Italia

Dividendo digitale: per le Tv locali, ‘Inaccettabili le nuove norme che il Governo vorrebbe introdurre nella manovra finanziaria’

L'Associazione Tv Locali della FRT e Aeranti-Corallo hanno espresso la loro piena condivisione alla proposta presentata al Forum delle Comunicazioni del Pd, organizzato da Paolo Gentiloni, riguardante l'assegnazione delle frequenze Tv per i servizi in banda larga mobile. (Leggi Articolo Key4biz) Le Tv locali FRT e Aeranti-Corallo hanno sempre sostenuto che è necessario procedere con una ripartizione equa tra tv nazionali e tv locali, spiegando che non è accettabile chiedere solo alle emittenti locali di rinunciare, in cambio di un indennizzo pressoché inesistente, alle frequenze in uso da anni per assegnarne nel contempo con procedura Beauty Contest, quindi a titolo gratuito, 6 alle tv nazionali.

 




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Le frequenze da riservare alla banda larga, hanno sottolineato le due associazioni, dovrebbero essere rese disponibili sottraendone per 2/3 alle tv nazionali e per 1/3 alle tv locali, così come previsto dalla normativa.

I 2

La soluzione presentata in occasione del Forum del Pd “è ragionevole e piena di buon senso e permetterebbe al Governo di incassare con certezza i 2,4 miliardi di euro previsti dalla legge di stabilità 2011. Appaiono invece inaccettabili le nuove norme che il Governo intenderebbe introdurre nella manovra finanziaria che dovrebbe presto essere approvata”.   Le emittenti chiedono il triplo delle risorse stanziate, ritenendo gli indennizzi, previsti dalla legge di stabilità (10% del ricavato dalla vendita dei canali 61-69, con un massimo di 240 milioni di euro), talmente irrisori che in molti casi non riuscirebbero nemmeno a coprire gli investimenti effettuali per lo switch-off.   Secondo la proposta presentata al Forum PD, il primo intervento a favore dell’emittenza locale dovrebbe essere quello di riconoscere loro concretamente lo “status” di operatori di rete e di consentire loro di cedere la capacità trasmissiva dei propri multiplex a fornitori di contenuti nazionali (con relativo LCN).

Il secondo intervento possibile

Il secondo intervento possibile è quello di ridurre il numero di multiplex destinati all’emittenza nazionale, eliminando il loto B (due multiplex a tutti gli operatori, inclusi RAI e Mediaset) che per la natura stessa degli elementi di giudizio di un beauty contest, vedrebbe particolarmente avvantaggiati i due operatori dominanti. Questa operazione consentirebbe il recupero di due multiplex di Piano e ridurrebbe a 23 il numero di reti nazionali.    Per altro, questa misura potrebbe essere accompagnata dalla soppressione immediata del vincolo d’uso sulle frequenze DVB-H. E’ infatti evidente che la diffusione del video-streaming, nell’ambito del più generale sviluppo dell’accesso mobile a Internet sulle reti 3G, ha raffreddato l’originale interesse di broadcaster e operatori mobili per questa tecnologia.

Una porzione di spettro ad

Queste tendenze del mercato rendono estremamente rischioso riservare una porzione di spettro ad uno specifico servizio e ad una tecnologia in via di obsolescenza.   Intanto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso relativi alle frequenze in banda 800, 1800, 2000, 2600 e anche il testo del disciplinare. (Leggi Articolo Key4biz) Se le frequenze dovessero essere tutte vendute alla base d'asta, l'incasso per lo Stato sarà pari a 3,1 miliardi di euro e il ricavato non potrà comunque essere inferiore a 2,4 miliardi (cifra indicata dalla legge di stabilità). Le frequenze saranno assegnate agli operatori a settembre e potranno essere impiegate da gennaio 2013.  

Il meccanismo messo a punto prevede

Il meccanismo messo a punto prevede che le Tv locali possano usufruire del risarcimento oppure spostarsi sui canali di emittenti più grandi. Più precisamente, riguardo alla soglia del 10% sui 2,4 miliardi di euro indicati nelle stime e destinato a indennizzare le emittenti, il Ministro Paolo Romani ha affermato: “Stiamo trattando con il ministero dell’Economia per alzare questo tetto”. “Se si vendono tutti i blocchi a basa d’asta, l’incasso minimo ricavato sarà pari a 3,1 miliardi di euro. E’ una gara importantissima – ha spiegato - che rende disponibili le frequenze Lte”.   Nel dettaglio, ci sono 6 blocchi da 5 Mhz per le frequenze a 800; 3 lotti per quelle a 1800; 3 lotti per le frequenze a 2000 Mhz e 18 lotti a 2600.

Si tratta della più importante asta di frequenze mai attuata nel nostro Paese, data l’ampiezza dello spettro che sarà assegnata, pari a 255 Mhz. Con la procedura di gara, il governo attua uno dei pilastri fondamentali del piano Italia Digitale, dopo aver dimezzato il digital divide a aver messo in campo un innovativo progetto di sviluppo per le reti Ngn. L’Italia inoltre sarà tra le prime nazioni europee ad assegnare tali frequenze all’industria della telefonia mobile.

(30 giugno 2011)

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