Italia

Beauty Contest: l’opposizione chiede un’asta competitiva. All’Agcom il compito di fissare le condizioni economiche

Cresce il malumore nei confronti del bando di gara per l’assegnazione dei diritti di uso delle 5+1 frequenze destinate al beauty contest per la tv digitale terrestre. Come noto, spiega Aeranti-Corallo, tale bando prevede l’assegnazione a titolo gratuito di tali frequenze a operatori nazionali, senza esborso economico e senza alcuna gara competitiva. Le opposizioni hanno chiesto a gran voce che la gara si svolga, invece, secondo un’asta competitiva, tale da fruttare allo Stato alcuni miliardi di euro. Su questa linea si sono espressi, tra gli altri, Vincenzo Vita del PD, Antonio Di Pietro dell’IDV, Roberto Rao dell’UDC, Carmelo Briguglio di FLI.

Un emendamento nel quale si stabilisce

Il PD ha presentato in Commissione Bilancio del Senato un emendamento nel quale si stabilisce che sia l’Agcom a fissare le condizioni economiche di cessione mediante gara, prevedendo la massima valorizzazione delle frequenze messe all’asta.




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Le tv locali e dilatando le tempistiche previste

Per Aeranti-Corallo, inoltre, occorre che l’intero processo di digitalizzazione venga ripensato, recuperando risorse frequenziali per le tv locali e dilatando le tempistiche previste per il passaggio al digitale. L’attuale meccanismo dei bandi relega le emittenti locali a un ruolo assolutamente marginale del sistema televisivo, con innegabili, pesanti conseguenze per il pluralismo e l’occupazione nel settore. Inoltre, le emittenti che non risulteranno utilmente collocate nelle graduatorie non riceveranno l’assegnazione delle frequenze e potranno quindi svolgere la sola attività di fornitori di contenuti.   Aeranti-Corallo ritiene, inoltre, che non sussistano i tempi tecnici perché si possa rispettare il calendario ministeriale degli switch-off per il 2011 (che attualmente prevede lo switch-off della Liguria tra il 10 ottobre e il 2 novembre, quello della Toscana, Umbria e Viterbo dal 3 novembre al 2 dicembre e quello delle Marche dal 5 dicembre al 21 dicembre). Considerando le tempistiche per la formazione delle graduatorie per i diritti di uso delle frequenze e considerando il fatto che, a oggi, sono stati pubblicati solo i bandi per Liguria, Toscana e Umbria (debbono ancora essere pubblicati quelli per le Marche e la provincia di Viterbo), appare molto difficile il rispetto delle date sopraindicate.  

Il Tar del Lazio ha di recente annullato

Altra importante notizia, il Tar del Lazio ha di recente annullato la delibera n. 366/10/CONS della Agcom recante il piano di numerazione automatica dei canali della tv digitale terrestre in chiaro e a pagamento. Tale delibera ha previsto, tra l’altro, per l’emittenza locale 10 numerazioni tra le prime 20 (dove possono trovare allocazione, in base ai criteri stabiliti dall’Agcom, circa 350-400 tv locali considerando le riutilizzazioni delle numerazioni su basi provinciali, interprovinciali e subregionali) e, complessivamente 39 numerazioni tra le prime 100, tutte composte da due cifre (evitando così disparità di trattamento tra le emittenti). L’Agcom ha ora proposto appello al Consiglio di Stato chiedendo la riforma, previa sospensione, di tali sentenze. Nell’ambito di tali giudizi è stata sospesa l’esecutorietà delle citate sentenze con provvedimenti cautelari monocratici e, quindi, la delibera n. 366/10/CONS della Agcom è ritornata nuovamente efficace. Le istanze di sospensiva verranno ora riesaminate in sede collegiale (come previsto dal Codice di procedura amministrativa) all’udienza del 30 agosto, dove potranno essere confermate, ovvero modificate o revocate. Successivamente, le cause dovranno essere trattate anche nel merito.   Nell’ambito di tali giudizi avanti il Consiglio di Stato, Aeranti-Corallo è intervenuta per sostenere la legittimità della delibera 366/10/CONS dell’Agcom e per chiedere, con-seguentemente, la riforma previa sospensione, delle sentenze del Tar Lazio. L’iniziativa ha ricevuto grandissimo consenso tra le imprese associate; infatti, nonostante il periodo feriale e l’assenza dagli uffici, quasi tutti gli editori televisivi locali di Aeranti-Corallo hanno inviato all’associazione una nota di sostegno all’intervento avanti il Consiglio di Stato. La preoccupazione degli editori televisivi locali, è infatti, quella di evitare l’apertura di una fase molto lunga di mancanza di regolamentazione in materia, con la conseguente riproposizione del caos nella individuazione dei programmi che ha caratterizzato le trasmissioni digitali in Lazio, Campania e Piemonte Occidentale nel periodo compreso tra gli ultimi mesi del 2009 e la fine del 2010; tale situazione, che si verificherebbe in ipotesi di conferma da parte del Consiglio di Stato dell’annullamento della delibera n. 366/10/CONS disposto dal Tar Lazio, comporterebbe conseguenze particolarmente negative per le tv locali che, essendo i soggetti più deboli del sistema, necessitano di maggiori certezze di posizionamento sul telecomando.

  Gravi disagi si verificherebbero anche per l’utenza. Inoltre, in sede di emanazione dell’eventuale nuovo provvedimento potrebbero essere rimessi in discussione i posizionamenti faticosamente ottenuti dall’emittenza locale nella delibera n. 366/10/CONS, con conseguente marginalizzazione della stessa a numerazioni per lo più secondarie. Nei sopracitati giudizi avanti il Consiglio di Stato anche l’associazione Frt si è costituita, tra gli altri, per sostenere la legittimità della delibera 366/10/CONS dell’Agcom e per chiedere la riforma, previa sospensione, della sentenza del Tar.

(29 agosto 2011)

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