Italia
Vodafone: Vittorio Colao alla guida nel dopo-Sarin. In Italia, focus su banda larga fissa e mobile
Dopo 5 anni alla guida del gruppo Vodafone, Arun Sarin cederà da fine luglio il posto di CEO al manager italiano Vittorio Colao, suo attuale vice. Un avvicendamento che era nell'aria già da tempo, ma che è stato ufficializzato solo questa mattina.
Il secondo operatore mobile mondiale ha anche annunciato i risultati finanziari dell’anno fiscale chiuso il 31 marzo.
Una perdita di oltre 5 miliardi
L'utile netto si è attestato a 6,6 miliardi di sterline - contro una perdita di oltre 5 miliardi di sterline lo scorso anno - su un fatturato di 35,5 miliardi di sterline (circa 44 miliardi di euro), in aumento del 14,4%, con una crescita organica del 4,2%.



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L’Ebitda ha segnato una crescita del 10,2% a 13,2 miliardi di sterline, il free cash flow a 5,5 miliardi.
Il gruppo può contare poi su 252 milioni di clienti, di cui 106 milioni (42%) nei mercati emergenti dell’Europa orientale, Medio Oriente, Africa e Asia.
La divisione italiana del gruppo britannico ha registrato ricavi per 8,1 miliardi di euro e ha superato quota 30 milioni di clienti, in crescita del 9,7% rispetto al 2007.
Grazie all’acquisizione di Tele2, conclusa a dicembre 2007, Vodafone Italia registra anche 557 mila clienti in banda larga e 834 mila clienti diretti in unbundling, in crescita rispettivamente del 9% e del 14,6% su dicembre 2007.
Secondo l’Ad Paolo Bertoluzzo, sulle reti Vodafone vengono attivati ogni giorno “2000-3000 clienti a banda larga mobile”, con una copertura di circa l’80%.
Nel corso della conferenza stampa per il lancio della nuova offerta Adsl della società, Bertoluzzo ha ribadito che “ogni giorno circa 1000 numeri di rete fissa passano sui cellulari Vodafone”, a conferma che la strategia dell'operatore è rivolta “a tutti i settori”.
La forte crescita in volumi passati
Nonostante la forte crescita in volumi (passati da 42,2 a 48,7 miliardi di minuti), la società ha comunque sottolineato che i ricavi da traffico voce si sono attestati a 5,8 miliardi di euro, in calo del 7,9% a causa della riduzione dei prezzi spinta dalla competizione tra operatori, all’incidenza dell’eliminazione dei contributi di ricarica e del calo delle tariffe di terminazione e di roaming.
Aumentano invece sia i ricavi dati e messaggistica - cresciuti del 22,6% a 1,7 miliardi di euro, con un’incidenza sui ricavi da servizi che arriva al 22,5% contro il 18,4% di marzo dello scorso anno – che quelli legati ai servizi multimediali e da banda larga mobile, i quali hanno mostrato una crescita del 38,8%, in forte accelerazione nel secondo semestre (+41,4%).
Buone anche le performance nel settore Umts: al 31 marzo erano oltre 7,6 milioni i telefoni e le connect card registrate sulla rete Vodafone, in crescita del 57% rispetto all’anno precedente anche grazie al particolare successo della Vodafone Internet Key.
Un anno, insomma, da incorniciare: nonostante le difficoltà del settore, caratterizzato da una forte discesa dei prezzi determinata da un’intensa competizione, dall’eliminazione dei costi di ricarica e dagli interventi regolatori sulla terminazione e sul roaming, la divisione guidata da Paolo Bertoluzzo è riuscita a tenere testa ai concorrenti, e come ha commentato lo stesso Ad, “…i risultati di quest’anno ci incoraggiano a proseguire nella strategia tracciata, con tre obiettivi: consolidare i ricavi nella telefonia mobile tradizionale, guidare lo sviluppo della larga banda mobile ed portare innovazione e concorrenza nella telefonia fissa. In questo contesto, il quadro delineato dal regolatore va nella giusta direzione per il rafforzamento e lo sviluppo,dell’industria delle comunicazioni mobili italiana, sempre più leader in Europa”.
“Confidiamo – ha concluso Bertoluzzo - in una rigorosa applicazione ed evoluzione delle regole anche nella telefonia fissa, a beneficio del mercato e a tutela degli investimenti che stiamo facendo”.
Il nome di Colao circolava
Tornando all’avvicendamento ai vertici del gruppo, il nome di Colao circolava già da tempo come sostituto dell’attuale Ceo Arun Sarin, arrivato al timone di Vodafone nel 2003.
Sotto la sua direzione, il gruppo è cambiato sia dal punto di vista strategico che organizzativo, puntando a diventare una ‘total communication company’. Vision che in parte si è già avverata, nonostante l’iniziale scetticismo degli azionisti della società, che a un certo punto hanno anche apertamente criticato Mr Sarin.
Sarin ha però dimostrato coi fatti la forza della sua strategia e ha guidato una forte espansione internazionale, portando Vodafone a posizioni di rilievo in mercati a forte crescita come la Romania, la Repubblica Ceca , la Turchia e l’India, dove Sarin ha acquisito Hutchison Essar, mettendo a segno il maggiore investimento straniero effettuato nel subcontinente.
Vittorio Colao è entrato in Vodafone nel 2006, dopo aver ricoperto dal luglio 2004 il ruolo di Amministratore Delegato di RCS MediaGroup. A Vodafone non entra però da neofita: Direttore Generale Operazioni in Omnitel dal settembre 1996, nell'agosto 1999 era stato nominato Amministratore Delegato di Vodafone Omnitel. Dall'aprile 2001 aveva ricoperto anche la carica di CEO dei Paesi del Sud Europa, Medio Oriente e Africa e nell'aprile 2002, era entrato a far parte del Board di Vodafone in qualità di consigliere di amministrazione fino al 2004.
La sua carriera inizia nel 1986 come associato e Business Analyst nella società di consulenza McKinsey & CO. Ha operato quindi presso Morgan Stanley International a Londra nella divisione Corporate Finance e dopo un'esperienza in Arnoldo Mondadori Editore come assistente al Direttore Generale, ritorna alla McKinsey & CO. a Milano come Associato, dove diventa Partner.
Il compito di completare la strategia avviata
A Colao spetta il compito di completare la strategia avviata da Sarin e di assicurare al gruppo un posto di leader nei servizi internet mobile.
(28 maggio 2008)
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