Italia

Frequenze: le Tv locali ne chiedono almeno due per recuperare risorse necessarie allo switch-off

Le Tv locali che fanno capo ad Aeranti-Corallo chiedono che almeno due delle sei frequenze televisive (un terzo del totale), che dovevano essere assegnate con il sistema beauty contest a operatori di rete nazionali, vengano destinate a loro, al fine di recuperare risorse necessarie per il passaggio al digitale terrestre. Lo scorso 20 gennaio, infatti, con Decreto del Direttore della Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione del MiSE, Francesco Saverio Leone, s’è deciso di sospendere per 90 giorni lo svolgimento il beauty contest e il relativo disciplinare di gara (Leggi Articolo Key4biz).

I profili tecnici

Si legge nel Decreto che tale sospensione è stata decisa, tra l’altro, per approfondire adeguatamente tutti i profili tecnici, giuridici e di opportunità riguardanti il beauty contest.




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Il Decreto evidenzia, inoltre, che la decisione è stata presa considerando l'opportunità di attendere gli esiti della imminente Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni che si terrà a Ginevra dal 23 gennaio al 17 febbraio, considerare il valore economico che gli utilizzi di tali frequenze possono conseguentemente produrre e garantire un maggior afflusso di risorse finanziarie in un contesto della finanza pubblica del Paese particolarmente critico. Considerato anche che i diritti d'uso in esame avrebbero durata ventennale, rinnovabile, e che solo limitatamente ai primi cinque anni non potrebbero essere trasferiti, a titolo gratuito o oneroso, a terzi.

Un approfondimento necessario, si legge sempre nel Decreto, anche in considerazione ella pendenza della procedura di infrazione davanti alla Commissione Ue. Il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, in Consiglio dei Ministri ha informato d’aver deciso di “sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze per avere il tempo di definire meglio la situazione”, dopo aver valutato le attuali condizioni insieme all’Agcom e agli organismi europei che hanno seguito da vicino la vicenda. La decisione, ha spiegato il Ministro, è stata presa in virtù delle mutate condizioni di mercato e delle tecnologie che avevano dato vita al beauty contest e anche perché non è pensabile, di fronte ai sacrifici richiesti agli italiani, che un bene di Stato possa esser concesso gratuitamente. I 90 giorni serviranno per stabilire i criteri di quest’asta in modo che garantisca entrate per le casse dello Stato, ma soprattutto che si a prova di ricorso da parte dei broadcaster. Intanto lo scorso 18 gennaio il Presidente della Agcom, Corrado Calabrò, è stato ascoltato in audizione presso la IX Commissione della Camera dei Deputati. In relazione alla tematica delle prospettive in Italia delle reti NGN. Nella sua relazione, ha informato che “la completa conversione alla televisione digitale deve avvenire entro la prima metà di quest’anno (…). Noi faremo la nostra parte approvando entro gennaio il piano delle frequenze per Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia; dopodiché spetta alle Istituzioni nazionali e locali far rispettare le leggi dello Stato e gli impegni presi.”

I titoli autorizzatori definitivi

Calabrò ha anche detto che bisogna dare “un segnale concreto di serietà anche al settore televisivo, rilasciando dopo decenni di provvisorietà i titoli autorizzatori definitivi. Diamo un segnale di serietà presentandoci per la prima volta alla prossima Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni con idee chiare in linea con l’Europa.” Ricordiamo che senza l’emanazione delle delibere di pianificazione per le aree da digitalizzare da parte dell’Agcom, il Ministero non può emanare i bandi per la presentazione delle domande di assegnazione dei diritti di uso delle frequenze.

(30 gennaio 2012)

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