Italia

Mediaset, andamento incerto per utili sotto le previsioni. Pier Silvio Berlusconi: ‘Asta frequenze sarebbe sbagliata’

Mediaset viaggiava in rosso stamani a piazza Affari (-0,65% a 2,136 euro), dopo le dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente Pier Silvio Berlusconi e a dispetto dello stoxx europeo del settore dei media, che avanzava dello 0,88%. In un’intervista rilasciata a La Stampa, Berlusconi Jr ha fatto sapere che l’azienda chiuderà il 2011 con oltre 200 milioni di utile e non sono previsti cambiamenti ai vertici del gruppo.

Un anno di grave crisi come

"In un anno di grave crisi come il 2011 prevediamo di chiudere il bilancio con oltre 200 milioni di utile. E i nostri ricavi pubblicitari vanno meglio della media del mercato. Detto questo, operiamo in un settore ciclico e come tutti gli editori siamo colpiti dal calo dei consumi. Per questo abbiamo avviato un profondo lavoro di efficienza che ci porterà in un triennio a diminuire i costi di almeno 250 milioni l'anno. Rivedremo i compensi delle star anche loro dovranno capire che i tempi sono cambiati e agiremo anche rinegoziando i diritti tv. I primi effetti si vedranno nel 2012", ha commentato Piersilvio Berlusconi.




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Mediaset ha chiuso il 2010 con un utile netto di 352,2 milioni di euro e per quest'anno gli analisti stimavano un risultato in calo intorno ai 300 milioni.

La crisi e stiamo facendo

Il manager ha parlato di ‘azienda solida e dinamica’ e ha sottolineato: “Anche Mediaset sente la crisi e stiamo facendo di tutto per superarla bene. Basta con le polemiche sulla mancata concorrenza, basta giudicarci con la lente della politica, questa azienda è una realtà industriale leader nel suo settore e in un momento come questo andrebbe salvaguardata, non indebolita”. "Il consensus del mercato era intorno ai 300 milioni, certamente questa non è un'indicazione positiva", dice un analista. "Probabilmente il mercato in parte già scontava una revisione al ribasso", spiega. Anche un altro analista parla di una stima "inferiore alle attese del mercato, che erano intorno ai 300 milioni". Il consensus Thomson Reuters I/B/E/S, che comprende 17 stime alcune delle quali però risalenti allo scorso novembre, vede l'utile netto "reported" a 306 milioni. Mediobanca ha una stima di 279 milioni. I risparmi citati nell'intervista erano già stati annunciati. Il vicepresidente ha anche parlato del beauty contest, sostenendo che fare un’asta per l’assegnazione delle frequenze del digitale ‘sarebbe sbagliato’. “Pensare a un’asta non solo sarebbe ingiusto e iniquo, perché in tutta Europa si è proceduto con assegnazione gratuita. Ma sarebbe anche non realistico: per il business televisivo – ha sottolineato - il vero problema non sono le frequenze, ma i pesanti investimenti per creare contenuti competitivi di livello. Lo dice il mercato, non noi”. “Fino a oggi – ha spiegato Berlusconi - tutte le frequenze, vecchie e nuove, Mediaset le ha pagate. E ogni anno versiamo decine di milioni di canone di concessione. E poi perché crede che Sky si sia ritirata da una gara gratuita? Di certo ha pesato il fatto che oggi investire sulla tv free, vista la quantità di canali e di concorrenza, è estremamente rischioso” (Leggi Articolo Key4biz).

Il ministro Passera ha tanti problemi

“Il punto è – ha evidenziato - che come imprenditori tutti noi abbiamo bisogno di regole certe. Il ministro Passera ha tanti problemi sul tavolo, spero possa studiare il caso a fondo e poi prendere la decisione giusta”. Pier Silvio Berlusconi è poi tornato a smentire le voci di un nuovo amministratore delegato in arrivo. "Nessuna rivoluzione ai vertici. Giuliano Adreani, che è a capo della pubblicitaria Publitalia, sta facendo un lavoro incredibile". In aprile scade il Cda del gruppo e alcuni quotidiani hanno ipotizzato un ricambio ai vertici; l'AD di Terna e ex direttore generale Rai Flavio Cattaneo, chiamato in causa da un settimanale, ha recentemente smentito un passaggio al Biscione (Leggi Articolo Key4biz). Il vicepresidente di Mediaset ha anche smentito l'esistenza di contrasti con la sorella Marina, presidente di Fininvest e di Mondadori: "Rido, se c'è una persona al mondo con cui sono in simbiosi professionale oltre che personale è proprio Marina. Siamo una squadra". Secondo un analista però "un rinnovamento del management del gruppo sarebbe accolto bene dal mercato".

(16 gennaio 2012)

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