Italia

Mediaset pronta a correre su internet e contenuti pay mentre c’è attesa per la conferma dell’accordo con Prisa sul mercato spagnolo

Titoli Mediaset in rialzo in avvio di seduta di Borsa mentre il mercato è incerto nella giornata delle scadenze tecniche: la quotazione della società televisiva è in rialzo di oltre l'1%. All'origine del rialzo, le trattative che sta conducendo in Spagna la controllata Telecinco per l’acquisto dell’emittente in chiaro Cuatro dal gruppo Prisa. Mediaset contestualmente rileverà una partecipazione in Digital Plus, la piattaforma televisiva a pagamento del gruppo Prisa che è partecipata anche da Telefonica al 20%.

Dopo settimane di trattative, forse già stasera è attesa un'accelerazione decisiva, secondo quanto si apprende da fonti finanziarie.




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Intanto, dopo diverse indiscrezioni sulla stampa iberica, entrambe le società hanno confermato solo l'esistenza di colloqui, anche con altri interlocutori, precisando che al momento non c’è alcuna intesa.

I quali Cuatro

“Ci sono stati e sono ancora in corso colloqui con diversi gruppi televisivi nazionali in merito all'integrazione di Telecinco con altri canali televisivi, fra i quali Cuatro - ha fatto sapere la controllata del Biscione -. Ad oggi non è stato raggiunto alcun accordo verbale o scritto”. Le indiscrezioni circolate ipotizzano che Telecinco incorpori Cuatro varando una aumento di capitale riservato a Prisa, mentre la quota in Digital Plus potrebbe venir valorizzata per ridurre l'indebitamento. Secondo quanto riferiscono i quotidiani di Madrid, Mediaset dovrebbe sborsare circa 450-500 milioni per acquisire l'80% di Cuatro. Per il gruppo editoriale Prisa, che edita tra l'altro El Pais, zavorrato da circa 5 miliardi di debiti, l'operazione rappresenta una boccata d'ossigeno. Nessun commento, comunque, si raccoglie sui dettagli dell'operazione. Il mercato televisivo spagnolo sta vivendo un momento di grande fermento, visto che anche Antena 3 (controllata al 50% dall'italiana De Agostini) e La Sexta starebbero trattando per una fusione.

La Sexta

Già a settembre, La Sexta, che fa parte del gruppo Media Pro, aveva detto di essere in negoziati con la rivale per un potenziale merger. Le due emittenti televisive saranno integrate in un'unica società che sarà controllata dagli azionisti core di Antena 3, sotto il controllo di Planeta che detiene una quota combinata dell'80%. L'audience complessiva di Antena 3 e La Sexta raggiungerebbe circa il 23%. Anche in questo caso, in una nota diffusa alla Cnmv, la Consob spagnola, la società ha solo confermato l'esistenza di contatti, senza che ci sia un accordo. E' dall'inizio dell'anno che i quattro canali hanno dichiarato di essere in trattative per concludere potenziali accordi, dopo che il Governo spagnolo ha allentato il controllo sulle fusioni nel settore televisivo. Intanto, il vicepresidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, in un'intervista al Giornale ha parlato delle novità dell’azienda, sostenendo che per l’Italia quelle più importanti riguardano internet, con lo sbarco di un nuovo portale web, e il settore pay. Berlusconi Jr ha spiegato che dall'11 gennaio verrà lanciato il nuovo portale video.mediaset.it, con una vera e propria catch up tv con tanti programmi Mediaset online gratuiti poco dopo l'edizione televisiva.

La “sentenza cruciale” del Tribunale

Una nuova sfida a YouTube, dopo la “sentenza cruciale” del Tribunale di Roma “per la difesa di tutti i contenuti sfruttati illecitamente”. Sul fronte delle tv generaliste, "per i nostri risultati, noi siamo pienamente soddisfatti", specie per i dati sul pubblico tra i 15 e i 64 anni, per cui "Canale 5 è largamente la prima rete". Per quanto riguarda le reti pay, sono “ottimi” i riscontri di Mediaset Premium: “Il nostro servizio mi pare il più semplice e fruibile. Con Premium registriamo risultati tali, per cui abbiamo chiesto all'Auditel di rilevare e pubblicare dal 4 gennaio i dati d'ascolto delle partite di Premium Calcio”. Una richiesta per incrementare la raccolta pubblicitaria, spiega il vice presidente, ma "non aumenterà il numero di spot". Proprio sul provvedimento deciso ieri dal Governo di ridurre progressivamente il tetto degli spot per la pay-tv, Pier Silvio dice che è “una misura a tutela delle reti locali e della carta stampata che ha conseguenze anche per Mediaset Premium”, non solo per Sky Italia. Il punto è però che Mediaset Premium non arriva ancora al 12% della raccolta pubblicitaria quindi avrà tutto il tempo per allargare la propria quota.

(18 dicembre 2009)

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