Italia

Focus su Iptv, Web Tv e Corporate Communication al seminario IEM della Fondazione Rosselli

Le forme di offerta televisiva su protocollo Ip sono in pieno divenire: network e content provider sono alla ricerca di modelli di business sostenibili per fornire servizi accattivanti e innovativi agli utenti delle nuove forme di fruizione audiovisiva. E’ questo la vision emersa dal seminario “Iptv, Web Tv e Corporate Communication”, organizzato dall’Istituto di Economia dei Media dalla Fondazione Rosselli a Palazzo Corsini qualche giorno fa.

Le più grandi tv aziendali come Poste Italiane

Dalle istituzioni (Agcom) agli operatori It e Tlc (Telecom Italia, Vodafone, Alcatel-Lucent, Fastweb), dai broadcaster (Mediaset, Rai) fino a operatori che vantano le più grandi tv aziendali come Poste Italiane ed Enel, tutti hanno partecipato alla discussione, che si è svolta in modo aperto e orizzontale su tutti i temi via via presentati.




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Si è partiti dalla presentazione di un quadro definitorio delle nuove forme di tv su protocollo Ip (che distingueva tra Iptv e formati web quali Web tv, Catch-Up Tv, Aggregatori UGC, Over-the-top Tv, Business Tv ecc.) che ha fatto emergere tutta una serie di puntualizzazioni che ha indotto alcuni a ritenere prematuro racchiudere modalità di diffusione dei contenuti così in divenire entro una tassonomia terminologica precisa.

Gli interventi di broadcaster

Si è proseguito con l’analisi dei modelli di business della Iptv (freemium, basic pay e premium) e della loro efficacia in casi-studio internazionali, in cui gli interventi di broadcaster e operatori tlc hanno mostrato la necessità di perfezionare gli accordi sulla remunerazione dei canali e tanto l’analisi presentata quanto gli interventi hanno ribadito l’importanza dei contenuti per attrarre gli utenti verso questa forma di tv. La panoramica del mercato di tutte le forme emergenti, con particolare riferimento alle Catch-up Tv lanciate dai broadcaster e alla convergenza tra Internet e Tv nello sfumato perimetro della Over-the-top Tv, hanno traghettato la discussione nell’ambito della tv via web. L’analisi ha riguardato la non verticalità dei modelli iptv e web tv, il crescente time-budget dedicato agli audiovisivi di rete, la capacità pubblicitaria del video online e il fondamentale controllo dell’interfaccia nella tv Over-the-top. Fino all’importanza dello sviluppo della rete per connettere point-to-point tutti i cittadini e lanciare applicazioni che vadano l’oltre quelle televisive (es. per l’eHealth), che rimane uno degli obiettivi di medio-lungo termine del sistema-Paese. Il seminario si è chiuso con una rassegna sulle diverse tipologie di Business tv (corporate, brand e in-store) in cui si è discusso delle modalità utilizzate dalle aziende per diffondere una conoscenza condivisa tra i propri dipendenti (top-down o partecipativa e relazionale) oppure per sfruttare i propri spazi pubblici per promozione o vendita di spazi pubblicitari. Il documento a seguire rappresenta l’analisi presentata dallo Iem-Fondazione Rosselli integrata da alcune osservazioni emerse durante il seminario. Una base per ulteriori approfondimenti e condivisione di riflessioni quanto mai necessarie per comprendere le dinamiche sottostanti un mondo in continua e rapida evoluzione.

Per approfondimenti: Iptv, web tv e corporate communication. Definizioni, modelli di business, strategie IEM della Fondazione Rosselli

(11 maggio 2010)

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