Italia

Digitale terrestre: la Sardegna abbandona l’analogico. Ambrogetti, ‘Si apre una nuova era della televisione’

La Sardegna, e con essa l’Italia, è entrata ieri definitivamente nella nuova era della televisione digitale. Lo ha detto Andrea Ambrogetti, Presidente di DGTVi (l’Associazione che riunisce Rai, Mediaset, TIMedia, Dfree e le emittenti locali di FRT ed Aeranti-Corallo), circa il passaggio definitivo dall’analogico al digitale terrestre che è iniziato ieri mattina nell’isola Sarda e che entro il primo novembre riguarderà tutta l'Isola. “Già oggi sono stati compiuti quasi 100 interventi sugli impianti di trasmissione televisiva che hanno consentito nell’area dell’Ogliastra, e per Rai Uno a Cagliari, il passaggio al digitale terrestre. E’ questo l’inizio del processo che porterà da oggi fino al prossimo 31 ottobre tutta l’isola in digitale e che farà della Sardegna, con i suoi 1.600.000 abitanti, l’area digitale più vasta dell’intero continente europeo”.

La popolazione oltre l’85%

Si è trattato di oltre due anni di lavoro che hanno portato a risultati di penetrazione tra la popolazione (oltre l’85% dei sardi è in possesso di decoder digitale terrestre) e di consapevolezza (il call center dedicato pur lavorando a pieno ritmo non è stato intasato) davvero importanti.




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“Ci auguriamo – ha concluso Ambrogetti - che il lavoro dei prossimi giorni confermi definitivamente la positività del modello Sardegna a riferimento di quelle altre regioni (Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, Piemonte, Lazio, Campania) che spegneranno nel 2009 e che porteranno in digitale nel prossimo anno oltre il 30% della popolazione italiana”.

La Tv in Ogliastra e nel Sarrabus potrà essere vista solo

Adesso la Tv in Ogliastra e nel Sarrabus potrà essere vista solo con il decoder digitale. “…Il passaggio al digitale terrestre – ha commentato l'assessore regionale agli Affari generali, Massimo Dadea - rappresenta un importante momento che avvicina ulteriormente la Sardegna all'Europa. Sono diversi i vantaggi del digitale terrestre. In primo luogo dal punto di vista tecnico, consente una migliore qualità dell'immagine. In secondo luogo moltiplica il numero dei canali di cui e' possibile disporre”. “…Oggi però, per via anche della qualità dei decoder non viene favorito un aspetto che deve ritenersi fondamentale per i cittadini, quale l'interattività e cioè la possibilità di usufruire di tutta una serie di servizi molto importanti – ha spiegato - Le potenzialità del digitale terrestre, appaiono dunque ancora distanti da quelle offerte dalla banda larga e dalla rete internet, che grazie agli ultimi interventi della Regione, finalizzati all'ampliamento dell'Adsl, avrà una sempre più capillare diffusione”. “La Sardegna – ha poi affermato l'assessore - si conferma all'avanguardia nelle nuove tecnologie. Oltre a essere la prima a sperimentare il nuovo sistema televisivo, sarà anche la prima ad avere la copertura Adsl nel 100% dei suoi comuni”. "E' necessario – ha concluso Dadea - che il passaggio a questa nuova fase di sperimentazione, di cui la Sardegna è protagonista, si concretizzi non solo attraverso una nuova offerta televisiva, ma anche attraverso un maggiore coinvolgimento delle imprese e dei centri di ricerca isolani, in modo tale che possa rappresentare un'importante occasione di crescita e di sviluppo”.

Un sistema “equilibrato e trasparente

La Ue ha intanto già fatto sapere che l'assegnazione delle frequenze digitali dovrà avvenire in base a un sistema “equilibrato e trasparente”, altrimenti la Commissione europea andrà avanti con la procedura d'infrazione già aperta fin dal luglio 2006 sulla legge Gasparri. La Commissione europea, hanno indicato i collaboratori del Commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, sta portando avanti con attenzione l'esame della legge nel quadro della procedura d'infrazione, per ora ferma allo stadio antecedente al deferimento alla Corte di giustizia Ue, in stretto contatto con le autorità italiane. Occorre, osservano le stesse fonti, che “…sia assicurata trasparenza ed equilibrio nell'assegnazione delle frequenze digitali in tutta Italia in linea con quanto prevedono le norme Ue. Se l'inchiesta in corso dovesse concludere che queste condizioni non sono state rispettate, la Commissione porterà avanti la procedura d'infrazione”. “…Le emittenti hanno avuto il tempo necessario per attrezzarsi e i cittadini, ossia quelli che hanno il problema della ricezione del segnale, hanno avuto il tempo per capire cosa stava accadendo”, ha detto il sottosegretario per le Comunicazioni, Paolo Romani, aggiungendo che “…tutte le famiglie della Sardegna hanno la fortuna di ricevere il contributo per l'acquisto del decoder, una cosa che non avverrà a livello nazionale”. Inoltre, come ha ricordato, l'isola rappresenta un progetto-pilota per tutto il Paese e per l'Europa perché “…i criteri utilizzati sui potranno essere esportati”. Il calendario predisposto dal Ministero il 10 settembre prevede che entro il 2010 il 70% per territorio italiano debba ricevere il segnale digitale terrestre. “…Notevoli - ha ricordato il sottosegretario - i benefici del digitale: una migliore qualità dei programmi e una maggiore quantità”. In altre parole vuol dire la possibilità di avere “un segnale migliore” e quella di “sperimentare”.

“Un passo avanti della tecnologia” insomma, che “permetterà di mettere ordine nel far west delle frequenze e di liberarne altre (il cosiddetto dividendo digitale), come ci ha chiesto l'Europa”.

(16 ottobre 2008)

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