Italia
TDT: ‘Se ci riuscissimo per il 2012, io ci metterei la firma’. Gentiloni ipotizza un possibile slittamento dello switch-off?
Dibattito aperto sulla Tv digitale terrestre (TDT) quello di oggi su RaiUtile. Il tema centrale è stata la calendarizzazione e le diverse tappe che porteranno allo spegnimento del segnale analogico per il passaggio alla nuova tecnologia di trasmissione radioTv, che il Ddl Gentiloni prevede per il 2012. In luce anche il ruolo della Rai in questo processo di transizione.
Nel suo intervento di oggi, il Ministro delle Comunicazioni ha sottolineato che il governo ha il dovere di “…intervenire per garantire la copertura in digitale del servizio pubblico. Nella Finanziaria sono previsti 40 milioni di euro all'anno per tre anni, ma il percorso al 2012 dura sei anni”. Per Paolo Gentiloni, 120 milioni sono “una cifra ragionevole, ma servono ulteriori risorse”.
Uno slittamento dei tempi
Il Ministro lascia anche intendere che potrebbe esserci uno slittamento dei tempi. “Ho l'impressione - ha dichiarato - che il 2012 per lo switch-off sia molto presto, se poi ci sarà la possibilità di farlo prima meglio: se ci riuscissimo, io ci metterei la firma”.



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“Se noi spegnessimo la Tv analogica nel 2007 come vorrebbe Maurizio Costanzo - aggiunge rispondendo alle dichiarazioni del giornalista - avremo metà della popolazione italiana che non potrebbe più vedere la Tv. Io me ne andrei in un altro Paese perché ci sarebbe l'assalto alle prefetture. Quando due reti, una Rai e una Mediaset, secondo il disegno di legge, passeranno sul digitale terrestre, ci sarà la copertura di due terzi delle famiglie”.
La scadenza del 2012
Ospite di RaiUtile, Maurizio Costanzo ha, infatti, spiegato di ritenere troppo lontana la scadenza del 2012. Il noto giornalista la definisce “tardiva” e rischia di “far perdere anche il lavoro fatto”.
“Io credo che il passaggio - spiega - si poteva fare benissimo nel 2007, in fondo 4 milioni di decoder non sono pochi”.
Gentiloni si sofferma invece su un altro aspetto: “se non c’è l'offerta la gente non compra il decoder per guardarlo. Ci vuole un meccanismo: un bouquet di nuovi canali fatti insieme da editori nuovi e da quelli già esistenti. 20 canali di editori disponibili, con spot promozionali nelle Tv in chiaro, poi due grandi palinsesti Rai e Mediaset che si trasferiscono: a quel punto dovremo fare solo l'ultimo miglio per chi è più in difficoltà. A quel punto sì si potrebbe pensare anche a sostegno pubblico per decoder”. Ma “Possiamo farlo prima del 2012?”, si chiede il Ministro.
Poi, riferendosi alla maggioranza di governo, Gentiloni assicura “…mi sosterrà con forza”. Il provvedimento, ha anche sottolineato, è stato licenziato all'unanimità dal Consiglio dei ministri “dopo aver raggiunto una intesa” sulle perplessità emerse in merito ad alcuni aspetti. Ci saranno difficoltà al Senato? “Lì ci sono per definizione” considerati i numeri, ha risposto Gentiloni, ma “la maggioranza sosterrà con forza il provvedimento”.
Dalla sua Mario Landolfi, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza, sostiene che “Le date non sono dati ideologici però hanno un significato politico. Io sono stato il Ministro che ha spostato switch-off al 2008. Lo spostamento al 2012 è un allentamento di tensione. Il passaggio al digitale è molto più complesso e delicato. L'attuale Ddl lo vedo confuso e contraddittorio rispetto all'obiettivo”.
Il consigliere di Amministrazione Rai
Intervenendo nella diretta di RaiUtile, il consigliere di Amministrazione Rai, Carlo Rognoni ha definito lo switch-off del 2012 “un limite conforme alle normative europee e perciò giusto, ma non basta e non è detto che non possa avvenire prima. Non c’è dubbio - prosegue Rognoni - che il digitale ci sarà, è un fatto ineluttabile come lo è stato per la televisione a colori, ed entro 6 mesi la Rai determinerà una nuova strategia sui contenuti per favorirne la crescita”.
Per il responsabile dei Nuovi Media della Rai, Roberto Sergio, “…abbiamo scoperto che la forma a pagamento non si è rivelata la vera killer application del digitale terrestre, che credo possa essere rappresentata dall'interattività e dalla funzione di servizio, e RaiUtile ne è l'esempio. Ma ci deve credere anche il governo”.
Per quel che riguarda i contenuti, anche Maurizio Costanzo che fa parte della cabina di regia “Italia digitale”, la pensa così.
Costanzo, pensa tanto a “canali un po' tematici, ma anche a canali della Tv generalista, per la quale va recuperato un ordine nei palinsesti, che ora non c’è”. Inoltre “…è necessario trovare format che siano multipiattaforma”.
Riguardo alla passaggio al digitale terrestre della Rai, si registra il commento del presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, che in risposta al ricorso amministrativo della Tv pubblica ha commentato: “La Rai mi contesta le nostre 'misure ponte' per il passaggio alla Tv digitale. Si tratta di un'azione sorprendente, perché come può la Tv di Stato pensare di stare ferma mentre gli altri sono in pieno movimento nel passaggio tecnologico?”.
Il presidente per l'Authority
Così il presidente per l'Authority, accusa viale Mazzini di star “…aspettando a braccia conserte il termine del 2012 per il passaggio alla Tv digitale, invece di programmare uno sviluppo calibrato con un programma di 5-6 anni, cosa che invece sta facendo Mediaset, che non ha mai impugnato le nostre indicazioni sulla nuova tecnologia e sta convertendo a ritmi rapidi i suoi impianti”.
(27 ottobre 2006)
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