Italia
Digitale terrestre: passaggio senza intoppi per Valle d’Aosta. Schierata ‘squadra di qualità’ per verificare i segnali
Passaggio senza intoppi tecnici per la Valle d’Aosta, che la notte scorsa ha effettuato il passaggio dal sistema di trasmissione analogico al digitale terrestre. Le rassicurazioni arrivano dall’Assessorato regionale all’Innovazione sulla base dei primi riscontri.
Nei 17 Comuni interessati, Aosta compresa, lo switch-off è avvenuto esattamente alle 03,05 per Mediaset e alle 3,44 per Rai. Analogamente è avvenuto per La7, Rete7 e altre emittenti locali che hanno aderito al consorzio.
I segnali e le trasmissioni
L'Assessore all'Innovazione della Valle d'Aosta, Aurelio Marguerettaz, ha ribadito che sono presenti sul territorio “squadre qualità” di Mediaset e Rai Way che stanno verificando i segnali e le trasmissioni e sono in contatto permanente con la task-force che, a sua volta, è in rapporto diretto con il call centre per verificare l'andamento delle chiamate e dal tipo di richieste effettuate dagli utenti.



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La task-force, coordinata da Marcello Fiori, Direttore generale del Ministero delle Comunicazioni, si è insediata ieri pomeriggio per seguire tutti i lavori della transizione. L'organismo, composto da rappresentanti Rai, Mediaset, La7, da Piero De Chiara (presidente del Consorzio DGTVi) e da Enrica Zublena (coordinatrice regionale), fino a ieri sera, dalla sede dell'Inva, ha controllato che lo switch-off avvenisse in modo regolare.
Le persone coinvolte in questo passaggio tecnologico
Sono circa 60mila le persone coinvolte in questo passaggio tecnologico, circa il 50% della popolazione regionale.
A distanza di un mese e mezzo dalla sperimentazione in Sardegna, è partito quindi anche nella regione alpina l'avventura del digitale terrestre che consentirà un ampliamento dell'offerta televisiva rispetto alla televisione analogica (da subito 32 canali nazionali e 8 locali) oltre che una migliore diffusione del segnale televisivo che ora è quasi assente in alcune vallate a causa di zone d'ombra dovute alla conformazione del territorio montuoso.
“L'obiettivo con cui la Regione ha sostenuto l'operazione - ha spiegato Aurelio Marguerettaz - è di garantire a tutti i valdostani il libero accesso alla televisione”.
Per consentire un passaggio senza ostacoli alla nuova tecnologia, anche sulla base di quanto già avvenuto in Sardegna, il Ministero della Comunicazioni, in collaborazione con la Regione, oltre alla riattivazione di un contributo di 70 euro per l'acquisto dei decoder, ha anche avviato nelle ultime settimane alcune iniziative di comunicazione, tra cui un numero verde (800.022.000) per le informazioni tecniche sulle procedure di acquisto dei decoder e la loro sintonizzazione. I telespettatori valdostani, inoltre, contrariamente ai sardi, non dovranno occuparsi della registrazione dei canali sui propri telecomandi: per evitare i disagi riscontrati a Cagliari si è infatti deciso un ordinamento automatico delle reti sui primi sette tasti, da Rai Uno a La7.
I canali sono stati rimescolati, ha spiegato Mario Frullone, direttore delle ricerche, della Fondazione Ugo Bordoni, braccio tecnico del Consorzio DGTVi, e non sarà assolutamente necessario intervenire sulle antenne centralizzate o condominiali.
Il vecchio segnale – ha commentato Frullone
Tecnicamente, infatti, l'attuale “canale” analogico è stato sostituito da quello digitale: “se passa il vecchio segnale – ha commentato Frullone - a maggior ragione passerà quello digitale, che ha il vantaggio di essere meno potente, arrivando fino al 25% rispetto a quello analogico. Se consideriamo che la sensibilità del decoder digitale è superiore rispetto a quella dei sintonizzatori analogici, è molto probabile che Rai Due e Rete4 si vedranno meglio. Certamente non crediamo di risolvere in questo modo tutti i problemi di trasmissione del segnale televisivo in Valle d'Aosta, ma per questo primo parziale switch-off non ci aspettiamo nessuna difficoltà tecnica”.
Anche la Valle d'Aosta non è rimasta immune dall'eccesso di allarmismo sulla possibilità che i decoder, anche quelli acquistati nel 2005, quando il contributo statale era di 120 euro, siano oramai obsoleti: “…sono in molti quelli che hanno acquistato il decoder e poi lo hanno messo nel cassetto – ha detto ancora Frullone - ma standard base di trasmissione della televisione digitale non muta e non muterà più”.
Lo standard è il cosiddetto DVB-MHP, acronimo di Digital Video Broadcasting-Multimedia Home Platform, applicato in tutta Europa, utilizzato correntemente da Paesi come l'Olanda e il Lussemburgo, dove lo switch-off è già avvenuto, Finlandia (che lo completerà il 31 agosto 2007), Svezia, Svizzera, Germania, Belgio, Francia e Austria.
“…Tutti i decoder acquistati sono allo stato dell'arte – ha concluso Frullone - e sono all'avanguardia per l'interattività. Non è cambiata la tecnologia, ma forse solo l'estetica”.
Nella conferenza stampa di venerdì scorso, il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha fatto sapere che “…le prossime tappe saranno le province di Trento e Bolzano e poi il Piemonte, che seguiranno nelle prossime settimane nell'ambito della strategia per arrivare allo switch-off nazionale previsto dal Ddl nel 2012” .
Un sospiro di sollievo perché l'esperimento
Questo secondo appuntamento con Aosta, ha aggiunto Gentiloni, “…si affronta con un sospiro di sollievo perché l'esperimento di Cagliari è andato bene, e dopo anni di discussione sono stati fatti i primi passi pratici per i cittadini”. A Cagliari “…è andata bene dal punto di vista dell'Auditel inoltre chi guarda la Tv solo in digitale è il 50% della popolazione contro il 20% della media nazionale; e l'ascolto dei canali digitali terrestri è 5 volte quello del resto d'Italia”.
“Inoltre – ha proseguito il Ministro - gli ascolti di Rai Due e Rete4 non sono crollati: nonostante lo switch-off, le due reti riportano solo qualche decimale in meno sul fronte dello share. Fatto che tranquillizza gli editori Tv”.
Nelle due regioni pioniere lo switch-off definitivo è previsto in Sardegna per il 1° marzo 2008 e in Valle d'Aosta per il 1° ottobre 2008. Ma a giugno è programmato l'incontro tra i firmatari dei protocolli per il passaggio al digitale (ministero delle Comunicazioni, l'Associazione per la televisione digitale terrestre - DGTVi - e le rispettive Regioni) per decidere di anticipare le date: per la Sardegna si parla addirittura di anticipare a novembre 2007. Questa esigenza è dettata soprattutto dal fatto che in regime di sistema di trasmissione misto (analogico e digitale) le Tv locali restano schiacciate.
In occasione della conferenza stampa, Piero De Chiara, presidente di DGTVi, ha dichiarato d’essere convinto che in Valle d’Aosta, il passaggio andrà meglio rispetto a Cagliari.
La regione gode, infatti, “…di un miglior coinvolgimento dell'ente locale; di servizi interattivi che giovano di un fortissimo contributo della Regione; e dell'ordinamento automatico dei canali”.
La Rai ha tempi più lunghi
“…Il coordinamento – ha affermato De Chiara - è in ritardo perché mentre Telecom Italia Media e Mediaset sono pronte, la Rai ha tempi più lunghi e non ha ancora preso una decisione in merito. Ma l'esperienza della Gran Bretagna dimostra che il coordinamento funziona”. Intanto De Chiara ha annunciato che a giugno la Rai partirà con un canale per i bambini senza pubblicità. La campagna promozionale è prevista per maggio.
Mediaset sta per lanciare uno dei progetti che ha nel cassetto. Telecom Italia Media è già pronta con Qoob. E ha aggiunto: “…Mi auguro che l'Agcom faccia presto la gara per assegnare il 40% della capacità trasmissiva per avere nuovi editori”. Ma il monito agli editori attuali di arricchire l'offerta persiste nel ministro Gentiloni: “…Il segnale è più agevole, ma Rai, Mediaset e Tim hanno l'impegno di proporre nuovi e maggiori programmi”.
(17 aprile 2007)
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