso l'individuazione di un nuovo soggetto imprenditoriale.
(28 maggio 2010)
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