Italia
Telecom Italia: sempre più tutti contro tutti. E il mercato comincia a non gradire
La battaglia per il controllo di Telecom Italia si fa sempre più aspra, in un clima di tutti contro tutti.
L’ennesimo colpo di scena di Marco Tronchetti Provera, che ha deciso si estromettere l’attuale presidente Guido Rossi dalla lista del nuovo cda di Telecom – al suo posto si fa con sempre più insistenza il nome di Pasquale Pistorio - non è infatti piaciuto a Mediobanca, dal momento che la decisione non sarebbe stata preceduta da alcun accordo nell’ambito del patto parasociale stipulato con Pirelli & C., Edizione Holding e Olimpia il 18 ottobre scorso.
Generali e Mediobanca hanno quindi richiesto ieri in tarda serata “l'immediata convocazione della Direzione del Patto di Sindacato di Blocco azioni Pirelli & C.”.



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Non si è fatta attendere la risposta di Pirelli e Sintonia – la holding della famiglia Benetton che controlla il 20% di Olimpia – che precisano che il patto non prevede “alcun obbligo per i partecipanti di consultarsi in merito alla indicazione di candidati al Consiglio di Amministrazione”.
La nota
“Il patto – continua la nota - prevede esclusivamente la consultazione prima di ciascuna Assemblea di Telecom Italia sulle modalità di esercizio dei diritti di voto spettanti ai partecipanti al patto”, tanto più che nella lista che verrà presentata alla prossima assemblea del 15 e 16 aprile sono stati inclusi Renato Pagliaro e Aldo Minucci, rispettivamente condirettore generale di Mediobanca e vicedirettore generale di Assicurazioni Generali, che, “come prescritto dallo statuto di Telecom Italia, hanno espressamente accettato, con apposita dichiarazione, la relativa candidatura”.
Alla prossima assemblea Olimpia, che controlla il 17,99% di Telecom, proporrà di limitare a 12 mesi – dai precedenti tre anni - l’incarico dei 19 consiglieri e di stabilire il compenso massimo per gli amministratori a 2,8 milioni di euro, da suddividere tra i componenti dello stesso cda.
Intanto, mentre il caso Telecom tiene banco nei palinsesti televisivi e sulla stampa italiana e straniera, il fronte europeo si mobilita per scongiurare l’ingresso in Europa del colosso mondiale AT&T.
Secondo il Wall Street Journal, sia France Télécom che Telefonica starebbero infatti preparando due distinte offerte e avrebbero anche avviato con le banche per dare vita a un gruppo di controllo “politicamente accettabile”.
Telefonica sarebbe particolarmente preoccupata del fatto che l’accoppiata America Movil-Telecom Italia potrebbe minacciare la controllata mobile in Brasile.
Il quotidiano finanziario
Pirelli – spiega il quotidiano finanziario – fino al 30 aprile non può valutare altre offerte, ma Mediobanca e Generali hanno ancora del tempo per valutare altre offerte ed eventualmente esercitare il diritto di prelazione.
L’estromissione di Rossi, inoltre, sarebbe stata dettata proprio dalla necessità – ha spiegato Tronchetti – di dare al gruppo una guida con maggiore profilo industriale. Una figura che, possibilmente, non cerchi di ostacolare i suoi piani, come è successo con Rossi proprio in occasione delle trattative con gli spagnoli.
La seconda esperienza di Guido Rossi in Telecom – la prima era stata 10 anni fa voluto, si diceva, per agevolare quella che Prodi definì “la madre di tutte le privatizzazioni” e che valse allo stato 11,2 miliardi di euro – sembrerebbe al capolinea.
Il futuro di Telecom, però, almeno secondo Deutsche Bank è più roseo ora che “AT&T e America Movil sono pronte a investire 4,8 miliardi di dollari per comprarne il 20% ed entrambe intendono acquistare un terzo di Olimpia a un prezzo di 2,82 euro per ciascun titolo della società”.
La banca tedesca ha mantiene un rating di 'hold' sul titolo con un target price di 2,20 euro, sottolineando che una guerra per il controllo della società sarebbe difficile da giustificare.
I rialzi dei giorni scorsi
Il titolo Telecom, dopo i rialzi dei giorni scorsi, a metà pomeriggio perdeva lo 0,54% a 2,39 euro, mentre Pirelli guadagnava 1,37% a 0,89 euro.
Della vicenda Telecom si discuterà il prossimo 18 aprile alla commissione Lavori pubblici del Senato, dove il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni riferirà sugli sviluppi del riassetto proprietario dell’azienda.
(10 aprile 2007)
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