Italia

Decoder per digitale terrestre: Telecom rinuncia a causa contro Ue per la restituzione degli aiuti. Sbarca intanto in Aula il Decreto Incentivi

Telecom Italia ha rinunciato a portare avanti la causa contro la decisione con cui la Commissione europea, all'inizio del 2007, aveva chiesto la restituzione allo Stato degli aiuti ricevuti - nel biennio 2004-2005 - sotto forma di contributi per l'acquisto di decoder per il digitale terrestre. Lo ha reso noto la Corte di giustizia Ue di Lussemburgo in seguito alla pubblicazione dell'ordinanza con la quale il Tribunale di primo grado ha dichiarato che il ricorso di Telecom è “divenuto privo di oggetto”.

Gli aiuti erogati dallo Stato

Nel gennaio 2007, Bruxelles aveva giudicato illegali gli aiuti erogati dallo Stato per i decoder per il digitale terrestre e aveva sollecitato il governo italiano ad assumere tutte le iniziative necessarie per procedere al recupero dei contributi erogati.




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Il Commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, aveva definito quegli aiuti “illegali”, in quanto avrebbero determinato un “vantaggio indiretto” alle emittenti televisive terrestri e agli operatori via cavo, nella misura in cui avevano permesso di aumentare l'audience del digitale, che rappresenta una parte essenziale della cifre di affari della Pay TV o di un broadcaster che voglia sfruttare i suoi servizi di televisione a pagamento. La Commissione aveva aperto un’indagine nel merito, dopo aver ricevuto segnalazione da parte di alcuni operatori di televisione terrestre e satellitare.

Le regole per gli aiuti di Stato

Più precisamente, per l’Antitrust Ue, si trattava di sussidi “…incompatibili con le regole per gli aiuti di Stato in quanto non neutrali da un punto di vista tecnologico” che creavano quindi una distorsione indebita della concorrenza, escludendo la tecnologia satellitare. Telecom aveva impugnato la decisione sostenendo che l'aiuto era ingiustamente considerato illegittimo. Con ricorso presentato il 23 marzo 2007, la società tlc aveva chiesto al Tribunale di annullare la decisione della Commissione, soprattutto nella parte in cui impone allo Stato italiano il recupero dell'aiuto. La rinuncia al ricorso, a quanto si è appreso, nasce dal fatto che le Autorità italiane hanno comunicato alla società, interessata alla vicenda in quanto proprietaria dell'emittente La7, il venir meno della necessità di restituire i contributi. Una posizione su cui, a quanto risulta, c’è ora anche l'accordo della Commissione Ue. Il nuovo governo ha intanto previsto un nuovo bonus per l’acquisto dei decoder del digitale terrestre, con la possibilità per le fasce di reddito più basse e gli anziani di ottenere il rimborso della spesa sostenuta. E’ la novità derivante da un emendamento al Decreto Legge Incentivi approvato dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, con cui è stata aumentata la dotazione del Fondo per il passaggio al digitale. Ieri il provvedimento è sbarcato in Aula, ma il voto partirà solo da domani e quindi, considerati i tempi strettissimi, è verosimile, secondo fonti di maggioranza, il ricorso al voto di fiducia da parte del governo. Il decreto deve infatti essere convertito entro il 12 aprile e dopo il sì della Camera dovrà essere esaminato, in una seconda lettura che si preannuncia blindatissima, dal Senato.

Una norma che apre la strada

Si tratta di una norma che apre la strada ad accordi tra governo e Regioni per estendere progressivamente a tutto il Paese i rimborsi già previsti per Valle d’Aosta e Sardegna, Regioni pilota per il passaggio al digitale, in base però a parametri di reddito ed età. Per gli anziani a basso reddito potrà addirittura essere gratuito. Anna Teresa Formisano, capogruppo Udc in Commissione attività produttive alla Camera, intervenendo in Aula alla Camera durante la discussione generale del Decreto Incentivi, ha dichiarato: “…Il Governo ha predisposto interventi condivisibili, ma del tutto insufficienti per contrastare la crisi. Crediamo che le fasce deboli e gli anziani a basso reddito, prima di pensare a come acquistare il decoder digitale terrestre, abbiano qualche altro problema da risolvere”. Aggiungendo, “…Nutriamo particolari perplessità sulla copertura finanziaria del decreto. Quella dei conti dormienti o dei Fondi per le aree sottoutilizzate si rivela sempre più una coperta troppo corta e buona per tutte le stagioni. Oggi - ha aggiunto l'esponente dell'Udc - non si capisce dove si vadano a ricavare le risorse e in quali settori”. Secondo le ultime stime elaborate da Makno, a gennaio 2009 il numero delle famiglie TDT (ovvero in possesso di almeno un ricevitore TDT nella residenza principale) ha superato la soglia degli 8 milioni (8.013.000). Rispetto al dato di dicembre, si tratta di una crescita di circa 250 mila famiglie. A gennaio, inoltre, il numero totale dei ricevitori TDT presenti nelle abitazioni principali si avvicina ai 10 milioni, attestandosi a 9.862.000 (+360 mila rispetto a dicembre).

Le rilevazioni di GFK

Prosegue a gennaio l’accelerazione nelle vendite di ricevitori TDT. Secondo le rilevazioni di GFK, sono stati infatti venduti nel mese circa 660 mila pezzi. Di questi, il 74% circa (489 mila) sono integrati, mentre i rimanenti 170 mila (il 26% del totale) sono Set-Top-Box esterni. Il numero cumulato di ricevitori TDT venduti (dal febbraio 2004) si avvicina così ai 13 milioni, attestandosi a 12.883.000. Di questi, il 58% sono STB esterni, il 42% (circa 5,4 milioni) sono ricevitori integrati.

(01 aprile 2009)

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